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 Del 18/01/06

BASTAVA UNA PAROLA…
a cura del Baro

 

Più che il sogno di circa 60.000 esseri umani (costretti a vivere in strutture che contano la metà dei posti letto necessari) sembrava un atto di civiltà… Ma l’amnistia è stata definitivamente affossata dal Parlamento, che ha scritto un’altra pagina negativa della sua storia, con pesanti responsabilità degli uomini del centro sinistra (come molti hanno sottolineato).

Chiariamolo subito: è SACROSANTO stigmatizzare l’atteggiamento di molti esponenti DS e Margherita sul tema dell’amnistia: se non lo faccio pure io è perché dopo essermi interessato al "pianeta carcere" (http://www.ecomancina.com/ramon.htm) lo scoramento è troppo grande; inoltre non potrei aggiungere molto altro a quanto già detto e scritto.

Ma in pochi hanno sottolineato un’altra "grande assenza" nel panorama di coloro che sull’amnistia avrebbero potuto fare e non hanno fatto: quella dell’attuale pontefice. Peccato: a spostare l’esito della discussione parlamentare probabilmente sarebbe bastata una sua parola. Anche solo per sottolineare la continuità tra la reiterata richiesta di un gesto di clemenza per i detenuti, che fece il suo predecessore, e l’attuale gestione della Ditta "Chiesa Cattolica s.p.a.". Ma Papa Benedetto XVI ha preferito impostare questa prima parte del suo pontificato parlando di coppie di fatto, aborto, embrioni, omosessualità…

Parafrasando Nanni Moretti: "Papa Ratzinger, quando si deciderà a dire qualcosa di cristiano?"

 

 

Del 26/08/04

AL LUPO!, AL LUPO!
a cura del Baro

Negli ultimi giorni di luglio ho cercato inutilmente di sfuggire alle cronache che convergevano in modo pressochè univoco su un caso, dipingendolo come il fatto più importante di quello scorcio d’estate. Non la verifica di governo, né gli sviluppi della guerra o del dopoguerra (posto che ci sia una differenza) in Iraq; non la convention dei Democratici negli Stati Uniti e neppure la riforma delle pensioni, ma la fuga (e successivamente la cattura e la morte) di un criminale da 4 soldi, tale Luciano Liboni, ribattezzato presto "ricercato numero 1 in Italia".

L’ho chiamato "criminale da 4 soldi": ebbene sì, perché (mettiamocelo in testa) questo e non altro era Luciano Liboni, una vita buttata nel cesso dopo averla vissuta ai margini NON SOLO della società, ma anche di quegli orizzonti che la carriera criminale ad altri ha dischiuso.

"Il lupo" ( questo il suo nome di battaglia, che i media hanno diffuso ed enfatizzato nella ricerca di pompare l’immagine di una mezza calzetta criminale, trasformandola in un incrocio fra Al Capone e Jack lo Squartatore) ha finito la propria esistenza con 5 minuti di immeritata ed inopportuna (sotto tutti i punti di vista) notorietà: in manette con già una pallottola in testa, mentre viene portato via da un’ambulanza verso l’ospedale, dove non riusciranno a salvargli la vita. Una scena agghiacciante, ripetuta ossessivamente dai telegiornali, in special modo da quelli targati Mediaset (con una particolare "menzione d’onore" a Studio Aperto).

Per la morte di un criminale, un manipolo di cacciatori di scoop ha inventato un macabro palcoscenico, in modo da offrire una rappresentazione unica nel suo genere ad una folla annoiata dalla calura estiva e bisognosa di una scossa. Una rappresentazione in cui è fuori dubbio chi fosse maggiormente criminale (non è intenzione di questo scritto rivalutare eticamente la figura di Luciano Liboni), ma in cui è molto meno chiaro chi abbia dimostrato meno dignità. L’attore protagonista (Liboni)? I registi (i video-giornalisti)? O forse gli spettatori (tutti noi)?

Una parziale risposta provo a darla con questa breve riflessione: un atteggiamento più sobrio e meno sensazionalistico da parte dei media sarebbe stato più opportuno (ma la sobrietà, è noto, non fa audience…). Ed una minore inclinazione dell’opinione pubblica verso il facile sensazionalismo sarebbe altrettanto opportuna… Ma dire quanto questa inclinazione sia naturale e quanto sia ormai indotta risulta invece impossibile…


Del 20/05/04

TROPPE MELE MARCE …

INDAGHIAMO NEL FRUTTETO?
a cura del Baro

 

Diciamolo: Berlusconi è anche un po’ sfigato.

Non fa in tempo a magnificare le qualità calcistiche del Milan che i rossoneri si prendono 4 pappine dal Deportivo.

Si dice ottimista sulla liberazione dei tre ostaggi italiani e subito le circostanze lo costringono a mordersi la lingua.

Non fa in tempo a dire (più o meno) che l’Italia ora sarebbe il "partner prediletto" degli USA, che subito gli USA vengono sconvolti dallo scandalo delle torture ad Abu Ghraib…

Oddio, a proposito di quest’ultimo punto c’è da dire che in materia di torture l’Italia ha dimostrato DAVVERO di essere sulla stessa lunghezza d’onda degli "amici" statunitensi, e senza che siano arrivate preventive sollecitazioni dai "nostri liberatori a cui siamo legati da un eterno debito di riconoscenza". Tutti ormai sappiamo dell’emendamento leghista alla Legge che istituisce il "delitto di tortura": secondo questo emendamento, per parlare di reato di "tortura" le violenze devono essere reiterate ("quante volte, fratello?"). Più o meno la stessa posizione di Rumsfeld a proposito di Abu Ghraib ("finora si tratta di abusi, tecnicamente differenti dalla tortura"… fantastico quel "tecnicamente"!!!). Tutto questo senza dimenticare che anche in materia di legittima difesa il centro-destra si sta allineando alle posizioni statunitensi. Ma in questo caso il riferimento culturale del Polo sembra essere non tanto George "doppiavu", ma addirittura Charlton Heston (di Hollywood sembriamo saper prendere il peggio…).

L’emendamento leghista probabilmente non passerà il riesame in Commissione Parlamentare. Questo a maggior ragione dopo l’indignazione che sta attraversando anche il nostro Paese dopo i fatti di Abu Ghraib. E poi, non dimentichiamolo, il capogruppo dell’UdC alla Camera, Luca Volontè, ha dichiarato: "Farò scudo con il mio corpo affinchè o si tolga l'emendamento della Lega o la Legge non trovi il voto favorevole dell'intero Parlamento''… ("Con il suo corpo"… Immagine affascinante. Magari lo tortureranno. Una volta sola, s’intende…).

 

Ma ho divagato; stavamo parlando dei fatti di Abu Ghraib. Ma quali "fatti", poi? Ci vuole molto a chiamarli col loro nome e cognome, "crimini di guerra"?!...

