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Del 29/10/2006

ESTORSORE
di Spartacus

 

Plurisuonato come i “Fascisti su Marte” del Guzzanti cinematografico, il camerata Long John Giorgio Chinaglia, non nuovo a - vogliamo chiamarle leggerezze di vita? – per amore della su ex squadra e di certi ceffi della sua ex curva s’era messo in testa di togliere la società Lazio al non brillante presidente Lotito. Ma un conto è farlo diciamo così alla luce del sole, altro è usare metodi canaglieschi. L’avrà creduto legittimo ricordando gli slogan dei suoi detrattori calcistici o politici che gli gridavano “Chinaglia canaglia” quando uscendo dagli spogliatoi rivolgeva alla sua curva il braccio teso e salutava  romanamente.

Ora la Procura romana lo accusa di aggiotaggio ed estorsione nei confronti di Lotito ma anche di occulte minacce che sarebbero state rivolte all’attuale patron biancoceleste. Otto suoi compari e camerati sono finiti in manette, lui s’è salvato perché si trova nella sua residenza yankee e intervistato è caduto al solito dalle nuvole. Fa finta di non capire, gli è sempre riuscito naturalissimo, sostiene che c’è un imbroglio, indottrinato fra poco parlerà magari di persecuzione.

 

Quel che inquieta è che con lui – e anche a sue spese perché ingenuo Giorgione ha mostrato d’esserlo più d’una volta – si muovono oscuri personaggi che si servono della manovalanza fascista che ha infettato le curve degli stadi. Anche se quella laziale è per tradizione storica una delle più nere e le connivenze d’una certa gestione del club, quella del palazzinaro Lenzini proprio con le sezioni missine degli anni Settanta dove circolavano Almirante e Fini insieme a squadristi alla Alibrandi, rappresentano un lugubre passato mai rimosso.

Quelle curve – in verità di tanti club – che mostrano le croci celtiche e le svastiche, che incitano al razzismo e alle persecuzioni etniche che presidenti, consigli d’amministrazione societari non censurano, Leghe e Federazione tollerano e non puniscono sportivamente. Prefetti e Forze dell’Ordine non perseguono penalmente.

 

Ne scaturiscono le enclavi della vergogna che sono diventati tanti stadi italiani dove l’apologia di nazismo è legge, la violenza è teorizzata prima d’essere esercitata. Agli apprendisti stregoni alla Chinaglia che dal campo salutavano i camerati e ora pensano di fare scalate usando metodi malavitosi, andrebbe spiegato che non si operare illegalmente e non si può far intimidire il presidente in carica che si vorrebbe scalzare.

Servirà una rieducazione da scandire a suon giri di campo anche se stavolta il terreno di gioco potrebbe avere un panorama un po’ speciale: non la collina di Montemario che sovrasta l’Olimpico ma il colle Gianicolo dal quale si scorgono i bracci ottocenteschi del carcere di Regina Coeli. E non dica Long John che dovrà giocare nelle serie inferiori, la retrocessione nell’immondezzaio della società se la cerca con pervicacia ormai da decenni.

 

Del 12/09/2006

CAZZARA
di Spartacus

 

Dichiara: “Il nostro è un varietà d’intrattenimento, noi cazzeggiamo, non facciamo processi”. Lei è Simona, la Vanna Marchi dello show calciofilo, che s’erge a difesa anche delle passerelle indifendibili come quella di Lucianone Moggi voluto in trasmissione perché tutto quanto fa spettacolo, ancor più l’associato a delinquere per eccellenza del mondo pallonaro. E’ la deriva d’un modo “d’intrattenere” che s’autoproclama intelligente e che dall’ammiccante è da tempo scaduto solo nello sguaiato e triviale. Una prosecuzione della tivù degli “amici” diventata tivù delle camarille che sparano volgari e stupide cazzate.

Brava Simona, tutta tette e tattiche da “furbetta del programmino”, buona per Mediaset e una Rai berlusconizzata o prodemente prodiana. Lei adotta la linea vespiana che la fa stare a galla non solo per l’acquiescenza ma per il vuoto a perdere assoluto di contenuti e anche di gag. Così nello sciocchezzario che avvolge tanta parte di Mamma Rai la signora Ventura appare in perfetta sintonia anzi ne è da tempo diventata una delle interpreti di rango. Infatti giù conduzioni a destra e manca con in testa “Isole dei famosi” infarcite di tutto il trash che gli esperti video dicono il pubblico desideri.

Strani desideri, strani pruriti italioti. Non ci stancheremo mai di sorprenderci della goduria con cui i nostri fratelli s’arrapano in faccia alle cazzate urlate dalla Ventura. E se per un passaggio di valore aggiunto della sua trasmissione che possono essere le trovate surreali di Teocoli o di Max Giusti bisogna sorbirsi gli sketch iper-garantisti d’un tifoso non della juventinità ma dell’illegalità fatta politica qual è l’onorevole “Sto con chi mi tratta meglio”, oggi ministro più che della Giustizia della Giustificazione d’ogni reato, preferiremmo non ridere. Oppure sì, ma farlo ma col cazzeggio di stile. Come insegna la sana e immortale goliardia.
Ripassi Simona qualche ruolo dell’Ifigonìa in Culide: “Noi siamo le Vergini dai candidi manti, siam rotte di dietro ma sane davanti … ” magari nei classici troverà spunti godibili per la sua verve fatale e sbarazzina senza cadere nelle sabbie mobili d’ingombranti pesi morti della parola sua e degli sgraditi ospiti.
Il cazzeggio è un’arte, la cazzaraggine è appunto una s/Ventura.

 

Del 19/05/2006 (con replica di Nandinus del 10/07/06)

IL PREZZO DELLA PRESIDENZA ALLA CAMERA
(l’amaro sfogo di un bertinottiano)
di Bartolomeo

Finalmente è uscita la lista dei ministri con relativi ministeri del Governo Prodi! Che cosa aspetta al PRC, terzo partito della coalizione che si è distinto per tante battaglie per il lavoro, contro la guerra, a favore dei pendolari, contro l’inutilità dell’alta velocità e del ponte sullo stretto, contro la scandalosa situazione carceraria, ecc. ecc.? Già cosa aspetta al PRC. Ma, soprattutto, cosa si aspettano i militanti ed i simpatizzanti che, con il loro lavoro, le loro lotte ed il loro voto hanno fatto crescere il nostro partito?

Forse il ministero al Lavoro, forse il ministero ai Trasporti, forse il ministero ai Lavori Pubblici, forse il ministero alla Difesa o alla Giustizia? No! Nulla di tutto questo, al PRC spetta il ministero al Welfare e con quel ministero cruciale sposteremo l’asse della coalizione a sinistra…

Hanno dato la Giustizia a Mastella che non ha un partito ma un prefisso telefonico. I Trasporti e l’Ambiente ai Pdci e i Verdi che assieme arrivano al 4% e nove, dico nove, ministeri alla Margherita. Complimenti! Un vero affare. Il premio alla carriera a Fausto, pur meritato, c’è costato molto caro. Perché una cosa è certa, la Presidenza della Camera è un ruolo di prestigio e di visibilità, ma, incide poco o nulla sulle scelte di Governo ed inoltre vincola fortemente il partito alla coalizione.

A tutto ciò si aggiunge l’amarezza per come si è arrivati a distribuire i posti sicuri in parlamento. Non faccio politica da ieri e quindi non mi scandalizzo facilmente, ma pensavo che le cose in Rifondazione andassero un poco diversamente rispetto agli altri partiti. Illuso. Abbiamo assistito ad una vergognosa distribuzione delle candidature sicure. Com’è stato possibile riconfermare le candidature di tutti i Senatori e i Deputati in carica? Molti di loro hanno fatto due legislature ed alcuni anche di più se contiamo la presenza con altre forze politiche. Mi sembra che il nostro statuto non preveda il terzo mandato tranne che per il segretario nazionale. Che credibilità ha un partito che non rispetta lo statuto che si è dato lui stesso?

Com’è possibile che praticamente tutta la segreteria nazionale e buona parte della direzione nazionale si candidi? Ritengo moralmente poco corretto che il gruppo dirigente di un partito si autocandidi, mi sembra un comportamento oligarchico più che da dirigenti responsabili.

Dimenticavo, assieme alla segreteria, alla direzione nazionale ed al gruppo parlamentare, abbiamo assistito anche alla candidatura di buona parte dei nostri segretari regionali…Poveretti! Mica si poteva lasciarli nudi in cortile...

