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L’OPERAZIONE "GRAFFETTA"
(a volte i dettagli contano…)

 

Premessa 1:

Gli appassionati del genere "fantascienza – fantapolitica" conosceranno (sicuramente meglio di me) un classico di Philip Dick, "La Svastica sul Sole", dove veniva sviluppata un’ipotesi se vogliamo anche banale, ma che comunque ha appassionato un paio di generazioni: come sarebbe stato il mondo se la Germania di Hitler avesse vinto la seconda Guerra Mondiale? Dick presentò ai lettori un mondo in cui gli USA sono governati da due amministrazioni che fanno capo "all’Asse", una composta da gerarchi nazisti, una da giapponesi, mentre Hitler è agonizzante causa la sifilide.

 

Premessa 2:

A quelli che hanno visto il film "JFK" di Oliver Stone sarà forse rimasta impressa la figura di Clay Shaw, l’uomo accusato dal Procuratore Garrison di essere pesantemente coinvolto nel complotto per l’uccisione del Presidente Americano. Molti meno saranno quelli che conoscono il coinvolgimento di Shaw in un’operazione misconosciuta ma molto importante dell’immediato dopoguerra, l’operazione paperclip (in italiano "operazione graffetta")

 

Perché queste due premesse, in apparenza totalmente slegate fra loro? Perché in realtà l’operazione paperclip ebbe alcuni inquietanti punti di contatto con l’ipotesi fantascientifica di Philip Dick. E soprattutto perché tutto questo dimostra come la Storia spesso segua strade tortuose, e che a volte la fantascienza riesce "a vedere" la realtà (magari in certe parti semplificandola, ed in altre ammantandola di particolari che concedono troppo alla spettacolarità). E soprattutto aiuta a capire come una lettura della Storia in bianco e nero sia sempre pericolosamente fuorviante.

 

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L’operazione paperclip consisteva nel favorire gli Stati Uniti nella ricerca di nuove armi e nuove tecnologie in generale, portando sul suolo americano progetti, materiali e "cervelli", in modo da avvantaggiare gli USA nella competizione con l’Unione Sovietica. Inutile dire che in questa operazione si sorvolò bellamente sui trascorsi e sulla moralità di molti personaggi e di molti di questi progetti. Il caso più eclatante e conosciuto (ma non certo il più scandaloso) fu quello di Wernher Von Braun, scienziato tedesco padre dei missili V2 che sembrarono mettere in ginocchio la Gran Bretagna (e che, sviluppati ulteriormente, dovevano arrivare a bombardare gli Stati Uniti), e successivamente attivo collaboratore nella ricerca spaziale Americana (fra i principali protagonisti del progetto Apollo che portò gli USA sulla Luna).

 

Dopo la caduta della Germania Nazista ed il suicidio di Hitler, i gerarchi Nazisti strinsero un accordo con il Servizio Segreto USA (all’epoca denominato OSS, in seguito divenuto CIA). In cambio dell’immunità di alcuni gerarchi (tra cui Martin Bormann, vero e proprio "delfino" di Hitler) furono promessi agli Stati Uniti un sommergibile pieno di materiali (tecnologicamente utili nel campo nucleare), scienziati ecc. Sembra che nel sommergibile si trovasse anche uranio arricchito (sul quale torneremo più avanti), composti chimici necessari per la costruzione di un reattore nucleare, aerei, proiettili anticarro oltre a progetti vari ecc.

A dire il vero il sommergibile fu solo il primo passo, perché molti altri personaggi (scienziati, ma anche gerarchi coinvolti in crimini di guerra) furono espatriati in Francia, Gran Bretagna, America Latina, spesso assieme alle ricchezze che si erano indebitamente procurati nel periodo bellico (per lo più sottraendoli ad ebrei uccisi nei campi di concentramento).

Tra questi sembra ci fosse anche uno dei capi della Gestapo, Heinrich Muller, che tra i suoi trascorsi poteva "vantare" la supervisione degli Einsatzgruppen, incaricati di sterminare gli ebrei nei territori occupati dell'Unione Sovietica. Idem dicasi di Reinhard Gehlen, responsabile nei servizi segreti nazisti delle attività antisovietiche (e pertanto vera e propria miniera di informazioni per gli americani). A guerra finita Gehlen fu preso in consegna dagli americani (disattendendo palesemente gli accordi di Yalta, che prevedevano la consegna ai russi dei nazisti coinvolti in operazioni nell’europa comunista) andando subito ad occupare ruoli di rilievo nell’OSS, sezione "affari sovietici". La cosiddetta "Organizzazione Gehlen" passò poi territorialmente nell’ex Germania Ovest, mantenendosi però sotto la supervisione CIA.

A questo punto correttezza impone di sottolineare che, in merito a molti dei nomi coinvolti, esistono ben poche certezze: sia Martin Bormann che Heinrich Muller, ad esempio, non sono ufficialmente inseribili in questo elenco. E se Muller figura (sempre "ufficialmente"…) tra gli sfuggiti all’arresto, per Martin Bormann la Procura Generale di Francoforte emise nel 1973 un attestato di morte, basato sull'identificazione da parte di anatomo-patologi tedeschi di resti umani rinvenuti a Berlino, durante alcuni lavori di scavo.