George "doppiavu", dopo le scuse di rito, ha già impostato la linea difensiva; una linea prontamente adottata in Italia dagli esponenti del Polo della Libertà, ça va sans dire: "episodi isolati", "poche mele marce"... Alessandro Robecchi su "Il manifesto" del 9 maggio ha scritto un bell’articolo, a proposito della favola delle mele marce; vi consiglio di recuperarlo e leggerlo. Ci sarà anche chi pensa davvero che quelle "poche mele marce" non rovineranno "lo splendido lavoro" fatto finora (in questi termini si è espresso Bush difendendo Rumsfeld). Ma io comincerei ad indagare sul frutteto e su chi lo dovrebbe condurre…

 

 

 

Del 20/03/04

L’ATTENTATO A MADRID VISTO DA BERLUSCONI

a cura del Baro

 

Fonte: Corriere della Sera del 17 marzo 2004:

"Vedo che s’è scatenato il solito ingeneroso assalto al perdente. Ma se posso confidare una mia personalissima impressione, bene, io resto convinto che Aznar avesse visto giusto. Sono convinto che in qualche modo l’Eta abbia avuto una parte negli attentati dell’11 marzo. Ragioniamo: troppo raffinata la tecnica, la scelta dei tempi, la contemporaneità degli attacchi. Soprattutto, troppo sospetta la dimenticanza di certe tracce sparse qua e là ... No, questa storia non mi convince: intimamente non riesco a togliermi il dubbio che l’Eta abbia avuto qualche ruolo … L’Eta aveva mille motivi per farla pagare ad Aznar. ".

***

Ragionando per analogia: io temo un attentato di matrice islamica in Italia, con la contiguità del popolo italiano, che ha "mille motivi per farla pagare a Berlusconi".

I leaders del centrosinistra, Rutelli e Prodi (brrrrrr……), hanno smentito indignati le mie illazioni: "Smentiamo ogni sospetto di nostra complicità col popolo italiano, col quale ribadiamo di non avere nessun rapporto".

 

Del 24/02/04

UNA DECISIONE SOFFERTA…

a cura del Baro

Dunque il Comune di Genova ha deciso: si costituirà parte civile nel processo a ventisei giovani rinviati a giudizio per i disordini risalenti al G8 genovese del luglio 2001 (reato contestato: devastazione e saccheggio). La prima udienza è prevista per il prossimo 2 marzo.

La notizia l’apprendo dal Secolo XIX. Sempre dal quotidiano apprendo la dichiarazione dell’Avvocato Giovanni Salvarezza (legale di fiducia dell’Amministrazione Comunale): "Ho ricevuto la procura dopo la decisione della giunta. La costituzione di parte civile riguarderà sia i danni materiali sia quelli morali. Non toccherà, quindi, solo le devastazioni avvenute un po' in tutta la città, ma anche l'offesa arrecata all'immagine di Genova. Mi si consenta un'opinione personale: quel che è successo in quei giorni è stato vergognoso, rivedere quelle immagini fa rabbrividire". La decisione della Giunta Comunale guidata dal Sindaco, Giuseppe Pericu, sarebbe stata "sofferta", secondo quanto riportato dal quotidiano ligure.

 

Anche a me "si consenta" (come all’avv. Salvarezza e come vuole il titolo di questa rubrica) un’opinione personale.

Non partecipo alla "sofferenza" della decisione della Giunta Comunale.

Sono stupito dal fatto che il Comune di Genova non ritenga che anche i fatti della Diaz e di Bolzaneto abbiano recato un danno di immagine (in questo caso non solo alla città di Genova, ma all’Italia intera) tale da ritenere necessaria la costituzione del Comune quale parte civile contro i funzionari che saranno imputati nei processi che dovrebbero tenersi nei prossimi mesi.

Sono già molti e pesanti i reati di cui dovranno rispondere i funzionari delle forze dell’ordine coinvolti nella "perquisizione" alla Diaz; fra questi non c’è quello di "devastazione e saccheggio": peccato, io l’avrei aggiunto…

 

In altra sezione di Ecomancina trovate i dettagli circa le iniziative promosse dai Comitati "Piazza Carlo Giuliani" e "Verità e Giustizia per Genova" per i giorni 28, 29 febbraio e 2 marzo 2004.

 

Del 21/12/03

MAMMA, MAMMA, MI PORTI A BOLZANETO?

a cura del Baro

 

La caserma di polizia di Genova-Bolzaneto, divenuta nota nel mondo per la "squisita" ospitalità offerta ai manifestanti fermati in occasione del vertice G8 del luglio 2001, sarà presto oggetto di un’altra iniziativa che, per quanto "meritoria", appare in ironico contrasto con i motivi che la portarono alla ribalta internazionale due anni fa.

Dalla prossima primavera, gli insegnanti delle scuole elementari di Genova vi potranno portare le loro classi, in visita guidata. L'annuncio è stato dato venerdì 28 novembre (fonte: il Manifesto del 2 dicembre) da Maurizio Auriemma, comandante del VI reparto mobile di Genova, che ha sede a Bolzaneto. In conferenza stampa il funzionario ha detto "Non siamo la caserma Aushwitz"; non ho idea di cosa intendesse…

Sull'iniziativa è già intervenuto il "Comitato verità e giustizia per Genova", che ha scritto una lettera al comandante del reparto mobile: "Gentile dottor Auriemma, abbiamo letto sui giornali del suo progetto di aprire la caserma alle scuole. Ci sembra una bella idea. Potremmo affiancare a lei e agli insegnanti alcune delle tante persone che passarono per Bolzaneto nel luglio 2001, subendo angherie e vessazioni. Gli studenti avrebbero così un quadro completo. Lei potrebbe spiegare, come ha già fatto, che nessuno dei suoi uomini è indagato. I testimoni e noi del comitato - prosegue la lettera - potremmo ricordare che 43 persone tra sanitari e e appartenenti a tutte le forze dell'ordine sono indagate per episodi incompatibili con lo stato di diritto. Tutti insieme potremmo compiere un'operazione di verità: solo in questo modo Bolzaneto potrà riscattarsi dell'immagine di ‘caserma Aushwitz’. Potremmo chiedere insieme, noi e voi, la verità su quanto è accaduto".

Vedremo gli sviluppi… Intanto venerdì 5 dicembre la caserma è stata benedetta dal cardinale di Genova, Tarcisio Bertone…

 

 

IL CARDINALE SI’ CHE SE NE INTENDE!

a cura del Baro

Il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio Pontificio per la famiglia, ne è sicuro: nella lotta all’AIDS il preservativo serve poco o nulla. Intervenendo ad una trasmissione televisiva dell’inglese BBC ha espresso il proprio parere: "Il virus dell’AIDS è grosso modo 450 volte più piccolo di uno spermatozoo. Lo spermatozoo può facilmente passare attraverso la barriera rappresentata dal profilattico". Così, in buona sostanza, si sarebbe espresso il cardinale davanti alle telecamere inglesi, nell’ottobre scorso.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è insorta. Ha ribadito che l’uso corretto e continuo del preservativo riduce del 90% il rischio di contrarre il virus. E i casi in cui l’infezione si è diffusa nonostante l’uso del profilattico NON SONO da imputare alla "permeabilità" del contraccettivo rispetto al virus, ma a rotture o ad utilizzi scorretti.

Il bilancio dell’AIDS fino ad oggi è questo: 20 milioni di morti e 42 milioni di persone (di questi tre milioni sono bambini) che hanno già contratto il virus HIV…

Inutile dire quali effetti dirompenti può avere la nuova campagna Vaticana contro l’utilizzo del preservativo nei paesi del "terzo mondo", dove la Chiesa ha un’importanza fondamentale nella distribuzione di medicinali e altri materiali sanitari.

 

 

 

 

Del 07/12/03

"IO HO FATTO LA DIAZ"

a cura del Baro

 

"Ehi, mi sbaglio o sulla divisa porti una nuova ‘onorificenza’?"
"Non sbagli, caro mio…"
"Hai fatto qualche ‘campagna’ particolare?"
"Sì"
"Somalia? Afghanistan? Iraq?"
"No. Io ‘ho fatto’ la Diaz…"

 

sipario…

 

Un colloquio al limite del paradosso, l’ammetto. Ma anche un artificio valido per parlare di un aspetto (purtroppo sconosciuto ai più) relativo ai "fatti di Genova 2001" ed ai recenti sviluppi che dovrebbero portare ai processi per gli abusi commessi dalle forze dell’ordine alla Scuola Diaz e a Bolzaneto.