Cari Compagni, la mia impressione è che siamo partiti male, molto male. Questo modo di votare senza la preferenza ha dato un enorme potere ai partiti ed il nostro, come gli altri, ne ha approfittato. Vedo un sacco di dirigenti ma non vedo compagni di base, operai, pensionati o precari fra gli eletti. Questo è grave per un partito come Rifondazione. In quanto alle nomine dei ministri credo che la scelta di dare un solo ministero ad un partito che esprime i voti del PRC sia cartina di tornasole sulla considerazione che si ha di noi nella coalizione. Avrei voluto vedere una reazione dal nostro gruppo dirigente ma, probabilmente, era troppo pago dai nuovi incarichi parlamentari per avere qualche sussulto d’orgoglio. Non ci resta che sperare nell’attuazione del programma forse…

 

Caro Bartolomeo,
voglio esprimere qualche considerazione sul tuo sfogo di bertinottiano sofferente.
Non nego che hai alcune ragioni, ma non mi convince l’impianto complessivo del tuo ragionamento.
Voglio dire: è vero, anche a me non è piaciuta la ricandidatura in automatico di tutti i parlamentari uscenti, previa deroga dallo statuto approvato solo l’anno scorso (perché mettere certe regole se alla prima occasione vengono aggirate?), come pure non mi ha convinto la candidatura sistematica di gran parte del gruppo dirigente nazionale (anche se questa può essere la premessa per un forte ricambio, anche generazionale).
Ometti però completamente altre cose, come ad esempio la grande apertura delle nostre liste a compagne e compagni che provengono da altre esperienze di movimento, da vertenze e da conflitti sociali, da altre appartenenze.
E’ un passaggio che ha molto a che fare con il processo della rifondazione comunista e della costruzione di una sinistra di alternativa più ampia; con il percorso di innovazione politico-culturale che stiamo cercando, anche faticosamente, di realizzare.
Una candidatura come Vladimir Luxuria, che rappresenta il caso più eclatante ed evidente ma non isolato, non ci ha forse arricchiti? Non rappresenta una messa in discussione dei pregiudizi e dei canali di rappresentanza tradizionali che caratterizzano la società, la politica e un po’ anche noi?
Avere candidato esponenti di associazioni e di movimenti non significa forse avere messo un tassello in più alle relazioni politiche che abbiamo provato ad animare da Genova in poi?
Nessuna altra forza politica ha fatto una scelta del genere e una simile "rinuncia" alla propria sovranità; tutti gli altri hanno badato unicamente alla riproduzione della specie (la propria).
Non è una rottura di quella autoreferenzialità di cui ti lamenti?
Non significa che allora va tutto bene, ma tu, nel tuo sfogo, ignori completamente questo aspetto.
Mi convince poco la ricetta che confezioni: allora candidiamo i compagni di base.
Anche questa opzione, se assunta come un assoluto (probabilmente al pari della scelta di candidare, tra gli altri, chi ha tanti mandati parlamentari alle spalle), sfugge al criterio che dovrebbe prevalere sempre: la capacità di rappresentare quei settori della società che per noi sono un riferimento.
Avere la tessera del partito in tasca, essere un compagno di base o essere un dirigente locale, purtroppo o per fortuna, non significa automaticamente essere rappresentativi di qualcosa.
Molto spesso Rifondazione parla a sé stessa, stabilisce gerarchie interne che però fuori non valgono nulla, è isolata dal mondo reale.
Ripeto: il criterio che vale, per me, è la capacità che abbiamo di connetterci al resto del mondo.
E’ questa capacità che va premiata, anche quando parliamo di candidature.
Mi sembra inoltre, sul tema del governo, che tu faccia un’inversione delle priorità.
Molte considerazioni su ministeri, poltrone e poltroncine e due parole due sul programma.
Al contrario penso che il profilo politico dell’Unione, il suo guardare a sinistra o al centro, non si giochi sul fatto che il Prc abbia uno o due ministeri ma sulle modalità con cui attueremo il programma.
La direzione politica di tali modalità, perciò, non dipende dalla nostra collocazione negli organigrammi dell’esecutivo (se fosse così, avremmo già perso in partenza, in ogni caso), ma da altri fattori.
Il più rilevante? La presenza di movimenti e di conflitti sociali che sappiano modificare il terreno sul quale il governo agisce.
E’ questo il campo d’azione prioritario per il Prc, ed è pensando a questa fase politica che abbiamo parlato, negli anni scorsi, di "governo leggero" e di "movimento pesante".
Qualcuno potrebbe obiettare: in questa fase i movimenti sono fiacchi.
Ecco, questo può essere il vero problema, non altro.
E’ nella risoluzione di questo nodo che si gioca la sfida della nostra efficacia; e se siamo deboli qui, non possiamo trovare una compensazione politica nell’aumento della nostra presenza nei luoghi istituzionali.
Perché se valutiamo l’attuale fase politica, l’azione del governo, l’efficacia del nostro ruolo assumendo come riferimento unicamente il perimetro istituzionale, allora la partita era già chiusa ancora prima di cominciare.
La Presidenza della Camera (e cioè la terza carica dello Stato) rappresenterà un modo visibile, riconosciuto e trascinante per dare alle istituzioni un senso nuovo, e perciò sarà un punto di forza, oppure rappresenterà un nostro incartapecorimento nelle stanze immobili dei rituali istituzionali?
Credo che non abbia senso dare giudizi, in un senso o nell’altro, già ora; vedremo quello che succederà.
Ma certamente avere puntato a quella carica non ha significato soltanto costruire un ruolo gratificante e significativo per Fausto Bertinotti.
Il ministero del Welfare si occuperà di briciole o riguarderà alcuni dei principali diritti sociali spesso negati nel nostro Paese?
Certamente: avremmo potuto puntare a due ministeri e rinunciare alla Presidenza della Camera; avremmo potuto puntare ad un ministero economico o altro ancora.. ma, come dicevo prima, non è questo.
Sta nella capacità di animare dal basso quella domanda di cambiamento e di politiche nuove che ha attraversato in questi anni il popolo dell’Unione.
Il progetto politico del Prc è soprattutto qui.
Ciao.
nandinus

 

Del 15/04/2006

SPACCATI
di Spartacus


Fifty-fifty. Siamo finiti così: nella palude, in bocca al Caimano che in quell'ambiente ci sguazza. L'ha ampliata la palude italiana, ha trovato alleati giusti ovunque, ha soprattutto trovato chi gli porta voti nutrienti per l'ultimo, disgustevole pasto e lo sostiene pensando di diventare come lui. E si sente già come lui. Si sbizzarriranno i politologi a scorticare il recupero estremo del centrodestra: è stato più l'anticomunismo caciarone o lo specchietto dell'abolizione dell'Ici a portar voti al ducetto? L'altra metà del Paese resta cogliona perché la morale d'un pezzo d'Italia d'oggigiorno è questa: chi crede nelle istituzioni, nelle regole scritte non per sé, nella legge che dev'essere uguale per tutti, nell'appagamento dei bisogni collettivi, nelle pari opportunità e nel dovere di ciascuno, lontano da classismi e lobbies oscure è targhettato con l'epiteto strillato a ugola piena da Silvio il Caimano.

Cosa fare? S'è cercato di convincere della gravità del momento ogni elettore anche il più individualista. Certo non è facile convincere i raider della finanza, gli industrialotti dell'egoismo padano, né i commercianti speculatori e i professionisti evasori. Costoro il senso dello Stato non vogliono averlo. Pensano al tornaconto personale costi quel che costi, sono stati allevati nell'Italia democrista a far questo, hanno prosperato per anni col privilegio discreto dell'evasione fiscale. Con la "Libera Casa del faccio quel che cazzo mi pare" hanno avuto lo scatto d'orgoglio d'uscire allo scoperto, di praticare furbizie e inganni, non solo contro l'altra Italia che le tasse le paga, ma di rivendicarli come sacrosanti. 

Per questo pezzo d'Italia non c'è contraddizione: il Caimano offre ampie garanzie alla voracità dell'egoismo di ciascuno e la spaccatura dei due blocchi del Paese prescinde dalle "porcate" della nuova legge elettorale - col parziale ritorno al proporzionale su base regionale - studiata ad hoc dalla corte berlusconiana per ingessare la nazione in caso d'alternanza. 
Ma cosa deve diventare il Belpaese? Una palude ingovernabile, una giungla in cui vige la legge del taglione, un feudo dove prevalgono i privilegi di alcuni e le soverchierie subite da altri? Dobbiamo arrivare - Garibaldi ci perdoni - a farne due di Italie? Sponda tirrenica e adriatica, Nord e Sud, o Italiette a macchia di leopardo tornando a Principati e Signorie? Chi volete i Guelfi o i Ghibellini? E non crediamo che Giambattista Vico si stropicci le mani.

 

Del 25/03/2006

PELOSO
di Spartacus


L'ha vinto il primo match col prode Prodi, il Cavaliere. L'ha vinto lì sopra la bella fronte che ora non esalta più la pelatina. Le sofferenze - quanti buchini! - dell'estate, la bandana così sbarazzina che però non legava col fumé Caraceni sono dolori andati. Ora la peluria spicca e lui, come un tempo, può rivincere a colpi di chioma. Inquadrato a distanza reggeva benissimo il confronto con capellone Romano, troppo scuro, magari tinto. Invece il premier che classe! Tutta pelugine nuova, altro che riportino pippobaudesco. La gioia di pelo dev'essergli cresciuta non solo fuori perché più volte mostrava villosità interne che proprio non ce la facevano a stare a cuccia.

Così il venditore, troppo compresso dai buoni consigli dei consigliori, strabordava. Prima nei secondi d'intervento, quindici-venti in più per due, tre, quattro volte: ma in fondo chi è che si candida a destrutturare per altri cinque lunghi inverni il Paese? Chi deve rivincere il 9 aprile? E allora fateglielo prendere il suo tempo, coi suoi tempi eterni, gli irsutismi innati con cui non sopporta il mascherone prodiano che cela, dietro tanta bonarietà, il "cumunismo". Affonda il Cavaliere, dice quel che ha fatto e giù numeri, anche se secondo alcuni osservatori (non le stucchevoli e balbettanti penne scelte per disturbare il meno possibile con domande in alcuni casi raggirate) tali numeri rimpiazzano le proverbiali barzellette perché sballati. 

