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CROCIATI

 

Monaci guerrieri infestano l’etere televisivo e radiofonico, coprono intere pagine di quotidiani con lettere di protesta, d’indignazione e di richiami alla fedeltà al Sacro Romano Impero.

Tutto e tutti in difesa del crocefisso, simbolo della cristianità stessa, delle nostre tradizioni, della nostra storia.

Tutto e tutti contro i rappresentanti di un Islam pronto ad invaderci e ad annichilire la nostra cultura e tradizione.

Di colpo l’Italia si scorda dei suoi problemi, di un inflazione che strangola il potere d’acquisto degli stipendi, di un Governo che sta facendo passare una riforma che metterà una pietra tombale sulle pensioni, di un premier che fa promulgare leggi a suo uso e consumo.

L’Italia tutta o quasi, dalla destra alla sinistra si trova schierata di fianco ai Fede, ai Bondi,  ai Baget Bozzo per respingere il feroce Saladino.

La cosa che lascia sgomenti sono le dichiarazioni di questi signori, tese, ad inventarsi uno scontro fra religioni.

Per avvalorare la loro crociata s’inventano motivazioni che, definire false e stupide pare complimentoso.

Non vi è alcun tentativo d’invasione culturale e militare dell’Islam portato nei confronti dell’Occidente anzi è probabile il contrario.

Sono i paesi Occidentali cristiani che da mezzo secolo tentano e riescono ad invadere culturalmente ma soprattutto militarmente i paesi arabi: Palestina, Libano, Afganistan, Iraq ecc. ecc.

Storicamente sono stati i cristiani a portare morte, distruzione e miseria in tutto il sud America e in Africa spesso facendosi scudo proprio del simbolo del crocefisso.

Non è vero che il crocefisso deve restare appeso nelle nostre scuole o nei pubblici uffici poiché la religione cattolica è la religione dello stato italiano, la nostra Costituzione afferma che tutte le religioni sono uguali ed hanno pari dignità.

Stupida e banale la giustificazione che si debba tenere il crocefisso e non gli altri simboli religiosi perché nei paesi mussulmani ai cristiani non è permesso di professare la propria religione.

Quei paesi si basano su regimi teocratici, pretendere la libertà di esporre altri simboli religiosi equivarrebbe a pretendere che lo stato del Vaticano autorizzasse la costruzione di una moschea all’interno dei propri confini.

La nostra società negli ultimi decenni sta subendo profonde mutazioni, le nostre scuole stanno diventando sempre più multietniche e multireligiose, indiani, mussulmani, cristiani ed altri, si trovano sempre più spesso a studiare, a lavorare, a vivere insieme.

Dovere di uno stato laico come il nostro è quello di garantire la libertà di culto per ogni cittadino e non interrogarsi se sia meglio il crocefisso, Maometto o Buddha da appendere alla parete.

Ognuno deve essere libero nel suo privato di credere o non credere in ciò che vuole, ma la libertà di una persona o di una religione per uno stato laico e di diritto finisce quando si va a limitare quella di un altro e affiggere il crocefisso può essere una limitazione o una turbativa per chi professa altri credi.

Questa vicenda non va vista come scontro religioso ma deve contribuire ad aprire un dibattito fra noi italiani per decidere finalmente se il nostro debba essere uno stato laico o no.

La laicità dell’Italia è sempre rimasta sulla carta, in realtà sono sempre state gravi e pesanti le intromissioni del clero romano nella vita pubblica e politica del nostro paese.

Ci sono volute durissime battaglie popolari per sconfiggere l’oscurantismo nella quale la chiesa cercava di confinare il nostro paese e mi riferisco ovviamente alle battaglie per il divorzio e per l’aborto.

La scarsa laicità del nostro paese si evince anche da cose banali e giornaliere, come ad esempio il Presidente della Repubblica che porge gli auguri al Pontefice con un discorso televisivo a reti unificate (è mai stato riservato un simile trattamento per qualche altro capo religioso?)

Si capisce dai nostri giornali e telegiornali, che immancabilmente ogni giorno riportano la posizione del Vaticano in merito ad ogni cosa che riguardi l'Italia, oppure ci propinano l'immancabile cronistoria giornaliera di ciò che ha fatto il Papa.

Si capisce dal fatto che gli insegnanti di religione nel nostro paese sono nominati direttamente dal Vescovo, e che i finanziamenti alle scuole private (leggi cattoliche) siano elargiti in maniera sempre crescente.

Finanziamenti che servirebbero alle nostre scuole pubbliche, fatiscenti e pericolanti (forse cara Ministra Moratti su questo dovrebbe fare una battaglia e non sulla presenza del crocefisso in aula) come insegna l'esperienza della scuola di San Giuliano di Puglia, sicuramente ben fornita di crocefissi ma povera di cemento nelle fondazioni.

Cari, vecchi, superati e rimbambiti crociati, non abbiate timore, il vostro crocefisso resterà sicuramente appeso nei pubblici uffici italiani, come del resto la laicità del nostro Stato resterà appesa, anzi impiccata all'ipocrisia di quella carta straccia che è la nostra Costituzione.

di Mimmo Gerardini per Ecomancina.com