Cominciamo con una notizia che sicuramente saprete. Mesi e mesi di indagini e oltre 300 denunce da parte dei manifestanti hanno prodotto accuse gravissime circa i fatti "Diaz/Bolzaneto": la Procura di Genova, in buona sostanza, ritiene NON SOLO che la "perquisizione" alla Diaz si sia trasformata in un pestaggio indiscriminato, ma che per giustificare a posteriori quel l’azione si siano costruite prove false. I Magistrati ritengono dunque falsi i verbali, "inventate" le coltellate al giubbotto dell’agente Nucera, false le due molotov portate alla scuola (spacciate come reperti ritrovati all’interno della stessa), inesisenti gli atti di resistenza violenta da parte degli occupanti la scuola… E nella loro ricostruzione i Magistrati arrivano ad addebitare agli indagati ipotesi di reato gravissime: non solo lesioni aggravate, ma anche peculato (per l’essersi appropriati di alcuni hard disk di alcuni PC in uso al Genoa Social Forum) abuso d’ufficio (per aver sottoposto alcuni fermati a Bolzaneto a misure vessatorie ed a trattamenti umilianti) e c’è pure la calunnia: l’aver incolpato chi si sapeva fin dall’inizio innocente di reati peantissimi quali la resistenza a pubblico ufficiale o il possesso di armi improprie.

 

Eppure Francesco Gratteri da capo dello "Sco" (Servizio Centrale Operativo della Criminalpol) è ora capo della divisione antiterrorismo della Dcpp (Direzione centrale polizia di prevenzione); Lorenzo Murgolo da Vice Questore vicario di Bologna è stato nominato ad un alto incarico presso la Presidenza del Consiglio, dove si occuperà anche lui di lotta al terrorismo.

Entrambi figurano fra gli indagati per la Diaz… Entrambe le promozioni sono avvenute poche settimane prima della conclusioni delle indagini da parte della Magistratura di Genova su quei fatti. Promozioni "conquistate sul campo". Sul "come", è meglio non sottilizzare.

Forse esistono altri funzionari, i cui nomi ora mi sfuggono, che hanno fatto carriera e che oggi alla domanda "Hai fatto qualche ‘campagna’ particolare?" potrebbero rispondere "Sì. Io ‘ho fatto’ la Diaz"…

 

 Del 16/11/03

L’AVVOCATO SILVIO E IL CLIENTE VLADIMIR

a cura del Baro

Dopo le note dichiarazioni sui "particolari" luoghi di villeggiatura a cui Mussolini destinava i propri oppositori politici, il nostro premier ha tentato di superarsi (o, per meglio dire, di attualizzare il suo repertorio). Le sue performance di rivisitazione della storia ha pensato bene di riservarle non solo al ventennio fascista, ma pure ad episodi più recenti, uscendo oltretutto dai nostri confini.

Berlusconi si è quindi lanciato in una difesa dell’operato di Putin nella drammatica vicenda della Cecenia. L’occasione: il vertice di Roma tra Unione Europea e Russia.

La questione ha già occupato le pagine dei principali quotidiani nazionali, che hanno dato spazio sia alla "performance" del premier sia alle conseguenti risposte politiche.

 

La questione cecena noi preferiamo ricordarla così: alla vigilia del vertice di Roma, in un comunicato stampa del 5 novembre 2003 Amnesty International aveva chiesto ai leader europei di porre tre specifiche domande al presidente Vladimir Putin e di rendere pubbliche le sue risposte.

Non essendo state poste quelle domande (e non avendo quindi le risposte di Putin…) riteniamo corretto proporle noi:

 

***

 

Accesso agli organismi internazionali di controllo

Il presidente russo consentira' un monitoraggio internazionale non sottoposto a limitazioni sulla situazione dei diritti umani in Cecenia, da parte di organismi quali l'Osce e il Consiglio d'Europa? Stabilira' le date per le visite in Cecenia degli esperti della Commissione sui diritti umani delle Nazioni Unite (il Relatore speciale sulla tortura, il Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie e arbitrarie e il Relatore speciale sulla violenza contro le donne)?

Protezione dei profughi interni

Il presidente russo s'impegnera' a porre immediatamente fine ai tentativi di costringere al rientro forzato i profughi interni ceceni, fino a quando potranno ritornare volontariamente, in sicurezza e dignita', ai loro luoghi di origine o di preferenza?

Stop all'impunita'

Il presidente russo assicurera' un'immediata azione per portare davanti alla giustizia i responsabili dei gravi abusi dei diritti umani commessi durante il conflitto in Cecenia? Fornira' informazioni concrete su tutte le indagini penali avviate su denunce di crimini che possono costituire violazioni dei diritti umani o del diritto internazionale umanitario?

 

***

 

Queste erano le domande di Amnesty International. Invece delle risposte di Putin, abbiamo avuto un’altra puntata del teatrino di Berlusconi. Un’altra occasione persa…

 

 

 

 

 

Del 05/07/03

 

"HO SCRITTO TUTTO TRENT’ANNI FA…"

(Licio Gelli, da "La Repubblica" del 28 settembre 2003)

 

In questa occasione "Mi consenta" ha un graditissimo ospite: si tratta di Paolo Bolognesi, Presidente dell’Associazione "2 agosto 80" (che raccoglie i familiari delle vittime della strage di Bologna), che il 29 settembre 2003 ci ha mandato questo comunicato stampa, che pubblichiamo ben volentieri.

***

Nel manifesto che ricordava il 23° anniversario la nostra Associazione ha scritto:

"I familiari delle vittime sapranno ancora una volta difendere Memoria Verità e Giustizia da riforme d'ispirazione piduista volte a distruggerle."

Il manifesto è stato spedito alle massime autorità istituzionali italiane.

L'Onorevole Carlo Giovanardi, Ministro per i rapporti con il Parlamento ha restituito il manifesto con la seguente motivazione:

 

"Caro Presidente

Le restituisco il manifesto che mi ha inviato, di cui per evidenti ragioni non condivido il contenuto.

Sono convinto che la giusta battaglia dei familiari delle vittime per la ricerca della verità venga gravemente danneggiata da affermazioni gratuite ed offensive per il governo e per il Parlamento, sede della sovranità popolare.

Cordiali saluti

Carlo Giovanardi"

 

Il Gran Maestro della Loggia Massonica P2 Licio Gelli (condannato a 10 anni per il depistaggio delle indagini sulla strage), in una intervista al quotidiano La Repubblica del 28 settembre 2003 (pag. 5),dopo aver espresso pesanti valutazioni sulle capacità e sull'integrità del ceto politico ha dichiarato, secondo quanto riportato dal quotidiano:

"Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa."

Viene così confermata, dal Gran Maestro della Loggia Massonica P2 Licio Gelli, l'ispirazione Piduista delle riforme in atto. Nessuno nell'esecutivo ha tentato di confutare questa dichiarazione, del resto è molto difficile negare la somiglianza tra quanto scritto nel Piano di Rinascita Democratica trent'anni fa e le cose attuate oggi.

***

Non resta molto da aggiungere al comunicato stampa di Paolo Bolognesi (che ringraziamo), se non segnalare che per leggere o scaricare il "Piano di Rinascita Democratica" (progetto politico della loggia Massonica P2) è sufficiente visitare questo link: http://www.cedost.it/testi/piano.htm

 

 

Del 05/07/03

"SILVIO, WHAT THE FUCK HAVE YOU DONE!"