Ma l'uomo del destino è così. Lo si odia o lo si ama. I "cumunisti" prodiani lo odiano e vogliono sbarazzarsene però non sfoggiano la camicia giusta che buca il video. L'azzurro shirt dell'azzurro d'Italia brilla rispetto a quella di Romano, forse scivolato nelle mai inappuntabili forniture di D'Alema. Anche qui la classe non è acqua e siamo due a zero. Lo nota la curva ultrà gestita dal fedele Emilio che nel dopo partita esulta per la vittoria dell'idolo di casa. Il suo pelo tracima anche dallo stomaco e intona la litanìa della solita Sinistra disfattista (lo dice sempre anche Schifani), infedele (lo dicono Pera e Casini), "cumunista" (lo confermano i bravi ragazzi di An), pederasta (lo dice la nipotina di Salò). E poi non si sopportano i sindacati, i magistrati, le leggi che non fanno comodo e quella pletora di regole - come queste di contingentare il tempo di dibattito televisivo -. A che servono? e perché, se c'è Lui a garantire? 

Eccolo invece il viatico vincente che il Cavaliere peloso dispensa al popolo: ricrescita. Sì, come la crescina che gli ha infoltito la capigliatura anche l'elettore - se vota bene - potrà ricevere i benefìci di stipendi accresciuti, opere pubbliche lievitate, credito italiano nel mondo rivalutato, economia rilanciata, rapporti internazionali risaliti. Tutto in crescita come la chioma del capo. Godiamoci a peli ritti lo spettacolo, sino al 9 aprile c'è tempo.

Del 12/03/2006

SPIONI
di Spartacus



Indubbiamente ne ha fatta di strada il camerata Storace dal manganello di Acca Larentia alle comode poltrone della Colombo e dell'Eur. Ma stavolta può finire come la rana di Esopo, gonfia che ti gonfia, boom! Il botto lo rischia davvero perché da borioso trucidino l'ha fatta grossa. Non si riconverte dal giorno alla notte una politica che lo portava poco al di là della spranga con la gestione manageriale del Potere. Anche quando entrò in Parlamento voleva fare smargiassate e minacciava e aggrediva i colleghi dell'emiciclo. Accadde più d'una volta, tant'è che il camerata-duce Gianfranco fu costretto a prenderlo da parte e gli indicò la via. Avrebbe dovuto imparare dai neri riciclati e azzimati come La Russa, che da giovane esultava per i petti squarciati ai poliziotti a suon di bombe a mano - quando il suo camerata Loi assassinò a Milano l'agente Marino La Russa vantava la presenza nell'eroico gesto -. Poi prese a fare concioni sulle povere Forze dell'Ordine in perfetta consonanza con l'ipocrisia finiana. 

Sembrava aver messo la testa a posto Ciccio Storace. Smagrito (ora rimangia bene), ripulito nel look con discreta sartoria, passato per un po' di training autogeno che gli permetteva di trattenersi almeno qualche secondo prima d'azzannare gli avversari. Anzi aveva riconvertito l'aggressività fisica con lo sfottò pararomanesco, quello verace non gli riesce bene e a chi gli parlava del Belli rispondeva di non gradire molto i cantautori scambiando Giuseppe Gioachino col televisivo Paolo. Dettagli. Quel che conta per il duce Gianfranco e per il boss Silvio è poterlo utilizzare al meglio. E lui ci crede. Col compare, pardòn camerata, un tempo di manganello ora di poltrone Alemanno, la butta sul ricatto e chiedono al capo posti di potere per non agitargli contro una bella fronda. Si fan forti della cosiddetta Destra Sociale, i fascisti rimasti fascisti anche in quell'annacquamento della nostalgia che è Alleanza Nazionale. 

Ottengono ciò che vogliono. Nella "Libera Casa del faccio come cazzo mi pare" c'è posto per il celodurismo bossiano e per il braccio teso romanamente anche se, frequentando i ministeri e atteggiandosi a bravi ragazzi, gli Sorace e gli Alemanno ora il braccio lo abbassano aprendo il palmo della mano. Prendono e danno, dispensano e ricevono, favori, denaro, consulenze, appalti per nulla diversi dai ministerialisti neri per eccellenza: i Bava-Gasparri, gli Urso, i Nanìa, i Landolfi. Chiacchieratissima la gestione storaciana della Regione Lazio: lottizzazioni, favori, mazzette come nella migliore tradizione democrista, craxiana e consociativa. Così fan tutti, ma don Ciccio riesce a fare ancor di più e in fretta. Le torte son sempre più grosse e lui ricomincia a prender peso. Quando giunge la nuova tornata elettorale per le regionali annusa il pericolo di non potercela fare a tenere il romano fondoschiena sulla poltrona presidenziale. 

Nella Casa del Fascio è pure scoppiata la bagarre con una fascista che più fascista c'era solo il nonno, l'ex attricetta osè Alessandra da anni lanciata in politica. E contro lei, che s'è messa in proprio, Storace lancia un'azione per non vedersi sottrarre voti. Paranoie che però assillano a tal punto il Presidente uscente da commissionare certi servizietti d'indagine e spionaggio ai danni della nemica in camicetta nera e del nemico di sinistra Marrazzo. Ora i magistrati - purtroppo per il Cavaliere e per la sua servitù politica molti magistrati sono ancora a piede libero - scoprono gli illeciti orchestrati dagli uomini di Storace: appostamenti, pedinamenti, foto, infiltrazioni nella vita pubblica della Mussolini junior e della famiglia Marrazzo. Tutti confermati dagli 007 all'amatriciana di cui Storacione s'è servito. Costoro erano fedeli camerati, che però alle brutte hanno subito cantato e narrato d'essere stati profumatamente pagati dal cuore di Francesco. Il quale indignato sostiene d'essere colpito da schizzi di sterco. Sarà, ma materia organica sulla stessa materia organica non ci fa comprendere l'indignazione. 


 

Del 12/03/2006

BOLLITO
di Spartacus


Altro che Cavaliere dimezzato, il ducetto della "Seconda Repubblica" o della Prima Italiota appare ormai per quello che è: decotto. E si sfrange come quelle mele che le nonnine mettono sul fuoco per aiutare le viscere al mattino dopo. Anche l'animo è ormai l'immagine della faccia al cerone che non sta più su né col lifting di Italia Forza né con la ricrescita pelosa dell'allenza politica che ricicla tutto il possibile, compresa la spazzatura fascista. In più l'affossatore della Patria riesce nel duetto televisivo con l'Annunziata a ridare dignità a una giornalista che raramente l'aveva manifestata nell'esercizio delle sue funzioni. Poiché nell'intervista al premier l'ex presidentessa Rai le domande le faceva davvero dava un fastidio, ma un fastidio che il Napoleoncino di Arcore non ha trovato meglio che battere in ritirata per la disperazione dei suoi consigliori. 

Disperatissimi gli facevano notare l'autogol mediatico ma lui che vede sempre il bicchiere mezzo pieno ai cortigiani riuniti per un comizio elettorale ha subito spiegato d'aver ancora una volta rivelato l'animo aggressivo dei "cumunisti" che lo vogliono esiliare. E accanto alle avanguardie del "cumunismo" militante - i pericolosi magistrati che vorrebbero far rispettare le leggi - pone i giornalisti e gli spiriti critici che s'interrogano e pongono domande anziché inchini e salamelecchi. Abituato da anni ai camerieri vecchi e nuovi, dai Fede ai Guzzanti-papà passando per gli acquisti del lecchinaggio sempiterno dei Vespa alle ultime promozioni di salamella-La Rosa, nel serraglio allargato da Mediaset alla Rai conserva sia i molossi della vecchia guardia alla trash-Ferrara che i finti liberi alla pirlotto-Mentana, per poi clonare mezzibusti replicanti che ripetano quella nullità della sedicente informazione incarnata da segugio-Mimun.

Beata deficienza del parco buoi elettorale: in questo spera il Cavaliere inceronato che ha ridotto una delle tivù già meno brillanti del continente in un organo di propaganda del proprio regimetto. Spera nello spirito masochistico dell'italiota medio che dovrebbe continuare a fare il Tafazzi e votarlo martoriandosi i santissimi. Non sappiamo quanto la trasformazione genetica della popolazione abbia inciso nella crescita di questa percentuale, se s'interrogano i sondaggisti a libro paga a via del Plebiscito il capo avrebbe il solito quadro confortante. Ma il 9 aprile ci auguriamo di no, e gli auguriamo una fuga ancor più disastrosa che quella di domenica dagli studi Rai.

Del 07/02/2006

GRATTACULA
di Spartacus

 

Era la caresse de plume, il francesismo padano con cui il Senatùr liquidò la puella traditrice. Quella che a ventinove anni aveva portato in Parlamento e a trentuno fece eleggere Presidente della Camera. La ricordiamo con un piglio saccentello del tutto fuori luogo perché nell’insieme risultava ingessata, goffa e diciamolo, anche un po’ dura di comprendonio. Vestiva improbabili tailleurini scelti forse in compagnìa di Maroni non certo a Montenapoleone, colori orrifici e foulard peggiori. Sì, foulard per darsi un’aria acconcia alla perenne malmostosità.

Poi mollati Bossi, la Camera e pure la croce di Vandea - ch’era esibita su un petto monacalmente accollacciato - Pivetti l’Irene, famiglia della “Grand Milàn”: sorella attricetta, uno zio linguista, sembrava aver gettato al vento un’occasione d’oro. Ma lei non si scoraggia. Sceglie un baluba per fidanzato, fors’anche a copertura di certe chiacchierate e non proprio ortodosse sedute di jogging in villa Borghese col pulotto di scorta (per le autorità ci son sempre gorilla e fotoreporter a tiro), e lo sposa.

Ed eccola mamma, con tanto di marito e famiglia che deve pur mangiare. Non le basta la lauta pensione che la terza carica dello Stato (pur se brevemente e malamente ricoperta) le fornisce, così per racimolare fa quello che si fa in Italia: prima fonda un Partito poi va in tivù.

