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Ancora il fumetto come testimonianza:

MAGNUS - "LO SCONOSCIUTO - L’UOMO CHE UCCISE ERNESTO ‘CHE’ GUEVARA"

 

I lettori di EcoMancina avranno forse già letto (sul numero 2 del 2002 o a questo link: http://www.ecomancina.com/giornale/articoli7/ilfumetto.htm) la recensione sulla biografia a fumetti di Ernesto "Che" Guevara", opera di Hector Oesterheld e di Alberto ed Enrique Breccia.

Oggi torniamo a parlare del "Che" (sul quale, sempre in questo sito, potete trovare un bell’articolo al link: http://www.ecomancina.com/che.htm) ma ne parleremo ancora "di striscio", affrontando un altro fumetto dedicato "al "Comandante".

Dicevo che ne parliamo "di striscio", perché nell’opera che vedrò di presentarvi ("Lo Sconosciuto - L’uomo che Uccise Ernesto Che Guevara", di Magnus) il "Che" non appare neppure in una vignetta, pur risultando ossessiva la presenza del suo ricordo nella mente del vero protagonista (ossia Alejandro Mosquera, detto El Lugubre, che nella storia di Magnus rappresenta il medico militare che, anni prima, fu incaricato di uccidere il "Che").

Ma qui è bene dividere l’opera a fumetti dalla storia che l’ha ispirata, cercando di analizzare brevemente (col rischio sempre in agguato della superficialità) l’una e l’altra. Cominciamo quindi con il ricordare le ultime ora di vita "reali" di Ernesto Guevara ("reali" per come la storia e le testimonianze ce le hanno tramandate).

 

Ernesto "Che" Guevara venne ucciso a La Higuera (Bolivia) il 9 ottobre 1967, alle 13,10 circa. La sera prima era stato ferito e fatto prigioniero, assieme ad alcuni compagni, e condotto in un edificio scolastico. Il villaggio di La Higuera visse ore di angoscia, temendo un nuovo scontro a fuoco fra militari ed i guerriglieri superstiti, supponendo che questi ultimi stessero organizzandosi per liberare i loro compagni.

I vertici dell’esercito Boliviano furono immediatamente informati della cattura di Guevara, e si riunirono in serata per decidere il da farsi. Probabilmente la riunione fu lunga e la decisione combattuta: il prigioniero è di quelli "che scottano", sotto certi punti di vista è più utile "prigioniero e sconfitto" che non "morto e martire", ma alla fine nella mattinata del 9 ottobre viene trasmesso l’ordine di uccidere Guevara. Nel frattempo sembra che il prigioniero fu interrogato, senza ottenere informazioni, da ufficiali dell’esercito Boliviano.

Non è possibile sapere se, come e quando Ernesto Guevara venne a sapere che il suo destino era stato deciso. Cronaca e leggenda qui si intrecciano ed ogni personaggio coinvolto ha dato la propria versione, arricchendo la storia con dettagli probabilmente spesso viziati (più o meno consciamente) dai propri giudizi personali e dai tanti anni trascorsi. Per tragica ironia della sorte Ernesto Guevara, che ha vissuto una vita circondato da fedelissimi e lasciando migliaia di pagine scritte (appunti, lettere, diari che sono stati tramandati a noi), per la prima volta si trova solo e senza carta e penna…

Nella realtà (dalla quale, come vedremo in seguito, la versione del fumetto di Magnus si discosta) a sparare fu un militare, tale Mario Teran. Il cadavere venne poi trasportato all’ospedale di un paese vicino con un elicottero, esposto a fotografi e giornalisti, in un macabro rito oscillante fra la testimonianza storica, l’ostentazione di una vittoria ed una sorta di sagra popolare di cattivo gusto.

 

Ma veniamo ora al lavoro di Magnus (al secolo Roberto Raviola, uno dei massimi autori del fumetto italiano, noto anche per Satanik, Alan Ford, Kriminal, eccetera, un vero Maestro del fumetto, purtroppo scomparso il 5 febbraio 1996), cominciando con il protagonista, o per meglio dire con il personaggio che (pur rimanendo defilato per quasi tutto il racconto) dà il nome alla testata. "Lo Sconosciuto" nasce da una felice intuizione di Magnus. Il personaggio forse non è originalissimo: si tratta infatti del classico "duro" segnato da un passato oscuro e violento, più "randagio" che solitario, troppo spesso coinvolto in affari loschi e ormai troppo disilluso per fermarsi a dare giudizi morali, caratterizzato comunque da un personale senso di giustizia. Lo Sconosciuto permetterà al suo autore di scandagliare con realismo (a volte venato, come spesso accade nelle opere di Magnus, di toni grotteschi) situazioni ancora oggi attuali: il terrorismo, complotti internazionali, il traffico di droga nell’America Latina. Tutto questo in pochissimi episodi apparsi tra la fine degli anni 70 ed i primi anni 80.

 

Come dicevamo all’inizio ne "L’uomo che uccise Ernesto Che Guevara" lo Sconosciuto resta nell’ombra. Protagonista è invece Alejandro Mosquera, detto El Lugubre. Un uomo preda di ossessioni, ossessioni figlie della droga (di cui Mosquera è schiavo) e dei rimorsi per l’aver ucciso un uomo (ossia "il Che").

 

I fatti descritti ne "L’uomo che uccise Ernesto Che Guevara" seguono di quasi vent’anni la morte del Che, ma il rimorso di Mosquera per quel gesto lo portano a calarsi in un ruolo nuovo, per lui: "il guerrigliero romantico che morirà da eroe" (riscattando così quel gesto e facendo rivivere quella figura emblematica che ebbe proprio in Ernesto Guevara la migliore personificazione).

Nel raccontare la storia Magnus opera anche alcune sperimentazioni che, per il panorama fumettistico italiano di quegli anni (l’opera fu pubblicata per la prima volta nel 1983), erano ancora delle novità. Innanzitutto l’inserimento di interi brani tratti dal diario del Che in Bolivia, scelta che si sposa con quella di non far mai apparire il Che stesso, materializzando proprio con il contrasto presenza/assenza l’ossessione del protagonista. La ripetizione di certe vignette, come il manifesto "Bolivia no sera otra Cuba", che va ad aumentare il tormento di "El Lugubre" verso il ricordo del "Che". Una fotografia utilizzata come vignetta conclusiva, quasi a voler ricordare al lettore quanto questo fumetto vada a fondersi con la realtà (o con una interpretazione artistica della realtà).

Dal punto di vista del testo, il racconto di Magnus, pur avvincente, ha un taglio forse troppo "da documentario", un po’ legnoso in certe parti, appesantite da un uso delle didascalie che oggettivamente oggi appare datato.

 

"L'uomo che uccise Ernesto ‘Che’ Guevara" è apparso per la prima volta nel luglio 1983, serializzato su Orient Express n° 12-18, 20-21, e successivamente raccolto in Volume. Il suo reperimento purtroppo è oggi molto difficile. Per chi fosse interessato alla lettura consiglio di rivolgersi alla Biblioteca del Centro Fumetto "Andrea Pazienza" di Cremona, Via Speciano 2.

Francesco Barilli