("Silvio, che cazzo hai combinato!")

a cura del Baro

 

L’ultima gaffe del nostro Premier ha avuto una cassa di risonanza insolita e più ampia. La particolare "platea" che ha avuto la fortuna di assistere alla nuova esibizione di Berlusconi (un vero incontinente della battuta: quando gli scappa, gli scappa proprio e non può trattenersi…) era il Parlamento Europeo di Strasburgo, un po’ meno fornito di lecchini di professione disposti a farsi abbindolare dalle consuete correzioni a posteriori ("sono stato frainteso", "la mia era solo ironia", "è un complotto della stampa comunista" eccetera… ).

Un riassunto (per quei pochi ai quali è sfuggito "l’ultimo spettacolo"): Il 2 luglio scorso, all’europarlamentare tedesco della Spd Martin Schulz (che lo aveva criticato duramente nel suo intervento in aula) Berlusconi ha risposto col consueto tatto: "in Italia stanno preparando un film sui campi di concentramento nazisti, e io la proporrò per il ruolo di kapò".

"Silvio, what the fuck have you done!" ("Silvio, che cazzo hai combinato!"): secondo la versione apparsa sulla stampa italiana questa è stata la reazione (poco "da etichetta") del presidente del Parlamento europeo Pat Cox.

Ma la cosa più gustosa dello spettacolo è stata forse la faccia del fedelissimo Fini. Già poco prima della risposta di Berlusconi il leader di Alleanza Nazionale aveva un’espressione che sembrava a metà fra "ecco, adesso spara la cazzata…" e "cazzo, adesso si litiga…". Probabilmente deve essersi sentito come chi è ad una festa in compagnia del proprio fratello scemo: fino all’ultimo spera "non mi farà fare la solita figura di merda…", poi si dice "mah… sta andando tutto liscio…" ed infine è costretto a rassegnarsi all’ineluttabilità degli eventi… E in più il fedele Gianfranco non aveva neppure la possibilità di sperare "la prossima volta lo lascio a casa…".

 

Dal punto di vista umano l’atteggiamento di Berlusconi mi è sembrato analogo a quello tenuto in un altro episodio che ha fatto la storia delle sue gaffes. Parlo di un episodio in apparenza minore, ma che aveva destato un certo imbarazzo: il "nostro", incalzato per non so più quale motivo in una conferenza stampa da un giornalista vittima di balbuzie, invece di rispondere sul tema della domanda aveva detto qualcosa tipo (cito a braccio): "innanzitutto le consiglio di andare da un buon medico che possa aiutarla nel suo problema di balbuzie...". I due episodi (peraltro sottolineati e confermati da mille altri) confermano alcuni tratti del carattere del nostro Premier:

1- enorme autostima, ormai oltre il limite del delirio da onnipotenza

2- la tendenza a gigioneggiare; o per meglio dire, la convinzione che gigioneggiando può risolvere i propri problemi (ritenendosi ovviamente, oltre che unto dal Signore, più divertente di Totò).

Ma tutte queste considerazioni si fermano, ripeto, al punto di vista UMANO. Dal punto di vista politico mi preoccupano di più gli imbarazzati e parziali "distinguo" di certi alleati (quelli che non hanno neppure preso le distanze, come i leghisti, lasciamoli perdere…), che più o meno hanno detto "beh, Silvio ha sbagliato... ma hanno cominciato gli altri"…

 

Berlusconi ha anche accusato i propri avversari di essere dei turisti della democrazia, ma mi sembra che questa accusa gli torni indietro a boomerang... Solo che lui non è neppure un turista della democrazia (un turista lo si suppone perlomeno interessato a quanto sta contemplando): Silvio è un clandestino della democrazia.

 

 

 

Del 21/03/03

LE TERRIBILI ARMI DI SADDAM…

Di Don Lisciva

 

A seguito di lunghe e accurate riflessioni sulla pace e sull'iniquità di questa guerra, non ho potuto fare altro che appoggiare moralmente il movimento pacifista. Ma, dopo avere visto quali terribili armi siano nelle mani di Saddam, mi trovo a ritrattare con rincrescimento tutto quanto... Giudicate anche voi...

 

A SPASSO CON SHREK

Di Don Lisciva

10 marzo 2003

 

Ieri, per puro caso, mi è capitato di vedere il Presidente della Repubblica a spasso per via Emilia. Mi trovavo da un lato della strada e dovevo raggiungere quello opposto per fare bancomat. Ovviamente non mi è stato permesso di attraversare, perché Carlo Azeglio doveva passare insieme a sua moglie. Giuro che ho fatto fatica a riconoscerlo: sapevo che era basso di statura, ma non immaginavo così tanto. E poi me lo ricordavo più ordinato, invece era pettinato come uno spaventapasseri.

C'era silenzio tra le persone che osservavano il passaggio del Presidente. Qualcuno tra gli astanti ha detto con voce tonante "applausi!" e la gente si è messa ad applaudire per inerzia... che tristezza... Mi ha ricordato certe scene di Shrek in cui il popolo viene fatto applaudire, ridere o acclamare tramite cartelloni con scritto "applausi", "risate" ecc…

 

Don Lisciva

 

Nota del Baro: chi non conoscesse SHREK può autonomamente convincersi della somiglianza fra Lord Farquaad e Ciampi:

 

Lord Farquaad Carlo Azeglio Ciampi

 

 

 

Del 23/02/03

CATENA DI SOLIDARIETA’ PER VERONICA LARIO
Di Don Lisciva

L'espressione "bacio fiorentino" fu coniata, all'epoca delle repubbliche marinare, dai Veneziani per denunciare i malcostumi sessuali dei Fiorentini. Questa espressione, oggi in disuso, è stata aggiornata e sostituita dal termine inglese rimming. Nella sostanza, ovviamente, ci riferiamo sempre a una bella "sberleccata" tra le chiappe di qualcuno - vivace, appassionata, selvaggia o cadenzata, ma è sempre "quella cosa".

Nell'ambito della diplomazia internazionale questo "giuoco delle parti" richiede una discreta abilità e sensibilità che spesso costa cara a chi si propone come homo novus. Figuriamoci a una first lady!

Veronica Lario gira per la villa di Arcore e, di tanto in tanto, si ritrova un vomitino pieno di peli di culo su qualche tappeto persiano o sul copriletto. Ancora non distingue bene tra i peli di Bush e quelli di Putin, ma quelli di Blair li riconosce al volo (del resto, si sa, gli Inglesi non hanno il bidé). Chiunque è in grado di capire l'imbarrazzo di questa povera donna che deve pulire tutto da sola, perché, sapendo di che si tratta, non vuole che la voce si diffonda tra i cospiratori comunisti.

Ma gli Italiani, quelli veri, sono un popolo sensibile e sicuramente ogni famiglia (vera e non "di fatto") si unirà a questo accorato appello:

invia anche tu un tubetto di Remover ® ad Arcore.

Sarà sempre meglio che buttare soldi per una bandiera con scritto "pace" (che non ha nemmeno i colori della bandiera italiana, bensì l'arcobaleno dell'arcigay). Veronica somministrerà a Silvio il miracoloso prodotto e con una moglie felice avremo anche un Presidente del Consiglio molto più efficiente e sempre più gagliardo.

 

Parola di Don Lisciva.


PS. Per chi non ha gatti: il Remover ® è una pasta che viene somministrata ai gatti che, dopo essersi leccati fino all'esasperazione, vomitano il pelo che rimane loro nello stomaco. E' una specie di idraulico liquido per felini.