“Io, mammeta e tu” è il partito e l’avrebbe potuto fare anche Modugno che invece optò per una canzone. Pivetti, scarsa in vocalizzi, per il partito del sciur Brambilla (è il casato del consorte) ottiene un bel finanziamento. Italiano, europeo che importa? pecunia non olet e tira a campare.

Ma la pluridotata Irène il meglio deve ancora offrirlo. Si taglia il capello a spazzola, mima Demi Moore, approda in quel genere di tivù delizia dell’umanità ai confini di deliri esistenziali e identità smarrite. Non chiedete dove sia finita la sua presunta spiritualità catto-tradizionalista. Folgorata sulla via di Arcore trasforma gli ideali di dio-patria-famiglia in quelli di successo-denaro-ego. Più sfacciata di Boncompagni e Ambra Angiolini.

E alura? Pota, sì, pota. Dopo esserci meritati Alberto Sordi - come diceva un ossessionato Moretti - ci becchiamo l’Irène tardo-rampante, zerbina tacchinatrice del padrone di turno che catodicamente e non solo è sempre il Cavalier Silvio Banana.

Ma almeno Albertone faceva ride …

 

 

Del 30/01/2006

NAZITALIOTI
di Spartacus

Svastiche e infamie nazifasciste, l’Olimpico, gli stadi ridotti a esposizioni funeree e dementi della minoranza ultrà accolta da una maggioranza impotente, silente, vaga. E’ Roma, Italia, anno Duemilasei. Un tempo la nostra coscienza antifascista non l’avrebbe permesso, il ricordo dei padri massacrati nelle piazze e sterminati nei lager dal nazifascismo ci avrebbe fatto ribollire il sangue, avremmo spazzato via gli squadristi, ripreso la piazza, spiegato a giovani strumentalizzati che sventolano la croce celtica cosa c’è nella storia di quei simboli.

Invece non si fa più. La politica, il sistema mediatico hanno inglobato il nazifascismo, l’hanno reso normale, accettato. Oggi in Italia fascisti ripuliti dirigono i dicasteri, dicono d’aver rinnegato i trascorsi ma strizzano l’occhio a ogni rievocazione. Non partecipa il ministro Storace ai raduni che rievocano quella banda di torturatori e assassini che fu la Decima Mas? E il ministro Alemanno, imparentato Rauti, mantiene legami e amicizie politiche con Roberto Fiore e i suoi accoliti, quelli che mettono su la gazzarra dell’Olimpico. E Fini e la Destra di governo, i La Russa, Gasparri, Nania, Landolfi non partecipano da posti di comando della Repubblica nata dalla Resistenza alla sua ridefinizione ideologica?

Con la cameratizzazione della Rai, la riscrittura di guerra e dopoguerra italiani nei saggi e anche in tanti manuali scolastici la Destra revisionista racconta una storia a sua immagine e somiglianza, nasconde le infamie del regime padre dove il Duce appare un tradito e perseguitato piuttosto che lo sciagurato dittatore che oppresse l’Italia, seviziò l’Etiopia, provò a calpestare Grecia e Albania. Se c’è chi non vede (alla volpe Violante fischieranno le orecchie) nessi fra le svastiche in curva e l’ariaccia che il cameratismo aziendal-istituzionale ha introdotto nel Belpaese la cecità diviene assoluta. Altro che fermare il campionato o chiedere la testa di Carraro, bisognerebbe muoversi e assediare Viminale e Montecitorio. Ma insieme alle braccia tese preoccupano soprattutto le troppe braccia inerti e i cuori spenti.

 

Del 25/01/2006

SDOGANATORI
di Spartacus

 

“Sdoganare la cooperazione dal suo piccolo mondo” era il sogno di Giovanni Consorte, superamministratore dell’Unipol, che tradotto in soldoni non voleva dire far business con tanto capitale - quello la Lega delle Cooperative lo fa da decenni - voleva dire fare affari non proprio cristallini visti i movimenti e le faccette di compagnìa nella scalata alla Bnl.

Il Consorte (nel senso del manager, non del marito) si sarà documentato sullo sdoganamento vedendo il profetico film “Non ci resta che piangere”. Ricordate quando Benigni e Troisi sul loro carretto finiscono appunto in un posto di dogana? Dovevano pagare sempre quei due-tre fiorini qualunque passo facessero: avanti, indietro, a destra, a sinistra.

I passi di Consorte sono stati conseguenti e per esser sicuro - lui - ha alzato la posta presentando non fiorini ma Fiorani, che vale molto, molto di più perché benvisto da Bankitalia. Poi per il politicamente corretto il managerone è passato al Botteghino, che non è un teatro anche se sta come l’Eliseo nella romana via Nazionale ed è, ironia della sorte, a duecento metri proprio da Bankitalia.

Lì al Botteghino diesse gli strateghi che tutto sanno e comprendono le ragioni anche di chi da ragazzo sragionava gli avranno dato le coordinate degli sdoganamenti. E secondo voi che masticate politica quel è stato lo sdoganamento doc, che a fine Millennio, ha spalancato le porte del governo alla “Libera Casa del faccio quel che cazzo mi pare”? Ma certo, lo sdoganamento del camerata Fini e del famelico e untuoso codazzo di parafascisti in neodoppiopetto targati Alleanza Nazionale.

E’ con loro e coi coccodrilli padani che il nuovo uomo del destino italico ha aperto la via al ciclo del miracolo. Un miracolo di cui banche, faccendieri, Specuindustria, Confevadenti e quelli del made in Italy sentono da quattro anni i benefici effetti. Forse Consorte e le Coop volevano godere di questi b e n e f ì c i.

Voi non li sentite? Per forza, siete dei semplici, stupidi, inetti lavoratori. Lasciatevi guidare sino al prossimo successo elettorale che l’Unione vi garantisce con le esternazioni di Fassino: “Ci attaccano e fingono di non ricordare che sono coinvolti cinque uomini del governo”, Bersani “Troveranno pane per i loro denti”, D’Alema “Non mi alleo con chi sospetta che siamo delinquenti”.

Vedete? Siete nelle ottime, strategiche mani del Gotha diessino. Di cosa vi preoccupate?

Spartacus

 

 

Del 10/01/2006

COCCODRILLO PADANO
di Spartacus

Onorevole Borghezio, come va? Finito ko al primo incrocio di guantoni? Qui crolla un mito: l’eroe duro e puro del celodurismo, il peso massimo spazzanegri-ebrei-arabi-meticci e razzemiste che implode a round appena iniziato. Non è possibile.

E tutte le ronde padane a cosa son servite? E la sacra ampolla ricolma di pater padus non l’ha preservata come l’acqua dello Stige? E le seratine di cori in stile nazibavarese in birreria non l’hanno gasata abbastanza contro i rossi?

 

Viene davvero da pensare che la Lega non sia più quella d’una volta se i suoi pilastri rocciosi si sbriciolano tanto maldestramente.

Eppure Obelix, come si fa chiamare dai compagni di merende il celto-piemontese, era uno di quelli che ringhiava e faceva il duro. Artefice e gran capo delle Guardie padane menava fendenti in Parlamento e in certe piazze ghignava agguerrito. Un tempo se la prese anche con le prostitute, purché di colore.

E incitava a imitare i politici più cagneschi del suo gruppo che sbavavano livore contro gli extracomunitari e più che nei Cpt li volevano in catene, a lavorare nella fabbrichetta di famiglia, e per il restante tempo in galera.

 

Il ministerialismo di questi anni deve aver fiaccato la razza padana e le camicie verdi assistono alla precoce decadenza del proprio duce. Infatti peso massimo della provocazione Borghezio non è più lui, ha smarrito ogni energia se non riesce a tener a bada un manipolo di ragazzi dei centri sociali che lo incitavano a dar fondo al suo riuscitissimo repertorio di mastino dei Berlusconville. Ora patetico, la voce mesta, frigna ai Gr Rai, ridotto a elemosinare solidale pietà per un’aggressione subìta insieme ai guardiaspalle.

Il muscolare divenuto coccodrillo padano piange e ripiange, per la cattiva l’Italia che lui vuol federalizzare, per gli ingrati i valligiani che non vogliono i trenini della Valdisusa che tanti dané portano alle tasche dei ministri della grande libera Casa del “facciamo un po’ come cazzo ci pare”.

Animo onorevole, si può sempre sperare nell’anno che verrà.

Spartacus

 

Del 26/08/2004

STORIA DI DIAVOLI, ASSESSORI E PICCOLI GIORNALISTI.
di Mimmo Gerardini

Deve essere frustrante passare le giornate nelle redazioni dei piccoli giornali di provincia.

Deve esserlo maggiormente nelle calde giornate d'Agosto, quando non capita mai nulla degno di essere raccontato, che so: un furto di galline, un incidente, la nascita di un vitello con due teste.

Nulla di nulla... eppure bisogna restare, bisogna sforzarsi di riempire quelle pagine vuote che ti opprimono come un macigno. Il giornale deve uscire comunque.

Allora il nostro piccolo giornalista comincia a pensare con invidia a province più fortunate, dove la "notizia" quella con la N maiuscola è arrivata davvero, quella notizia che ti permette di andare avanti giorni e giorni a riempire quelle insaziabili pagine vuote.

Ma ecco che quando meno te lo aspetti la notizia arriva.

Non è una gran notizia, ma basta elaborarla un poco per farla crescere.

In fondo, gli elementi necessari ci sono tutti.

Anzi vi è l'elemento principe, il tormentone di quest'anno: il SATANISMO.

Il nostro piccolo giornalista trova su Internet le foto di una festa privata in costume che si è svolta a Villanova d'Arda, i costumi sono da suora, da prete e, scusate, inorridisco solo a dirlo, corna da diavolo.

Nulla d’eclatante, ma tra le foto dei partecipanti vi è anche quella di un assessore comunale di Piacenza, per giunta comunista....Tombola!

