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ITALIANI GO HOME.
di Mimmo Gerardini di Ecomancina.com

 

Alla fine doveva succedere ed immancabilmente è successo.

Un’auto bomba ha causato la morte di diciannove militari italiani, impegnati in Iraq.

Dispiace veramente, probabilmente erano tutti bravi ragazzi che cercavano, anche se armati, di portare aiuto alla popolazione irachena.

Sicuramente singolarmente erano delle ottime persone, ma ora i mass media e la retorica di regime cerca di dipingere l’esercito e i carabinieri come un’associazione che opera a scopo di pace.

I carabinieri erano anche a Genova nei giorni del G8 e non erano per niente bravi.

L’esercito italiano era in Somalia ove si torturavano persone e non era per niente buono.

Non parliamo di missioni di pace delle forze armate, sono un’offesa per chi come Gino Strada, come le ONG, come la Croce Rossa le fa veramente e senza bisogno di armi.

Diciamo piuttosto, senza attingere alla retorica, perché sono crepati quei padri di famiglia, quei figli, quei soldati.

Sono stati immolati per dare soddisfazione al servilismo del signor Silvio Berlusconi e dei suoi accoliti, primo fra tutti il ministro Martino e i suoi furori bellici.

Manie di servilismo del signor Silvio, pronto a sostenere con tremila uomini l’occupazione angloamericana dell’Iraq in cambio di un invito a casa Bush, o di una sua citazione da poter sventolare sulle TV di famiglia.

Un contentino da dare al cane più fedele, quello che aspetta l’osso o il calcio nel culo con lo stesso scodinzolare, pago in ogni caso dell’attenzione del suo padrone.

Gli Americani, una ragione per fare la guerra almeno l’avevano, non erano le armi di distruzione di massa mai trovate, non erano i collegamenti con il terrorismo mai provati, non era per abbattere la feroce dittatura di Saddam, che in passato avevano sostenuto e rifornito di armi chimiche, ma la ragione era il petrolio.

Una motivazione inumana?

Sicuramente, ma comunque una motivazione sufficiente a spingere lo stato più forte del mondo, seguito dagli inglesi, alleati di sempre ad intraprendere una guerra unilaterale contro un paese che aveva all’interno ispettori ONU e che sotto la pressione e l’embargo internazionale stava lentamente ma continuamente iniziando a cedere.

Gli angloamericani hanno definito questa guerra "preventiva", adducendo come scusa che si dovevano difendere da eventuali minacce irachene, in realtà si sono mossi perché allarmati dal fatto che una volta cessato l’embargo fossero attivati quei contratti di sfruttamento petrolifero che il dittatore Saddam aveva contratto con tutti tranne che con loro.

L’Italia non aveva nessuna ragione per entrare in quest’avventura militare senza copertura delle Nazioni Unite ed in palese contrasto con i due stati pilastro della C.E. ossia Francia e Germania.

Quei ragazzi italiani sono morti solo perché il nostro presidente del consiglio, doveva dimostrare di essere il primo e più fedele dei servitori, per la sua mania di compiacere il potente di turno, per poter vantarsi di essere il trait d’union fra la comunità europea gli USA e la Russia.

Quei soldati sono morti per soddisfare l’arroganza di questo signore, capace di negare il problema della cecenia, solo per non adombrare il suo amico Putin.

Per soddisfare le manie di un uomo che ha dimostrato di avere una statura di statista inferiore anche a quella che la natura gli ha sì parsimoniosamente donato.

Che fare ora?

Una volta si diceva americani go home per protestare contro le invasioni militari portate dagli stati uniti, questa frase ora purtroppo vale anche per il nostro esercito.

I nostri uomini sono stati inviati per una presunta missione di pace ed invece si sono trovati in una zona ove la guerra fra gli USA e chiunque al mondo abbia un conto da regolare con loro è in pieno svolgimento.

Il nostro presuntuoso ed incapace governo non vuole capire che la lotta al terrorismo non si può vincere con le armi ma si può vincere solamente contrastando le cause che generano questo fenomeno.

In primo luogo agendo in Palestina garantendo uno stato che a quel popolo è negato dalla prepotenza Israeliana, dalla politica americana e dalla vigliaccheria europea.