 

Del 25/01/03

INQUIETANTE!…
a cura di Don Lisciva

 

Inquietante! Dopo la faccia del diavolo avvistata nel fumo delle Twin Towers, e i noti simboli satanici sulle riviste del WTS, abbiamo questo sconcertante documento che testimonia nuovi misteriosi avvistamenti, stavolta nella nuvola di cenere sopra l'Etna! Incredibile....

 

 

Del 25/01/03

GRADISCE UN PRESIDENZIALISMO?
GLIELO INCARTO?

a cura del Baro

 

Moda e tendenze per il 2003? Non ne so nulla e non potrebbe fregarmene di meno, chiaro, ma l’apertura mi è venuta naturale, considerato che anche la politica sembra ormai seguire le vie del gossip, e l’attesissima (???) conferenza stampa/monologo di Silvio Berlusconi ha delineato quale sarà il leit motiv politico del 2003: le tanto attese (da chi, poi?) riforme, con in testa quella del presidenzialismo.

Per chi fosse entrato in questa rubrica convinto di trovarvi delle utili indicazioni e/o magari approfondimenti sui vari sistemi di governo degli altri paesi e un giudizio su questa o quella formula istituzionale, è bene precisare (o ricordare, per chi invece è già avvezzo a "Mi Consenta") che non troverà in me uno dei tanti tuttologi che oggi si sperticano in dissertazioni su premierato, cancellierato e presidenzialismo, e che magari ieri parlavano con uguale entusiasmo e competenza di difesa a zona, di 4-2-4 e di fuorigioco passivo. Io personalmente il Presidenzialismo all’americana dopo Clinton lo associo a certe prestazioni sotto la scrivania. Il premierato alla francese o alla tedesca, li associo a giarrettiere (primo caso) o frustini in pelle (secondo caso). Solo dell’attuale modello italiano ho qualche idea meno vaga e meno istintivamente riconducibile alla sfera sessuale: maggioritario "imbastardito"? No: "berlusconismo"; e in questo termine potete metterci ciò che più (anzi, meno…) vi aggrada.

 

Dunque l’economia va a rotoli, la riforma del lavoro sembra a buon punto (i lavoratori della Fiat un lavoro non ce l’hanno più), l’inflazione la si tiene sotto controllo guardandola con ottimismo (eccheccazzo, è pure simpatica, no? E poi tutto si potrebbe risolvere se i signori dell’Istat ci spiegassero dove vanno a fare la spesa, che ci devono essere delle offertissime).

L’Italia è un paese di Santi poeti navigatori… ma anche di sondaggisti. Sarebbe interessante se un sondaggio ci dicesse se e quanto siano davvero importanti per gli italiani le riforme istituzionali (Presidenzialismo in testa) e magari pure la "devolusssion". Premierato, cancellierato, turno unico, doppio turno (andata e ritorno? golden gol e/o rigori?) sono davvero importanti per il nostro Paese? O sono solo il modo in cui l’abile Berlusconi riesce a stornare l’attenzione degli italiani dai veri problemi, anche grazie ai "dialoghisti" del centro-sinistra, sempre pronti a cadere in questo tranello?

 

"C’è grande confusione sotto il cielo, quindi la situazione è eccellente!" (Mao Tse Tung)

 

 

 

Del 01/12/02

QUELLA GRAN SAGOMA DEL MINISTRO CASTELLI

(ovvero: si potrà dire "sagoma"? Si potrà dire "ministro"?)
a cura del Baro

La notizia non è freschissima, ma è sempre "una perla" (attenzione alle vocali: più avanti scopriremo la loro importanza…) che potrebbe esservi sfuggita.

Partiamo dall’origine: la mattina del 14 settembre a Roma sotto al carcere Regina Coeli si è svolta una manifestazione in solidarieta' ai detenuti in sciopero della fame, alla quale ha partecipato Franca Rame. Eccovi riportata la nota ANSA del 14 settembre:

 

CARCERI: FRANCA RAME; CASTELLI IGNORANTE, SI PROTESTA DA SEMPRE (ANSA) - ROMA, 14 SET - ''Quel pirla di Castelli si spaventa delle manifestazioni davanti alle carceri. Dovrebbe acculturarsi perchè le manifestazioni in appoggio allo sciopero della fame dei detenuti avvengono in Italia da decenni e non sono state scoperte oggi''. Non risparmia insulti al ministro della Giustizia Roberto Castelli, l'attrice Franca Rame, presente alla manifestazione no global davanti a Regina Coeli. ''Castelli si informi - ha detto - parla come se oggi noi sobillassimo la rivolta nelle carceri ma ce ne sono sempre state e ce ne saranno sempre di piu' perche' dentro le condizioni sono terribili e lo si e' sempre saputo''. Rame ha duettato con Fo ricordando quando negli anni '70 visitavano i detenuti. Uno di questi detenuti, oggi militante no global, l'ha abbracciata durante la manifestazione. ''Parlai con lui - ha detto Rame - ai tempi in cui ando' in vigore il carcere duro. Le condizioni delle carceri sono tragiche e non, come dice quel genio dell'ingegner Castelli, hotel a cinque stelle. Lui e Berlusconi dovrebbero entrarci per capire cosa sono''.

 

Alle parole di Franca Rame è seguita la querela del Ministro Castelli, sentitosi offeso dal termine "pirla" che la Rame gli ha riservato (del resto molti italiani si sentono offesi del termine "ministro" accostato al cognome "Castelli"…).

 

Grazie alla newsletter di Dario Fo e Franca Rame di seguito riporto un estratto dell’atto di citazione. Le sottolineature sono mie.

 

Leggetelo ed eruditevi, bestie!!!!!!!

***

L'on. Ing. Roberto Castelli...

CONTRO

La sig.ra Franca Rame....

FATTO E DIRITTO

Il fatto che ha origine alla controversia


Nella mattina del 14 settembre 2002, a margine di una manifestazione svoltasi di fronte al carcere Roma di Regina Coeli per protestare contro le condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari, la sig
.ra Franca Rame ha rilasciato alcune gravi dichiarazioni riguardanti la persona dell'on. Roberto Castelli, attuale Ministro delle Giustizia italiano, dichiarazioni che vengono oggi sottoposte a questo Ill.mo tribunale

...
In particolare una nota di agenzia AGI diffusa alle ore 12,07 del giorno in esame attribuisce all'odierna convenuta la seguente affermazione "Quel pirla del ministro Castelli si spaventa delle manifestazioni davanti alle carceri. Dovrebbe informarsi. Le manifestazioni in appoggio allo sciopero della fame dei detenuti avvengono da decenni. Si informi... le condizioni delle carceri sono tragiche e non sono affatto quelle descritte dal genio di Castelli, (...)"