Il nostro piccolo giornalista, elenco telefonico alla mano, si accerta che Villanova sia in provincia di Piacenza, (non è molto bravo in geografia) e appurato, seppur con qualche difficoltà, che il territorio è di sua competenza, parte alla carica.

Un paio di telefonate, una alla curia di Fidenza, una a quella di Piacenza, un fax al Telegiornale d’Italia Uno, quello dei puffi per intenderci, e il gioco è fatto.

Enorme titolone e foto dell’assessore in prima pagina, si parla di scandalo, di festa blasfema, si narra di Madonne che baciano Padre Pio, di finti vescovi che benedicono, di satanassi che imperversano a destra e a manca e, incredibile notizia in attesa di conferma, di un losco figuro sorpreso ad infilarsi le dita nel naso.

Il giornale ovviamente riporta anche il parere della chiesa (quello non manca mai ed è anche a buon mercato)

"Offesa la sensibilità di chi ha fede..." Tuona il porporato di turno.

Io non sono un uomo di fede, ma se lo fossi sarei molto più turbato dalla mercificazione che si fa dei simboli religiosi, come ad esempio la reclame del caffè ambientata in paradiso, con un S. Pietro ridicolizzato, che da una festa in maschera.

Eppure il nostro piccolo giornalista non è ancora contento.

La gente non è stupida e della festa blasfema non gli importa nulla, ecco che allora la festa si trasforma in un rito satanico.

Non lo insospettisce il fatto di avere trovato le foto su un sito goliardico che pubblica tutte le immagini delle feste che realizza.

Per il nostro p. g. (abbreviazione di piccolo giornalista) è normale che i sabba satanici siano fotografati e pubblicizzati su Internet.

Il nostro p.g. non vincerà mai il premio Pulitzer, ma non gli importa, lui deve riempire quelle pagine vuote.

La notizia non si ferma più, la riporta anche il Giornale, nessuno si preoccupa di riportare tutto sul piano del razionale, ormai si gioca a chi la spara più grossa.

La notizia è presa in mano dalla potente televisione locale, si scomoda addirittura l'opinionista principe dell’emittente, il maitre à pensèe degli opinionisti basso padani.

Bene, finalmente un giornalista serio, ora tutto sarà chiarito, Lui farà una seria indagine...

Il maitre arriva, filma ciò che gente esasperata gli chiede di non filmare, si spaccia per ciò che non è mai stato o che sicuramente ormai non è più, ossia un compagno. Non fa alcuna domanda sulla festa e, stizzito dal fatto che la gente non si sia inchinata dinanzi a Lui e non abbia spalancato le porte di casa, torna furioso in redazione.

Va in trasmissione, esordisce affermando che non si tratta più di un piccolo scandalo politico ma che ora è molto di più e sfodera conoscenze astrologiche, teologiche, sofiste, pressocratiche, tolemaiche e s’inventa un collegamento fra la festa, la luna nera ed il rito satanico.

Una panoplia di fesserie senza uguali per dimostrare la sua tesi. Vergogna.

Il nostro p.g. o meglio ormai faremmo meglio a dire i nostri p.g. il loro dovere l'hanno fatto.

Non importa se hanno calunniato e fatto male a tanta gente, non importa se tante persone saranno additate e biasimate senza aver fatto nulla di male.

Non importa se gli "scemi del villaggio" si fanno il segno della croce quando incrociano gli organizzatori della festa.

I p.g. dovevano riempirle quelle pagine bianche o quei minuti di trasmissione, di cazzate, ma dovevano riempirle.

La vicenda non è ancora conclusa, infatti, la Curia, dopo un lungo dibattito interno che vedeva contrapposte due linee di pensiero una tendente a sostenere l'intervento dell’Esorciccio, l'altra a dare una messa di riparazione, si è orientata su quest'ultima ipotesi.

Una messa di riparazione sarà probabilmente sufficiente per riparare alle offese di una piccola festa ma, per porre rimedio ai danni provocati dall’idiozia di certa stampa, ci vorrà ben altro.

 

Del 16/11/2003

Dal manuale militare:

Se un’iniziativa bellica, portata contro militari nemici, causa vittime civili ha diverse definizioni secondo chi la compie:
Spiacevole effetto collaterale se l’azione è eseguita da militari occidentali.
Azione terroristica se è eseguita da combattenti islamici.

 

Del 14/06/2003

A sua Eminenza Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio

Non era facile Signor Presidente.
Non era facile eppure Ella, con la sua grande abilità, c’è riuscita.
Ella è riuscita a spazzare via in poche ore i risultati di decine di anni di diplomazia italiana nel medio oriente.
Come ha potuto, Presidente Berlusconi, recarsi nell’area per un’opera di mediazione e rifiutarsi di incontrare Arafat?
Come ha potuto condannare, in quel patetico duetto con Sharon, il terrorismo Palestinese senza nemmeno spendere una parola contro il terrorismo di stato, quello Israeliano?
Nessuno dei suoi numerosi consiglieri l’aveva avvisata che quell’amabile e cicciotello ometto con il quale Ella cinguettava amabilmente è stato uno dei responsabili del massacro di civili nei campi di Sabra e Chatila?
Infine, mi consenta Presidente Berlusconi, come ha potuto in un incontro internazionale, affermare che Ella vive come attentati a cittadini italiani gli attentati contro il popolo Israeliano?
Voleva forse dire che i morti Palestinesi (molto più numerosi) non le stanno così a cuore?
Mi scusi dimenticavo, noi possiamo essere tutti Americani, tutti Israeliani, ma non possiamo essere tutti Palestinesi o Iracheni, o Afgani ecc. ecc.
Per troppo servilismo filo Americano, Signor Presidente, ha combinato un grosso guaio, del resto quando si investe un piazzista di pubblicità della carica di statista questi sono i risultati che ci si possono attendere.
Per concludere mi permetta di esprimerLe la mia solidarietà per le gravi ingiurie che il popolo cubano le ha rivolto nella manifestazione all’Avana.
Li perdoni, sono ignoranti, non riescono a comprendere perché devono subire da quarant’anni l’embargo dagli Stati Uniti e ora a
nche il nostro, non riescono a comprendere perché il suo amico Putin può radere al suolo un intera nazione come la Cecenia per difendersi dal terrorismo e loro non possono fucilare tre dirottatori armati di un traghetto carico di bambini.
Sono così ignoranti che non riescono a comprendere perché il suo amico Bush può invadere due stati con la scusa della guerra preventiva contro il terrorismo e loro, che da quasi mezzo secolo, il terrorismo lo subiscono non possono sbattere in prigione una cinquantina di intellettuali.
Come lei ben sa gli intellettuali quando non la pensano come chi comanda sono scomodi, la li arrestano, qui da noi per fortuna basta non farli lavorare e parlare, siamo democratici perbacco…
Non dovevano permettersi, dicevo, di chiamarLa piccolo Mussolini, non è giusto!
Potevano chiamarla Craxiano, Piduista o accusarLa di promulgare leggi atte ad impedire che la magistratura possa processare Ella e la sua congrega di avvocati, ma piccolo Mussolini no, non è giusto…e poi perché piccolo?
Anche Ella con un bel paio di tacchi fa la sua porca figura!

Distinti Saluti
Bartolomeo Vanzetti

 

Del 12/12/2002

ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA E COMPARTECIPAZIONE PSICHICA.

Associazione sovversiva:
Un reato che risale ai tempi del ventennio fascista, normato dal codice Rocco.
Di quest’imputazione la Magistratura italiana ne fece largo uso negli anni 70 ed 80, per contrastare il diffuso fenomeno del terrorismo "rosso".
Diede qualche frutto, anche se molte persone scontarono anni di carcere senza aver mai compiuto atti di violenza.
Sono anni che il parlamento dichiara di voler cancellare dal codice questo reato.

Compartecipazione psichica:

Un reato completamente nuovo, coniato dalla Magistratura genovese, per incarcerare chi, ripreso dalle migliaia di foto e filmati, fatti dalla polizia durante il G8, si sia trovato in prossimità di eventi violenti senza averne preso parte.
Il risultato sono state decine di arresti con l’imputazione di saccheggio e devastazione.
L’arresto, avvenuto un anno e mezzo dopo i fatti contestati, è stato giustificato con il timore che si potesse ripetere il reato, non tenendo conto che nel frattempo si sono tenute molte manifestazioni dei no-global completamente pacifiche.
In pratica tutti i trecentomila partecipanti alla manifestazione potrebbero essere incriminati.
Questo sta accadendo nell’Italia del 2002, non in Argentina negli anni 70!
Questo avviene mentre da un lato un GIP smentisce clamorosamente i Magistrati di Cosenza liberando tutti gli indagati per associazione eversiva, dall’altro prima si chiede l’archiviazione del procedimento per l’omicidio di Carlo Giuliani, poi si compiono decine di arresti fra i partecipanti alla manifestazione di Genova.
Da notare che tutti i duecentocinquanta poliziotti indagati per pestaggi, abuso di autorità e violenze varie sono ancora al proprio posto e ricoprono delicati incarichi riguardanti la sicurezza pubblica.
Credo sia ormai chiaro a tutti, il tentativo di colpire ed accusare pesantemente il movimento, per cercare di giustificare e quindi alleviare le pesanti responsabilità delle forze dell’ordine.
In quest’ottica la richiesta d’archiviazione per il caso Giuliani, più che una difesa del carabiniere Placanica sembra essere l’estremo tentativo di evitare un dibattimento.
Un processo per forza di cose dovrebbe analizzare lo svolgimento dei fatti di Genova nella loro globalità e non diviso in tanti piccoli episodi., e questa fa paura a molti.
In conclusione, vorrei fare un appello alla Magistratura: capisco che abbiate l’obbligatorietà dell’azione penale, ma evitate di usare strumenti logori come quello dell’associazionismo, e non fatevi strumentalizzare dalle forze dell’ordine e da alcune forze politiche.
Non siamo di fronte ad un movimento eversivo, ma il pericolo è, che, di fronte ad una dura ed immotivata repressione, qualche imbecille decida di armarsi.
Se questo accadrà ne sarete responsabili di fronte al Paese.

