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Recensione del film:
FUR
Regia: Steven Shainberg
Diane Arbus è una donna borghese, sposata con un fotografo che lavora per cataloghi di moda e soprattutto per i genitori di lei commercianti di pellicce. Diane è gentile, sorridente, servizievole fa di tutto assistendo il marito, truccando le modelle, accudendo le figlie ma quel mondo non le appartiene. Sin da bambina era attratta dalle persone emarginate e strane e si trovava a suo agio in situazioni eccentriche: sul cornicione del grattacielo di casa affacciato sul Central Park o all’obitorio a rimirare cadaveri.

 

Recensione del film:
NUOVOMONDO
Regia:  Emanuele Crialese
Era biancolatte Lamerica dove s’immergevano i cafoni dell’Italia imbarcati in viaggi verso la speranza e l’ignoto, del tutto identici agli attuali dell’immigrazione afro-asiatica diretti sulle nostre coste. Sognavano cose sentite e ingigantite dalle dicerie: olive e ortaggi giganti, alberi che facevano crescere monete, ignoranti e creduloni, simili a Pinocchio e soprattutto affamati ma industriosi come Geppetto. Su queste metafore Crialese costruisce la sua favolistica ode all’emigrante ben apprezzata all’ultima passerella di Venezia e rinfresca la memoria al Belpaese che troppo si sente terra di conquista mentre è stato fino alla fine dei Cinquanta - i Cinquanta del Novecento - bella terra da lasciare per cercare il pane. Ma specie nel profondo Sud non era facile staccarsi dalla “casa del nespolo” e Salvatore Mancuso da Petralìa, di cui vengono narrati i travagli, compie insieme al figlio un voto per ricevere “l’assenso” dalla Madonna.

 

 

Recensione del film:
THE ROAD TO GUANTANAMO  
Regia:  Michael Winterbottom, Mat Whitecross
Uno dei luoghi dannati in cui la nazione della democrazia e dei diritti pratica un meticoloso e criminale azzeramento della libertà e della dignità dell’individuo si chiama Guantanamo. Nei campi denominati X-Ray e Delta i marines degli Stati Uniti fanno i cani dei loro cani e tutt’insieme imprigionano, controllano, seviziano, opprimono centinaia di uomini lì deportati. Sono islamici ritenuti combattenti della Jihad, la guerra santa rilanciata negli ultimi anni da Osama Bin Laden contro l’Occidente. I prigionieri trasportati in quei lager da paesi asiatici o dall’Europa vengono interrogati da agenti della Cia e dell’Fbi che provano a estorcergli con metodi tutt’altro che democratici dichiarazioni d’appartenenza a gruppi terroristici.

 

Recensione del film:
VOLVER
Regia: Pedro Almodòvar
Torna, in linea col titolo, il grande gineceo almodovariano come torna il passato di ciascuno attraverso la famiglia scandagliata nell’ultimo lavoro del regista della Mancha in odore dell’ennesimo riconoscimento a Cannes. Com’era stato per l’intenso "Todo sobre mi madre" l’occhio di Pedro osserva una società prevalentemente femminile dove gli uomini sono comparse farabutte o evanescenti...
di Enrico Campofreda

 

Recensione del film:
IL CAIMANO
Regia: Nanni Moretti
Poco importa se voterete per o contro il Caimano, nella metafora morettiana Silvio Berlusconi. Lui c’è, ha segnato un tratto della storia politico-criminal-economica degli ultimi anni e purtroppo ha plasmato una parte consistente del popolo italiano, di quelli che stanno con lui e anche di chi non lo vuole...
di Enrico Campofreda

 

Recensione del film:
MUNICH
Regia: Steven Spielberg
Quel che accadde a Monaco, Repubblica Federale Tedesca, il 5 settembre 1972 durante i Giochi Olimpici è noto ed era mirabilmente stato narrato nel 1999 da “One day in september”, ottimo documentario dello scozzese Kevin Macdonald. Quel giorno un commando palestinese denominato Settembre Nero...
di Enrico Campofreda


Recensione del film:
DARWIN’S NIGHTMARE
Regia: Hubert Sauper.
La catena è perfetta e perversa, come piace al capitale più cinico e bieco. L’aereo atterra su una pistaccia polverosa di Mwanza, è carico di armi ma tutti fan finta di non sapere a cominciare dai piloti russi alla guidano l’Ilyushin. Stanno lì qualche ora – talvolta vanno e vengono facendo due viaggi in giornata – oppure si fermano più a lungo a ubriacarsi e fottere le ragazze locali, prostitute per sopravvivere.
di Enrico Campofreda

 

Recensione del film:
LA CADUTA
Regia: Oliver Hirschbiegel
"Anche se eravamo così giovani avremmo dovuto accorgerci comunque di quello che stava succedendo". Se le parole postume dell’ex segretaria del Fuhrer riescono a far meditare la sua generazione
di Enrico Campofreda

 


Recensione del film:
COMANDANTE
Regia: Oliver Stone
Comandante sì, ma soprattutto statista e lider maximo e ahilui dittatore, anche se in nome del proletariato, ma diplomatico e intelligente tanto da...
di Enrico Campofreda

 

Recensione di:
DA SALÒ AL GOVERNO
di FRANCESCO GERMINARIO
Bollati Boringhieri , Torino, 2005

C’è "un passato che non vuol passare" e oscilla fra la rimozione e la riedizione del fascismo che... 
A cura di Enrico Campofreda

 

Recensione di 
LE STRAGI NASCOSTE
Mimmo Franzinelli (Cedegolo, Bs, 1954), storico italiano.
L’armadio della vergogna: impunità e rimozione dei crimini di guerra nazifascisti, 1943-2001
di Enrico Campofreda
A cura di Enrico Campofreda

 

Recensione di 
"Una questione privata"
di Beppe Fenoglio
Scriveva Italo Calvino, che come pochi intuì la grandezza di Fenoglio e ne diffuse l’opera, che Una questione privata "E’ costruito con la geometrica tensione d’un romanzo di follìa amorosa e cavallereschi inseguimenti come L’Orlando furioso, e nello stesso tempo c’è la Resistenza...
A cura di Enrico Campofreda

 

Recensione di 
IL SANGUE DEI VINTI
di GIAMPAOLO PANSA
Della nuova fatica di Giampaolo Pansa "Il sangue dei vinti" (Sperling & Kupfer, 2003) ne è felice esclusivamente la Destra. Quella nostalgica del mai morto fascismo filo e post, che però litanìe simili le aveva già scritte, tanto da offrire al giornalista di Casale Monferrato le fondamenta bibliografiche del suo libro.

RIFLESSIONI di Enrico Campofreda