Analizziamo il significato delle espressioni utilizzate dalla convenuta nell'occorso, per poi connotarne la portata sotto il profilo giuridico e trarne le relative conclusioni.
Il primo lessema ex adverso utilizzato nel corso dell'intervista e' il sostantivo "pirla", che per sua connotazione gergale e dialettale merita di essere analizzato con attenzione.
L'analisi deve necessariamente prendere le mosse dal significato letterale ed etimologico del termine, per poi analizzarne le applicazioni assunte nello svolgimento delle relazioni interpersonali.
L'origine del termine, chiaramente appartenente al dialetto meneghino (linguaggio storicamente utilizzato dalla popolazione meno colta dell'area milanese, in contrapposizione alla lingua dotta parlata dalla nobilta' e dal clero), deve essere fatto risalire al latino pilus, che letteralmente significa pestello ma che veniva regolarmente adottato per indicare il membro maschile.
E' dunque questo il significato letterale da attribuire al termine scelto dalla sig.ra Rame per apostrofare l'on. Castelli recepito negli identici termini dal Dizionario Garzanti della lingua italiana.
D'altronde, non puo' essere ignoto a nessuno il fatto che l'accostamento di un termine tratto dal gergo volgare o dialettale indicante l'organo sessuale maschile ad una persona assume abitualmente il significato di attribuzione alla persona stessa di scarsissime qualita' intellettuali, accompagnate dall'assenza di presenza di spirito e di avvedutezza...
... Cosi' a dirsi per alcuni termini piu' o meno generali, ma di uso comune, come, a titolo di esempio, per scegliere solo un termine che, per l'uso ricorrente e' ormai entrato nel lessico quotidiano, tanto da meritare un posto sul vocabolario Zingarelli, la parola "minchione" (tratto dal termine dialettale siciliano indicativo del membro maschile), ed altrettanto e' per il termine "pirla" la cui conoscenza e la cui diffusione, complice anche la maggior facilita' di spostamento della popolazione sul territorio, ha ormai travalicato i confini regionali d'origine e puo' essere percepito nella sua valenza offensiva in tutta Italia...


Il significato derisorio e denigratorio del sostantivo utilizzato dalla convenuta nella fattispecie de quo, pertanto, viola indubitabilmente ogni limite appartenente alla normale critica o anche alla consueta satira di natura politica, e manifesta, viceversa una pesante personalizzazione dell'invettiva, di portata sicuramente diffamatoria dell'esponente.
Né la sig,ra Rame puo' legittimamente ignorare il significato del termine, atteso che la stessa e' nata a Parabiago (Mi), in una zona che sicuramente utilizza correntemente il dialetto nella quotidianita'.
Peraltro, corre l'obbligo a questa difesa sottolineare anche come, agli inizi della propria carriera artistica, la sig.ra Rame debutto' al teatro olimpia di Milano in un'opera dall'inequivocabile titolo di "Ghe pensi mi", a testimonianza della propria conoscenza del dialetto meneghino.

Altra conclusione non e' percio' possibile: la sig.ra Franca Rame ha insultato il concludente con la consapevolezza e la volonta' di insultarlo, al di la' ed indipendentemente dall'esposizione di qualsiasi idea od opinione personale su temi di interesse pubblico.
Tanto e' vero che, non paga del primo insulto, la convenuta ha immediatamente ripetuto il concetto sotteso all'epiteto utilizzato, laddove, solo pochi istanti dopo ha utilizzato, non senza malizia espositiva, l'eufemismo "quel genio di Castelli", con l'unico e manifesto intento di riaffermare l'epiteto dei confronti dell'esponente e di metterlo "alla berlina" nei confronti dell'improvvisato uditorio venutosi a formare.

... E altresi' evidente che la condotta non potra' mai assurgere a rango di espressione di una critica politica, cosi' come apostrofare come "pirla" l'altrui persona non attribuisce ad un discorso alcuna valenza satirica, soprattutto se il discorso stesso proviene da chi la satira la ha esercitata per anni nel proprio campo artistico, acquisendone notorieta' al punto di farne quasi una professione.



Tutto cio' premesso... l'on Castelli CITA La sig.ra Franca Rame eccetera

In conclusione sottolineo solo che l’attuale Ministro della giustizia sembra ritenere ingiuriosi, rivolti alla sua persona, sia il termine "pirla" che il termine "genio"…

 

Del 20/11/02

 

"AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA

CHE C’E’ UN WOJTYLA IN PIU’…"

 

di RAEL e DON LISCIVA

 

 

"Porca trota, qua il Berlusconi sta facendo un casino! Poi dopo, quando non ci sarà più, quando una rivolta popolare lo avrà fatto fuggire in Angola lasciando l'Italia nella merda più pura, l'opinione pubblica sarà pure capace di dare la colpa a noi, alla Chiesa di Roma, per non avere speso una parola contro il suo regime in questi anni!"

"Eh, hai ragione, proprio come è successo durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il Santo Padre non ha mai detto né fatto nulla riguardo la strage degli ebrei! Uuuuhh, quante critiche ci siamo presi!"

"Eh sì, qua dobbiamo inventare qualcosa..."

"Idea! Alla Camera c'è quel baciapile di Casini! Organizziamo una storica visita del Papa a Montecitorio e voilà!"

"Okay, ma che gli facciamo dire?? Mica può sputtanare Berlusconi!? Poi saltano i soldi alle scuole private cattoliche!!"

"Ma che, so' scemo?? Tranquillo, faremo come sempre, dirà e non dirà, farà sottintesi, tante belle parolone, parlerà di grandi problemi mondiali che non verranno mai risolti... e poi gli facciamo piazzare pure la stoccata che gli italiani fanno pochi figli!"

"Perfetto! Da destra a sinistra, Lega compresa, si alzeranno in piedi ad applaudirlo per ore!!"

"Per forza, leccapiedi e servi del potere come sono!"

"Ok, è deciso, allora. Prepariamo un'altra punturina di doping per il Santo Padre e via che andiamo!"

"Dove? A casa tua, stavolta?"

RAEL

Le telecamere si sono spente dopo che il Papa ha officiato il sacramento dell'eucarestia, facendo fare la comunione a tutti i nostri parlamentari... ma dopo cosa è successo?

Peccato che le telecamere si spengano sempre sul più bello, oscurando le note più intime e meno sensazionalistiche. Forse al grande pubblico interessano solo gli applausi e il clamore. Ma la fede esula da questo.

Il Papa venuto dall'est ha saputo addomesticare anche le frange più estreme della sinistra: mentre si accomiatava è passato accanto a Bertinotti e gli ha stretto la mano. Secondo quanto riferiscono le persone nelle immediate vicinanze, mentre il diavolo e l'acqua santa si stringevano le mani, quest'ultima avrebbe aperto un po' la pellegrina lasciando intravedere una bottiglia di vodka 'Vatican'. Un rapido sguardo di intesa e i due si ritrovano nei cessi del parlamento per sbevazzare. Al culmine della sbronza, Bertinotti e il Papa hanno intrapreso una sonora gara di rutti. "Sua Santità me sta a spettina'", riferisce Marisa Ficucciello, la spigliata e garrula signora delle pulizie. Il repertorio del rutto cantato spaziava dal "Salve regina" a "Bella ciao".