Bartolomeo

Del 09/10/02

Mi scuso.

Lo devo fare, ne sento un irrefrenabile bisogno…
Spesso ho duramente criticato Berlusconi, asserendo che era entrato in politica solo per sistemare i suoi affari personali e che non aveva la minima caratura dello statista.

Sbagliavo!

Silvio, il venditore d’aspirapolvere, ed il suo commercialista, hanno approntato una finanziaria eccezionale, una finanziaria che è riuscita per la prima volta nella storia della Repubblica a mettere d’accordo tutti, veramente tutti.
Il coro si alza unanime accomunando Confindustria, Confartigianato, Pensionati, Sindacati e persino la Federcasalinghe, il giudizio è unanime "QUESTA FINANZIARIA FA CAGARE"
Complimenti, una simile comunanza di giudizi riesce a riceverli solo un grande statista.
Le rinnovo le mie scuse Cav. Silvio Benso d’Arcore

Bartolomeo

 

Del 01/09/02

Libertà di parola…

Un lampante esempio di libertà di parola è questo:
Un nano piduista, che detiene il monopolio delle reti televisive pubbliche e private, che fa promulgare dal parlamento leggi solo ed esclusivamente a suo favore, che ha una sfilza infinita di processi in corso per reati che vanno dal falso in bilancio (ora peccato veniale) all’ associazione mafiosa, si può permettere di dichiarare che la Sinistra italiana non è democratica.
Tutto questo senza che nessuno lo pigli a calci nel culo
!

Paragoni

Il Presidente degli Stati Uniti ha recentemente dichiarato che, per eliminare il problema degli incendi bisognerebbe tagliare tutti gli alberi.
Lo scemo del mio villaggio ha eliminato il problema del mal di denti facendoseli cavare tutti.
L’unica differenza tra i due è che il primo ha in mano i codici di lancio delle migliaia di testate nucleari dislocate nel mondo, il secondo al massimo ha in mano la pistola dislocata nel suo braghetto.

Bartolomeo

Del 02/08/02

Indovina indovinello

Esiste un paese governato da un nano, questo nano è talmente ricco e potente che possiede praticamente il monopolio delle televisioni private, inoltre vista la sua posizione politica controlla anche la televisione statale.
Quest’uomo crea, a colpi di maggioranza, leggi fatte su misura per impedire che possa essere condannato nei processi che si svolgono a suo carico.
Siccome è una persona molto generosa, queste leggi aiutano anche i suoi amici e gli amici dei suoi amici.
Quest’uomo è talmente laborioso che non solo ricopre la carica di Presidente del Consiglio ma egli è anche Ministro degli Esteri e Ministro degli Interni.

Dove si trova questo paese?
America Latina? Noo. Acqua, acqua.
Africa? Noo. Acqua, acqua.
Ex Europa dell’Est? Noo. Acqua, acqua.
Comunità Europea? Fuochino, fuochino

Bartolomeo

 

 

Del 22/07/02

FACCIA DI …. (Tolla?)

Sabato 20 Maggio 2002 Genova Piazza Alimonda

Bordate di fischi per l’onorevole Violante.
Il popolo di Genova, non si è scordato della sua posizione e di gran parte dei dirigenti DS, prima e dopo la manifestazione dell’anno scorso. Impassibile di fronte alla giusta indignazione della folla, Violante, si è poi scusato per gli errori commessi dal suo partito in questa vicenda.
Vi è un'altra persona che secondo me non si doveva presentare a Genova. Sto parlando del Compagno Cofferati, l’uomo visto da molti come il simbolo della riscossa della sinistra italiana.
Il Cinese, non a aveva nessun diritto di prendere gli applausi della Piazza, infatti, la posizione della CGIL non fu chiara nell’appoggiare il Genova Social Forum, solo la FIOM marciò nel corteo dei manifestanti. La stessa FIOM subì fortissime critiche all’interno del sindacato per la sua adesione al Social Forum e per aver sostenuto in pratica da sola una sciopero generale, malvisto da Cofferati.
Cofferati, animale politico più smaliziato dei suoi referenti DS, ha compreso che non è più il momento della moderazione ed ora cavalca anche la tigre della protesta, rinnegando il comportamento tenuto nei lunghi anni di comando alla testa del maggior sindacato italiano.
Sono contento della nuova visione politica e sindacale del Cinese, e sono convinto che il futuro gli riserverà una brillante carriera politica, ma non posso fare a meno di constatare che per presentarsi a Genova ci voleva veramente una grandissima faccia di …. (tolla?)

 

Del 05/06/02

LO CHIAMAVANO TRINITA'...

 

Chi ha qualche annetto come me, e parecchi capelli bianchi, ricorderà senza dubbio che in questo paese abbiamo vissuto parecchi strani episodi. 
Anarchici entrati in questura dalla porta ed usciti dalla finestra, colpi partiti accidentalmente da un servitore dell’ ordine che andavano a conficcarsi nel cervello di qualcuno, gente trovata impiccata ma con i piedi ben poggiati al suolo ecc. ecc.
Ieri sera mi è sembrato di rivivere queste stranezze, infatti, dopo l’ intervista fiume al carabiniere che sparò a Carlo Giuliani, mandata in onda da canale 5, ora spunta la notizia che secondo i periti, il colpo che uccise Giuliani, fu un colpo di rimbalzo. 
Questo fatto secondo i mass media cambia tutta la posizione processuale del carabiniere Placanica e confermerebbe la sua tesi secondo la quale egli avrebbe sparato in aria.
Ma dove avrebbe potuto rimbalzare il proiettile per colpire a morte Giulani?
Ovvio, contro l’ estintore impugnato dal manifestante, sostengono i periti.
Tutto può essere, ma una domanda sorge spontanea:
Come mai si arriva ha questa conclusione dopo un anno dall’ omicidio?
Comunque ritengo che la posizione di Placanica non cambi di una virgola, infatti dai filmati si capisce chiaramente che egli nel momento in cui Giuliani raccoglie l’ estintore, impugna già la pistola e che Giuliani non è vicino alla camionetta dei carabinieri, ma ad una distanza superiore ai 3 mt.
Pur ammettendo che il colpo abbia rimbalzato veramente contro l’ estintore, questo era fra le mani di Giuliani, quindi il carabiniere sparò ad altezza d’ uomo.
Forse tra qualche giorno ci diranno che il carabiniere ha volutamente sparato conto l’ estintore per disarmare il manifestante e che solo accidentalmente Carlo è stato ucciso.
Una mira incredibile, come nei vecchi film di Trinità...
Bartolomeo

 

Del 29/05/02

UNA QUESTIONE DI PRIORITA'

Sabato 25-Maggio, l’Onorevole Vittorio Sgarbi ha debuttato come regista al Teatro di Busseto presentando il Rigoletto di Giuseppe Verdi.
La rappresentazione ha ottenuto i favori dello sceltissimo pubblico.
Lasciamo immaginare i festeggiamenti per la nuova impresa del Deputato Sgarbi, festeggiamenti, che sono proseguiti sino a notte inoltrata.
Da parecchie testimonianze risulta che, l’Onorevole regista, si sia spostato da Busseto al castello di San Pietro in Cerro per continuare la nottata.
Sino a qui nulla di grave, perché il castello è di un privato e ci può fare ciò che vuole, ma quello che ha stupito i residenti di San Pietro, svegliati dal rumore della festante comitiva è stata la presenza di mezzi delle forze dell’ordine, che probabilmente scortavano Sgarbi.
La domanda che tutti si pongono è questa: con quale criterio in Italia, si levano le scorte a chi ne ha effettivamente bisogno, tipo Biagi oppure la Bocassini, e si lasciano ad altri che…

Bartolomeo

 

 

Del 14/05/02

UNA SPERANZA PER TUTTI…

Nel puro stile del "Sogno americano" il Ministro alle telecomunicazioni, Gasparri, è diventato un punto di riferimento per tanti italiani.
Non contento del penoso intervento televisivo a "Quelli che …il calcio", non soddisfatto delle pesanti pressioni e minacce lanciate contro la Magistratura napoletana, ora se ne esce con questa trovata:I Sindaci che appoggiano i No Global ed i Centri Sociali se ne debbono andare…

Scontata la dura presa di posizione di tutta la sinistra nei confronti di quest’ultima sparata, ma io, per una volta voglio uscire dal coro e prendere le difese del caro Gasparri.
Infatti, il Gasparri Ministro, e la sua interminabile fila di cazzate, hanno un’enorme importanza sociale nel nostro paese, e non per la sua mera funzione istituzionale, bensì per quello che rappresenta personalmente.
Pensate al povero deficiente, allo scemo dei tanti villaggi italiani, all’ignorante senza più alcuna speranza, ebbene, essi guardando Gasparri ora avranno una speranza:
Se è diventato Ministro lui, ce la posso fare anch’io.
Bartolomeo

 

 

Del 05/05/02

Dura presa di posizione del Vaticano contro i preti pedofili.
Purtroppo questa serietà non fu usata alcuni anni fa in uno scandalo simile avvenuto in Austria (moleste sessuali su seminaristi operate da alti prelati)
Ora si riapre il dibattito sulla possibilità di concedere ai preti di poter avere un rapporto di copia ed una normale attività sessuale.
Rapporti sessuali, anche se proibiti, i preti ne hanno sempre avuti, la storia classica e popolare è piena d’aneddoti in proposito, quindi mi viene il sospetto che quello della pedofilia sia un gusto e non una costrizione.
"Lasciate che i pargoli vengano a me…" Per farci cosa???
Bartolomeo

 

Del 30/04/02

 DURA LEX, SED LEX

Oltre tremila, incidenti sul lavoro dei quali milletrecento mortali. Questo è il prezzo che i lavoratori italiani pagano ogni anno per guadagnarsi un salario tra i più bassi in Europa.

