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PRESO SADDAM HUSSEIN
Ora che fare?

Mimmo Gerardini di Ecomancina.com

La domanda sembra di facile risposta:
Un bel processo con condanna finale per porre fine al terrorismo e dare finalmente l’autodeterminazione al popolo iracheno.
Risposta esatta, ma come lo processiamo Saddam Hussein?
L’affare ora si complica, anche se, verrebbe da rispondere: un bel tribunale internazionale.
Difficile, gli USA sono da sempre contrari a questi tribunali, amano fare tutto da soli, senza intromissioni di altri stati che in un simile tribunale sarebbero sicuramente rappresentati.
Gli USA, con buona pace dei radicali, non hanno mai aderito alla creazione di un tribunale internazionale che processasse chi compie crimini conto l’umanità, forse perché timorosi che potesse capitare anche a loro di finire sotto quel giudizio.
Lo portiamo in America e lo processiamo negli Stati Uniti.
Ancora più difficile, un processo in quella che tanti definiscono la patria del diritto, neri, ispani e detenuti di Guantanamo a parte, creerebbe molti problemi.
V’immaginate un processo, con un’accusa, una difesa, un dibattito e la ricostruzione di tutta una storia?
Magari di fronte alla stampa americana, non certo facile da aggiogare al potere come la nostra, con articoli, trasmissioni televisive, su come Saddam abbia assunto il potere, chi e perché gli avesse fornito le armi chimiche e convenzionali, e se questi fornitori fossero o no a conoscenza di che uso ne veniva fatto di queste armi.
Troppo pericoloso, troppo scomodo.
Lo faremo processare da un tribunale iracheno.
Questa forse sarà la soluzione.
Un bel tribunale locale, in un paese controllato politicamente e militarmente dagli Stati Uniti, lontano dagli organi di stampa e di fronte a Giudici che rappresentano un popolo con una gran sete di vendetta.
Magari un processo che parte fra qualche tempo, in modo che l’attenzione alla cosa vada scemando.
Si, questa è la situazione ottimale, politicamente corretta, e soprattutto poco imbarazzante.
Vi è un'altra soluzione ancora migliore, Saddam, finalmente mostrato alle televisioni di tutto il mondo con tanto di barba e capelli incolti, vinto e domato non arriverà mai ad un processo.
Potrebbe suicidarsi, magari essere anche aiutato in questa dolorosa scelta, in fondo il suo scopo mediatico lo ha assolto, tutti l’hanno visto in catene.
Ora e solo uno peso.