DON LISCIVA

 

 

Del 13/11/02

 

"FAVORISCA I DOCUMENTI…"

Del BARO

Mi stavo domandando come farà Sua Altezza Reale, Principe Reale Ereditario Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria, ad inserire nei suoi documenti tutti i titoli di cui è insignito:

Re di Sardegna

Re di Armenia

Re di Cipro

Re di Gerusalemme

Duca di Savoia

Duca di Monferrato

Duca di Genova

Duca di Aosta

Duca del Chiablese

Duca del Genevese

Principe e Duca di Carignano

Vicario Perpetuo del Sacro Romano Impero

Principe di Piemonte

Principe di Oneglia

Principe di Acaia

Principe di Masserano

Principe di Chieri

Principe di Dronero

Principe di Bene

Principe di Brà

Principe di Montemellian con Arbin e Fancin

Principe di Carmagnola

Principe di Poirino

Principe di Trino

Principe di Crescentino

Principe di Riva di Chieri e Banna

Principe di Busca

Marchese di Saluzzo

Marchese in Italia

Marchese d'Ivrea

Marchese di Susa

Marchese di Ceva

Marchese di Maro

Marchese di Cesena e Oristano

Marchese di Savona

Marchese di Tarantasia

Marchese di Borgomanero e Cureggio

Marchese di Caselle

Marchese di Rivoli

Marchese di Pianezza

Marchese di Govone

Marchese di Salussola

Marchese di Racconigi con Tegerone

Marchese di Migliabruna e Motturone

Marchese di Cavallermaggiore

Marchese di Marene

Marchese di Modane e Lanselbourg

Marchese di Livorno Ferraris

Marchese di Santhià

Marchese d'Aglié

Marchese di Centallo e Demonte

Marchese di Desana

Marchese di Ghemme

Marchese di Vigone

Marchese di Villafranca (Piemonte)

Earl di Richmond

Conte di Torino

Conte di Ginevra

Conte di Nizza

Conte di Moriana

Conte di Barge

Conte di Moncalieri

Conte di Mirafiori e Fontanafredda

Conte di Sarre

Conte di Villafranca-Soisson

Conte di Tenda

Conte di Romont

Conte di Valence e Die

Conte di Asti

Conte d'Alesseria e di Gogeana (Goceano)

Conte di Novara

Conte di Tortona

Conte di Bobbio

Conte di Coissons

Conte di Sant'Antioco (in Sardegna)

Conte di Pollenzo

Conte di Belly e Salmorence

Conte d'Oriado, di Bredulo ed Albenga

Conte di Roccabruna

Conte di Tricerro

Conte di Bairo

Conte di Oregno

Conte delle Apertole

Visconte di Chambery

Barone di Vaud e di Faucigny

Barone di Varisella

Signore di Vercelli

Signore di Pinerolo

Signore di Lomellina e Valle Sesia

Signore di Tarantasia

Signore di Arvillars e Mulette

Signore di Collegno

Signore di Bernezzo

Signore d'Allezzano

Signore di Pollenzo

Signore di Busca

Signore di Genola

Signore di Pancalieri

Signore di Racconigi

Signore di Covorre

Signore di Bugey

Signore di Cornillon

Signore di Coligny

Signore di Meudon

Signore di Villanova di Chillon

Signore di Bardcrest

Signore di Chamasson

Signore di Corcelle

Signore di Boon

Signore di Balme

Signore di Cluse

Signore di Montagny

Signore di Grospurg

Signore di Bressa e Bougé

Signore di Seyssel

Signore d'Egle

Signore d'Aubonne e Vingel

Signore d'Arlod

Signore di Gruyères

Signore di Vivey e Port Valeys

Signore di Corbière

Signore di Ponto in Ogo

Signore di Torre del Pino

Signore di Talavier

Signore di Clées

Signore di Baleyson

Signore di Lanzin

Signore di Belmont

Signore d'Arcanciem

Signore di Yllens

Signore di Charosse

Signore di Dorches

Signore di Cronay

Signore di Palesiex

Patrizio di Venezia

Patrizio di Ferrara

‘sti cazzi!… E pensare che io al massimo posso rispondere con la tessera "amici di Robespierre"…

 

 Del 02/11/02

E ADESSO CE LI TENIAMO!!!…

di RAEL e DON LISCIVA

(con chiosa finale del BARO)

La voce filtra da Palazzo Chigi. E rischia di scatenare un’infinità di
polemiche. Alla vigilia del ritorno in Italia, che al più tardi sarà entro
la fine di novembre, i Savoia stanno "battendo cassa" nei confronti del
Governo con una serie di richieste che poco hanno a che fare con un rientro
finora annunciato "da semplici cittadini".

L'ex famiglia reale vorrebbe una scorta per la propria sicurezza. E un auto
di servizio con autista. Ma non è tutto qui!!! Secondo quanto ha riferito oggi
Berlusconi al Consiglio dei Ministri, i Savoia chiederebbero di poter
utilizzare, in alcune circostanze, addirittura i voli di Stato!!!

Una serie di 'benefit', dunque, che Vittorio Emanuele considererebbe come un
"parziale risarcimento" per i torti subiti. E che, secondo l'opinione degli
ex reali, sarebbe semplicemente la restituzione di ciò che è stato sottratto
alla dinastia dopo il referendum su monarchia e Repubblica del 1946.

 

Chiosa finale di BARO…

Correttezza vuole che si citino anche le smentite:

''NESSUNA RICHIESTA AVANZATA AL GOVERNO'' Roma, 18 ottobre. - (Adnkronos) - ''Nessuna richiesta in questo senso e' stata avanzata al governo italiano da parte della famiglia Savoia''. Lo studio dell'avvocato Giuseppe Morbilli di Torino, che cura gli interessi legali dei Savoia, smentisce la richiesta di 'benefit' che sarebbe stata avanzata dalla ex Casa regnante. ''Ovviamente -precisano- non siamo in grado di negare che il Consiglio dei ministri o il premier Berlusconi ne abbiano parlato oggi a palazzo Chigi: non c'eravamo... Ma smentiamo che una simile richiesta sia stata mai avanzata''.

Vero? Falso? E’ tutta una montatura? A me non resta che lasciarvi con i versi di una canzone di Franco Battiato…

 

Povera Patria
(da "Come un cammello in una grondaia", 1991)

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere

di gente infame, che non sa cos'è il pudore,

si credono potenti e gli va bene quello che fanno

e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!

Questo paese è devastato dal dolore...

ma non vi danno un po' di dispiacere

quei corpi in terra senza più calore?

Non cambierà, non cambierà

no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?

Nel fango affonda lo stivale dei maiali.

Me ne vergogno un poco, e mi fa male

vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà

sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali

che possa contemplare il cielo e i fiori,

che non si parli più di dittature

se avremo ancora un po' da vivere...

La primavera intanto tarda ad arrivare.

 

(1991 Emi Music Publishing Italia Srl / L'Ottava Srl)

 

 

Del 09/10/02

"LUI E’ PEGGIO DI ME… O NO?"
di Rael

Chi dice che ‘Mal comune mezzo gaudio’ non sa proprio di cosa sta parlando… un po’ come Silvio Berlusconi e il suo amico George Bush jr. Più che mali comuni, questi moderni Gianni e Pinotto sono mali universali e non ci fanno gioire neanche un pochino. Comunque sia, questa puntata è dedicata proprio a lui, a "Fozzamerica" Bush, la dimostrazione vivente che l’uomo NON si è evoluto dalla scimmia. Eccovi alcune perle dal suo repertorio:

IN WASHINGTON VERITAS

Washington, 2 ottobre 2001: "Siamo impegnati a lavorare con ambo le parti per portare il livello del terrore a un livello accettabile da entrambi."

LAPALISSE MON AMOUR

Quebec City, 21 aprile 2001: "È importante capire che se ci sono più scambi commerciali c’è più commercio."

NE HO GIUSTO UNO IN TASCA

28 aprile 2002. Rivolto al Presidente del Brasile Fernando Cardoso: "Anche voi avete dei neri?"

ARRIVANO GLI ALIENI!

Saginaw, 29 settembre 2000: "So che gli esseri umani e i pesci potranno coesistere in pace."

BOOM!

Tokyo, 18 febbraio 2002: "Da un secolo e mezzo America e Giappone hanno formato una delle più grandi e durature alleanze dei tempi moderni. Da questa alleanza è sorta un’era di pace nel Pacifico".