Nel nostro paese è più pericoloso andare in fabbrica che arruolarsi nelle forze dell’ordine.

Eppure non vedremo mai una processione d’onorevoli post-fascisti e d’onorevoli ruffiani di centrosinistra pronti a solidarizzare con loro.

La pressione che molte forze politiche stanno facendo sui magistrati napoletani è da ventennio fascista.

I poliziotti, se dovessero risultare colpevoli, dovranno pagare.

Pagare perché loro sono chiamati a fare rispettare la legge, non a farsi giustizia.

Bartolomeo

 

 

Del 25/04/02

Jean-Marie Le Pen
Jacques Chirac

 

Del 13/04/02

Cara Oriana
Ho letto il tuo articolo pubblicato da "Panorama" e ne sono rimasto talmente sconvolto da non credere che puoi veramente pensare le cose che hai scritto.
Ma come fai a vergognarti di fronte ad una manifestazione in favore dei Palestinesi?
Ma come fai a bollare come antisemiti chi critica la politica del Governo Sharon?
Penso vi sia una bella differenza fra chi perseguita gli ebrei e chi contesta la politica di Israele.
Ma come fai ad indignarti contro una certa "sinistra", che secondo te parteggia solo per i palestinesi, dimenticandoti che quella stessa sinistra ha versato centinaia di migliaia di vite nei campi di concentramento nazisti proprio a fianco di quegli Ebrei?
Ma come fai a vergognarti della stampa italiana che afferma che le 412 vittime israeliane dell'intifada sono un numero inferiore dei morti per incidenti stradali in Israele?
Quella stessa stampa i morti palestinesi non li cita neppure, perché non si sa nemmeno quanti sono i cadaveri sepolti sotto le macerie delle loro case e probabilmente non lo sapremo mai di preciso.
Qui non siamo a New York, queste vittime non avranno nessuno che si potrà permettere di cercarle per mesi e mesi e quei feriti moriranno perché alle ambulanze non è permesso accedere alle zone degli scontri.
T'indigni, giustamente, perché i giovani israeliani non sono liberi di andare a mangiare "una pizza" senza il timore di essere uccisi, ma scordi di indignarti perché i giovani palestinesi non possiedono una casa, una terra, un lavoro, una patria.
Certo le responsabilità sono anche dei palestinesi, ma con grandi, enormi differenze:
Lasciamo stare l'origine di tutto ciò, quando i potenti del mondo si lavarono la coscienza dell'Olocausto dando la terra dei palestinesi agli Ebrei, lasciamo stare che Israele con la politica dei coloni si è espansa enormemente rispetto al territorio concessogli, lasciamo stare che vi sono quattro milioni di esiliati palestinesi in giro per il mondo, la questione è un'altra.
Da una parte vi è un capo di Stato al comando di uno degli eserciti più potenti al mondo che occupa dei territori fregandosene di ogni trattato, dall'altra vi è un leader, nemmeno riconosciuto da tutto il suo popolo, chiuso in una stanza e prigioniero del suo rivale.
Un capo di Stato che può telefonare, può mangiare, può bere, solo quando e se il suo nemico glielo concede.
Allora ti chiedo cara Oriana:
Secondo te su chi deve fare pressione la politica internazionale affinché si arrivi ad un cessate il fuoco?
Stimandoti per una persona intelligente so che ti sarai già data la risposta giusta.
Su una cosa sono d'accordo con te, il terrorismo è una cosa brutale che colpisce vittime innocenti e che quei kamikaze vanno fermati, ma esiste un altro terrorismo, peggiore, più strisciante più cattivo.
E' il terrorismo che porta avanti Israele. Io considero molto più grave che un soldato di uno stato democratico, anche con la scusante di rastrellare i terroristi, spari ed uccida donne e bambine, non sappia o non voglia distinguere l'innocente dal colpevole, distrugga le case con i carriarmati, impedisca l'arrivo dei soccorsi e degli scomodi testimoni della stampa (ricordati del fotografo italiano ucciso dai soldati) a fronte di un folle integralista che si fa esplodere.
Questo modo di combattere, spero vorrai perdonarmi l'odioso paragone, mi ricorda molto i rastrellamenti dei nazifascisti verso la fine della seconda guerra mondiale.
Ti saluto cordialmente e poiché nel tuo articolo ti sei vergognata di tante cose ti consiglio anche di vergognarti un poco, solo un pochino, di tutta la notorietà ed i soldi che hai fatto con il tuo libro e con questa tua ultima intervista sfruttando la sofferenza di tanta povera gente…
Ciao Oriana
Tuo Bartolomeo

 

Del 11/04/02

MA PERCHE'...?

Se Saddam Hussein rifiuta le ispezioni degli osservatori internazionali i caccia americani bombardano Bagdad.
Perchè Sharon può rifiutare le ispezioni e nemmeno i piccioni osano cagare su Tel
Aviv..?
Bartolomeo 

 

Del 04/04/02

LIBERTA' DI CRITICA

Violenta aggressione, da parte di circa 200 manifestanti della comunità ebraica di Roma, alla sede del giornale "Liberazione". Dopo aver violentemente offeso il PRC ed i giornalisti del quotidiano, non contenti hanno strappato la macchina fotografica ad un operatore e malmenato alcuni passanti.
Voglio ricordare a questi cretini, che Rifondazione Comunista è stata sempre in prima fila nel contrastare ogni forma di antisemitismo e ha sempre difeso e la memoria dell’olocausto.
Non posso accettare l’equazione che essere contro alla politica di Sharon sia equivalente ad essere antisemita, come credo sia patetico affermare che siano gli attentati palestinesi la causa della spropositata reazione dell’esercito israeliano.
Quanti sono i morti da una parte e dall’altra? Quali sono le forze schierate in campo?
Bombe umane e armi leggere contro carriarmati, bombardieri ed elicotteri. La storia di Davide e Golia si ripete, ma purtroppo nel disinteresse delle potenze mondiali, è il Golia israeliano che vince.
Non sono antisemita, anzi, ma rivendico il diritto di critica verso un governo, come quello Israeliano, ed al suo Primo Ministro che probabilmente dall’Olocausto non ha imparato propri nulla. Sabra e Shatila docet.
Bartolomeo

 

 

Del 31/03/02

Avviso ai naviganti

La redazione di Ecomancina apprende, con malcelata trepidazione, di un' annunciata imminente "inchiesta" di Tele
Padania sul "torbido" mondo dei siti internet "comunisti".
Ancora non e' dato sapere chi si occupera' di gettare un fascio di vivida luce su questi inquietanti ambienti.
Sara' l'impagabile direttore Max Nonsoche'?
Oppure il rancoroso "opinionista" ex Tg 5, licenziato da Mentana per assenteismo (testuali parole del riccioluto
maggiordomo di Berluska), del quale ci sfugge l'apelido? (forse dottor Livore?)
Mah, chi lo sa'?
Ci sintonizzeremo senz'altro sulle frequenze dell'autorevole emittente per seguire gli sviluppi che, lo ripetiamo, si
annunciano  clamorosi.
C'e' chi, fra di noi, spera ardentemente di esser bersaglio delle ficcanti stoccate dell'ineguagliabile TV, altri, piu'
realisticamente, non credono possibile un tal colpo di fortuna .
Bartolomeo

 

Del 24/03/02

Pazzesco

Quello che l’opposizione aveva annunciato da oltre un anno si sta avverando.
La giunta Barbieri ha deciso, mantenendo come al solito completamente all’oscuro la minoranza e soprattutto i cittadini, di dare via libera a due nuovi insediamenti commerciali.

L’annientamento di Castelvetro dal punto di vista ecologico, di vivibilità e di impatto ambientale è ormai completo.

Riteniamo risibili le solite dichiarazioni di facciata sui giornali locali.
L’esperienza BENNET ci ha insegnato che le faraoniche infrastrutture descritte da Barbieri-Marcotti resteranno solo un sogno che svanisce all’alba.
Purtroppo l’amaro risveglio ricadrà sulle spalle dei cittadini di Castelvetro. Perché solo degli Amministratori incoscienti non si rendono conto delle conseguenze che questa scellerata politica avrà sulla viabilità del paese (ponte sul Po).
Abbiamo già sentito i farneticanti riferimenti ai nuovi 300 posti di lavoro del nostro Sindaco in occasione dell’insediamento BENNET. In realtà questi posti sono ridotti a poche decine di occupati dei quali la gran parte con vergognosi
stipendi da fame.
Speriamo vivamente che questa sia la goccia che farà traboccare il vaso e che alle prossime tornate elettorali l’amministrazione Barbieri venga spazzata via con tutta la sua sicumera ed arroganza.
Bartolomeo

 

Del 20/03/02

Compagni...in campana!