Ovviamente il Silvio ne ha detta una anche questa settimana, di corbelleria. Ma era una replica delle sue consuete tirate contro i magistrati di Mani Pulite che vi risparmio…

Ultima ora: a quanto pare, il Berlusca avrebbe appena parlato della tresca tra sua moglie Veronica Lario e il filosofo Massimo Cacciari! Roba da far impallidire "Madame Bovary"… Tutti i piccanti retroscena tra sette giorni!

Ps: non sto scherzando.

 

Del 03/10/02

San Silvio da Arcore
di RAEL

27 settembre 2002, conferenza stampa di Silvio Berlusconi sull’immigrazione clandestina.

"Per recuperare i corpi degli immigrati annegati bastano i pedalò. Con noi i morti non si sono lamentati." – Silvio Berlusconi

C’è chi s’accontenta di sedere pazientemente in riva a un fiume per vedere sfilare presto o tardi il cadavere del proprio nemico. Berlusconi no, lui preferisce aspettare i cadaveri dei propri nemici arenarsi tristemente sulle spiagge italiane. Poi, perché non rovinino l’afflusso di turismo che porta tanti soldini, eccolo impegnarsi a togliere di mezzo quei poveri resti… ma non esageriamo, basta usare un pedalò (che non consuma). In fondo, nessuno di questi morti verrà mai a lamentarsi da lui se non nei suoi incubi, ma tanto sappiamo che lui non dorme mai. Commossi da cotanta umanità, non possiamo che sederci e aspettare pazientemente anche noi senza dire un’altra parola.

 

Del 24/09/02

IN GALEEEEEERAAAAAAAAAAA!!!!

A cura di RAEL e DON LISCIVA

 

Un'accusa gravissima, quella lanciata dal ministro della Giustizia Roberto Castelli. Il Guardasigilli, dalla capitale danese, ha infatti ipotizzato che esponenti della sinistra stiano pensando a fomentare rivolte carcerarie per mettere in difficoltà il governo. Una presa di posizione che ha subito provocato la reazione indignata dell'Ulivo, con i Ds che definiscono Castelli "sconsiderato" ed "estremista".
Ma vediamo le parole del ministro, pronunciate a margine di un Consiglio con i colleghi dell'Unione europea: "Non vorrei, e vorrei che la sinistra mi smentisse, che dopo i moti di piazza della Cgil, dopo i girotondi, pensassero all'arma delle rivolte nelle carceri. Sarebbe veramente irresponsabile".

 

***

 

Ho notizie da un'agenzia di mia fiducia: l'Ansia.

 

Se le dichiarazioni raccolte qua e là nei penitenziari italiani corrispondono a verità, lo scenario è allarmante, perché le trame (finora oscure) della sinistra cominciano ad affiorare tutte insieme, come i sintomi di un tumore al fegato all'ultimo stadio. Ricordo una vecchia puntata di "Sgarbi Quotidiani", in cui il nuovo Vate nazionale sbraitava contro l'inefficienza e l'iniquità di un governo di sinistra che permetteva gli arresti di un personaggio come Sofri & C.

Incredibile, no? Governo di sinistra e magistrati di sinistra che mettono ai ferri niente meno che Sofri!

E possiamo continuare: D'Alema, con tutto quello che poteva chiedere a Clinton, ha fatto rimpatriare la Baraldini che, a quanto ne so, se la ricordavano solo i CSI e pochi altri nostalgici.

Ma era tutto collegato. La lungimiranza della sinistra nel capire fin da allora il proprio tracollo elettorale e nel progettare il colpo di stato che ci aspetta è stata machiavellica (e aggiungerei Gellica): all'inizio sono stati messi in galera i Tony Negri, gli agitatori di idee, gli indottrinatori. E' stato un lavoro di anni, ma alla fine questi predicatori sono riusciti a organizzare una milizia di tagliagole, grassatori, spaccini e puttanieri pronti a tutto. Altro che scuole coraniche!

L'ultima tessera di questo puzzle è stata l'arresto di Wanna Marchi, irrisa come una goffa truffatrice fin dagli anni ottanta. Chi mai avrebbe sospettato, dietro quella facciata da impuffatrice romagnola, un autentico genio della chimica che potremmo definire il Paracelso del nuovo millennio? L'incarcerazione è stato il pretesto più banale per permetterle di somministrare ai carcerati un potentissimo infuso di alghe macerate in peli di culo e cerume in grado di trasformare in super uomo anche Andreotti. E' solo questione di ore... si salvi chi può…

 

Del 17/09/02

IL PREMIER CANTERINO COLPISCE ANCORA!

Dopo l'annunciato Cd di lagne napoletane realizzato in coppia col posteggiatore Apicella (pensate alla faccia di Moretti sentendo questo cognome...) in arrivo a Natale, il Presidente Cantante scende di nuovo in pista (di registrazione). Eccovi le ultime news:

Annunciata in primavera, l'idea di realizzare un album da parte di Silvio Berlusconi va sempre più concretizzandosi. Il fine umanitario che lega il progetto all'Unicef ha convinto anche Andrea Bocelli a prendervi parte: il tenore italiano, infatti, duetterà con il nostro Presidente del Consiglio in "September morn", in lingua metà francese e metà inglese. La produzione del disco è stata affidata a Tony Renis, che in una nota ADNKronos confessa: "Si tratta di un evento unico nel suo genere e io comincio a sentire la responsabilità dell'impresa". Renis ha scelto per il premier brani storici del repertorio francese, come "Les feuilles mortes" di Kosma-Prevert e "La vie en rose", immortalata da Edith Piaf. Nella scelta sono cadute anche canzoni sudamericane, successi storici come "Besame mucho" e "Solamente una vez". Ad affiancare Berlusconi sarà anche Michael Bolton, che ha già accettato la proposta, mentre si è in attesa di risposta da parte di Celine Dion e Whitney Houston. Il sogno di Renis, però, non si ferma a queste celebri voci, ma coinvolge anche i nomi di Bill Clinton, che Renis vorrebbe al sax, e di Mina, per uno storico duetto. "Sarebbe un sogno se Mina mi chiamasse", dice Renis all'ADNKronos: "Un semplice colpo di telefono. Sarebbe un evento storico poterla far cantare accanto al premier", del quale Renis non esita a tessere le lodi: "Berlusconi ha un'intonazione perfetta, una splendida voce, baritonale e vellutata. E' un solista geniale", conclude, "non soltanto in ambiti politici, ma anche musicali".

Chiosa di Don Lisciva:

E non sapete il resto: l'anno prossimo, Berlusconi duetterà con Pavarotti a Modena. Ancora misteriosa la scelta del brano lirico da proporre al grande pubblico, ma pare che sia molto gettonata "fin ch'han dal vino calda la testa" da Don Giovanni di Mozart - Pavarotti non è estraneo a mostruose incursioni nel repertorio per baritoni. Era stata proposta anche "recitar... vesti la giubba", ma il premier ha rifiutato perché Leoncavallo ha scritto "vesti la giubba e la faccia infarina". Tale verso non gli si confà, in quanto egli usa abitualmente la Nutella e non la farina.

D'obbligo, ancorché scontato, l'inno di Forza Italia, eseguito dal coro dei bambini cerebrolesi del cotolengo afgano, che sfumerà in "We Are The World".

Per il gran finale, Pavarotti e Berlusconi eseguiranno l'immortale "Boys Keep Swinging" di Bowie/Eno, riprendendo in scena la stessa regia del celebre video. Sfileranno vestiti da vedette lungo una passerella e, di volta in volta, si sfregeranno trucco e tinture davanti al pubblico, per affermare la loro autenticità dietro il belletto, l'uomo dietro il
personaggio.


Di RAEL e DON LISCIVA