In questi giorni si parla sempre più di un accordo fra il nostro partito ed il centrosinistra, accordo che dovrebbe interessare non solo le imminenti elezioni Amministrative, ma anche le future Politiche.
Non sono contrario a priori ad una operazione del genere, ma chiedo però al PRC di stare molto attento.
Non facciamoci infinocchiare dalle solite panzane sul Berlusconi cattivo e ladro, questo noi lo abbiamo sempre saputo e denunciato.
A quelli dell' Ulivo questa cosa viene in mente solo ora, quando governavano, insieme al Berluska ci facevano la Bicamerale e si guardavano bene dall' approvare uno straccio di legge sul conflitto di interessi.
Se di accordo si deve parlare, deve essere un accordo su chiari punti di programma, perchè è ormai innegabile che la politica centrista dell' Ulivo è miseramente fallita.
Quindi bisogna ricominciare dalle 35 ore, dall' estensione dell' Articolo 18 per tutti i lavoratori, da una proposta di legge vera sul conflitto di interessi e dall' abrogazione delle leggi pro Berluska (rogatorie, falso in bilancio, tassa di successione ecc.)
Ma non basta, bisogna reintrodurre la scala mobile, rinunciare alle privatizzazioni e riscrivere la legge sull' immigrazione in senso umanitario e non repressivo.
Questi punti debbono essere la base di un eventuale accordo altrimenti ognuno per la sua strada.
Bartolomeo 

 

Del 14/03/02

Ammettere i propri errori è un atto di intelligenza, il chiedere scusa è un atto di forza e di coraggio, allora compagni diciamolo chiaramente sul monumento ai caduti

IL SINDACO PATRIZIA BARBIERI HA RAGIONE

La sua spiegazione in merito alle presunte divergenze con la Sovrintendenza alle Belle Arti ci ha definitivamente convinto e vi spieghiamo il perché:
Come tutti ben sanno ci eravamo fermamente opposti alla realizzazione del progetto di riqualificazione di P.zza Biazzi ed allo spostamento del monumento ai caduti adducendo motivazioni economiche ed etico morali, confortati anche dalla parere del Sovrintendente alle Belle Arti che così scriveva al Sindaco "Come ormai acquisito dalla moderna teoria della conservazione e del restauro, la rimozione di un monumento dalla collocazione originaria ed il suo trasferimento in altro luogo non può ritenersi giustificata, in quanto operazione che provoca la perdita di quel contesto ambientale di cui il monumento è parte e/o elemento determinante, privandolo inoltre di qualsiasi rapporto con la storia del luogo in cui è stato posto fin dall’ origine. A giudizio di questo Ufficio, pertanto le previste opere di riqualificazione: dalla riorganizzazione della viabilità (percorsi pedonali, ciclabili e carrabili, aree di sosta e di parcheggio) alle opere di pavimentazione e sistemazione del verde ai nuovi impianti di illuminazione, andranno correttamente riconsiderate, salvaguardando l’ attuale conformazione degli spazi urbani e degli edifici su questi prospicienti"
Queste parole potevano suonare come una sonora bocciatura e noi, colpevolmente, ci indignammo chiedendo chi avesse avuto la brillante idea di fare un progetto di riqualificazione urbana del centro paese senza aver preventivamente consultato le Belle Arti e chi dovesse pagare questo progetto deciso in Giunta?
Ma ecco che il Sindaco con grande pazienza ci spiega l’ enorme differenza che passa tra lo spostare il monumento ed il traslarlo e ci invita a riflettere sul significato intrinseco dei due atti che potrebbero apparire simili se non uguali a menti semplici come le nostre o a quella del Sovrintendente che invece, ad intelletti più fini, risultano completamente diversi. Un chiaro esempio potrebbe essere questo: se io cambio casa e mi trasferisco in un abitazione che dista 200 mt mi sposto, ma se la nuova abitazione dista solo 20 mt mi traslo. Avete ben compreso la differenza?
L’incauto Sovrintendente presumeva che questo progetto avrebbe causato "la perdita di quel contesto ambientale di cui il monumento è parte e/o elemento determinante, privandolo inoltre di qualsiasi rapporto con la storia del luogo in cui è stato posto fin dall’ origine." Ma solo ad una lettura più attenta del Barbieri pensiero si evince che sarebbe sufficiente rototraslare rigidamente il Municipio unitamente al monumento ai caduti per rispettare le prescrizioni dell’ Incauto.
Tutto risolto, basterà investire una quindicina di miliardi di vecchie lirette per ribaltare il paese e finalmente avremo la nostra testimonianza di otto anni di regno Barbieri, la nuova piazza. Inoltre questo faraonico intervento darebbe molto lavoro alla sempre attenta e preziosa Sinter, ai progettisti ad essa collegati ed anche al Ufficio Tecnico Comunale
Bartolomeo

 

Del 06/03/02
Grazie Patrizia

Ogni fine settimana un incidente più o meno grave avviene nella zona d’ingresso del Centro Commerciale Verbena, infatti, il nuovo svincolo, pagato in buona parte dai contribuenti, ha peggiorato la situazione. Prima di questa colossale opera, che non sarà sicuramente ricordata nei manuali d’urbanistica, vi era solo una situazione di pericolo, ora vi è anche l’impossibilità di accedere dall’altra parte della provinciale, con grave danno per i residenti e per i piccoli commercianti.

Sembra passato un secolo eppure sono trascorsi solo alcuni mesi da quando si voleva organizzare una festa in piazza per l’arrivo della Bennet nel nostro villaggio, la popolazione era entusiasta, lavoro, comodità, ricchezza per tutti e la Giunta Barbieri si pavoneggiava come non mai, ma è bastato poco per conoscere il vero volto della medaglia. Il traffico è aumentato a dismisura soprattutto di domenica, rendendo molto difficoltosa la viabilità da e verso Cremona, l’inquinamento è sicuramente aumentato (perché le centraline dell’ARPA non le hanno posizionate prima in modo da poter confrontare la differenza d’inquinamento tra il prima e dopo Bennet?), gli incidenti sono molto più frequenti e gravi ed i piccoli commercianti sono alla canna del gas. Già ma l’occupazione? L’occupazione, per quel che riguarda Castelvetro, si può quantizzare in una quindicina d’assunzioni, delle quali molte per uno stipendio di circa 850.000 lire al mese (non lo dico in euro perché è ancora più depressivo) ossia una vera schifezza. Nel frattempo, quelli del Centro Commerciale fanno affari d’oro mentre i contribuenti di Castelvetro pagano il nuovo svincolo ed il collettore fognario del Verbena. A loro i soldi, a noi le tasse, grazie al nostro Sindaco Patrizia Barbieri ora siamo cornuti e mazziati.

Bartolomeo

 

 

Del 02-03-2002
Clamorosa confessione del "pentito" Violante alla camera dei Deputati

Operazione di verità, del Capogruppo alla Camera Violante:
"Vi invito a consultare Berlusconi. Lui e Letta sanno per certo che nel 94 gli fu data garanzia piena che non sarebbero state toccate le televisioni" e non contento aggiunge "Non abbiamo varato la legge sul conflitto di interessi e negli anni del governo di centrosinistra Berlusconi ha moltiplicato i suoi patrimoni"
Questo sfogo tenuto nell’intervento, in aula parlamentare, prima del voto sul conflitto di interessi ha lasciato sgomenti molti deputati diessini che hanno giurato di non saperne nulla. La frittata e fatta, inutili le smentite e le correzioni di rotta di Violante (famoso anche per aver affermato che i morti sono tutti uguali, partigiani o repubblichini), quello che era il sospetto di molti ora è provato: nel 94 il Pds si accordò con Berlusconi perché scegliesse il suo successore, se non lo avesse fatto si sarebbe andati ad elezioni in pochi mesi. Immagino l’ennesima doccia fredda per gli autoconvocati del centrosinistra di fronte a quest’ultimo esempio di mediazione tra i vertici Pds e Berlusconi.
Non deve essere piacevole protestare contro una vergognosa legge sul conflitto di interessi sapendo che i propri leader si sono guardati dal farne una decente quando erano nelle stanze del potere.
Come se non bastasse, ora vi è anche la paura di proporre un referendum contro questa legge truffa per il timore che il popolo italiano possa interpretarlo come un voto contro il cavaliere.
Niente frusta per il Pds, sarebbe troppo poco, solo un invito ai suoi Dirigenti:
Salite tutti in barca con D’ Alema e veleggiate verso gli Stati Uniti, fermatevi la per più di tre mesi, magari per qualche anno. Ci mancherete tanto ma……..sopravviveremo.
Bartolomeo

 


del 28-02-2002

Il monumento 

Sonore frustate al Sindaco di Castelvetro ed alla sua Giunta, dopo circa un anno si sono accorti che per attuare il loro progetto di spostare il monumento ai caduti ci vuole il permesso delle belle arti. Ma come, vi sono persone profumatamente compensate in Municipio per informarsi su queste cose, come mai non si sono informati?
Bastava chiedere alla minoranza, noi lo sapevamo e sapevamo anche che vi è una legge che tutela i monumenti della prima guerra mondiale, Sgarbi (F.I.) docet.
Complimenti bella figura da peppini


L'uomo delle valli
Sonore frustate al Ministro Bossi, l' uomo delle cinquecentomila doppiette pronte a scendere dalle valli bergamasche per fare la rivoluzione, l' uomo che si puliva il .... con il tricolore (salvo poi rinnegare tutto una volta al governo).
Sonore frustate a lui, al Ministro Castelli ed al Presidente del Consiglio che hanno cercato di collegare i movimenti di opposizione al loro Governo, con il petardo messo davanti al Ministero dell' Interno.
Bisogna abbassare i toni, sbraita il piccoletto, proprio lui che usa toni ed argomentazioni da piena guerra fredda.
Sono allucinato dalle dichiarazioni di questi personaggi, vorrei fare un paragone ma temo che gli asini potrebbero querelarmi
Bartolomeo