 

Comunque sulla verità dell’iniziativa USA di accaparramento di criminali nazisti ci sono pochi dubbi, specie dopo che la CIA ha tolto parzialmente il segreto di Stato da parte dei documenti relativi a questa pagina di guerra fredda (è infatti superfluo sottolineare che molti nazisti risultarono "appetibili" anche a Mosca, finendo sotto l’ala protettiva del KGB). "E’ stato un errore orrendo, politicamente e moralmente". Così si espresse nel 2001 il professor Richard Breitman, membro del Comitato americano incaricato di analizzare i crimini di guerra nazisti ed il coinvolgimento americano. Dunque se possono ancora esistere, come accennavo prima, zone d’ombra sui nominativi coinvolti, ad est come ad ovest (incertezze ben poco sorprendenti, vista la natura segreta dell’intera operazione), ben pochi dubbi si possono coltivare sull’operazione in generale.

Ad esempio la presenza nel famoso sommergibile di materiali interessanti nell’ambito dell’utilizzo bellico dell’energia nucleare è dimostrata anche da alcune considerazioni temporali: è infatti noto che nel novembre ’44 il cosiddetto "progetto Manhattan" (ossia il progetto statunitense per la costruzione della bomba atomica) era ancora in fase arretrata. Qui dobbiamo aprire una parentesi: la scoperta della fissione nucleare fu fatta in Germania. Il "Manhattan Project" è dei primi anni ’40, e procedette con ben pochi successi fino a tutto il 1944; il problema più difficile che tecnici e scienziati americani si trovarono a dover risolvere era la produzione di un’ingente quantità di uranio arricchito, per sostenere la reazione a catena (l’uranio-235 all’epoca era di difficilissima estrazione). Dopo l’arrivo del sommergibile nazista il progetto ebbe un'accelerazione che portò alle tragiche deflagrazioni di Hiroshima e Nagasaki… riuscendo pure a salvare la faccia a tutti i tecnici coinvolti nel "Progetto Manhattan", fino a quel momento distintosi solo per essere l’iniziativa più costosa e fallimentare della storia dell’Amministrazione USA.

Dopo il sommergibile, l’attività di commercio cervelli continuò, ovviamente seguendo metodi "più discreti", ma non meno esecrabili: il Vaticano non andò indenne da questo tipo di collaborazionismo, fornendo copertura e falsi documenti da clericali a personaggi che con un eufemismo potremmo definire "discutibili". Conoscendo il famoso IOR, è probabile che questa collaborazione abbia comportato anche complesse procedure di pulizia dei capitali esportati, con operazioni di riciclaggio troppo complesse da ricostruire o anche solo ipotizzare.

Ma questa fu solo la base di partenza dell’operazione graffetta, che costituì la naturale prosecuzione della collaborazione fra tecnologie naziste e l’apparato burocratico degli USA, nel tentativo di avvantaggiarsi con ogni mezzo nella competizione contro "il nuovo nemico", ossia la comunista Unione Sovietica.

Il progetto di "importazione cervelli" compromessi con il regime di Hitler aveva avuto il benestare palese del Presidente Truman, che aveva però posto una condizione abbastanza ovvia: i personaggi "graziati" dovevano avere avuto, sotto il periodo nazista, un coinvolgimento marginale, ed in ogni caso non dovevano risultare coinvolti in crimini di guerra. Fu così che alla CIA decisero di mistificare i rapporti relativi ai personaggi "troppo sporchi". Per riconoscere senza troppo clamore i rapporti bisognosi di correzioni da quelli di per sè già accettabili, veniva apposta sui primi una graffetta di riconoscimento. Successivamente una banalissima opera di falsificazione/riscrittura dei rapporti depurava i curriculum dai particolari compromettenti. Fra i falsificatori c’era anche Clay Shaw, ossia l’agente della CIA ad avviso del Procuratore Garrison coinvolto nell’omicidio JFK… Ed a questo punto il cerchio fra la fantascienza di Dick e la realtà si chiude. Sicuramente in un modo meno spettacolare e più subdolo di quello immaginato dallo scrittore, ma si chiude…

 

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A chi fosse interessato ad una lettura "particolare" dell’operazione "graffetta" e più in generale alle affascinanti (e non sempre campate in aria…) teorie dei complotti (che avrebbero drogato la vita politica della civiltà occidentale negli ultimi cinquant’anni) consiglio la lettura di un libro a fumetti: "Il grande libro delle cospirazioni", opera di Doug Moench (testi) ed autori vari ai disegni, pubblicato in Italia dalla Magic Press e reperibile nelle fumetterie.

Una curiosità: negli Stati Uniti è stato pubblicato dalla Paradox Press, ossia una divisione editoriale della DC Comics… proprio la casa editrice di due icone del supereroismo americano come Superman e Batman…

Il libro spazia dagli omicidi dei fratelli Kennedy e di M. L. King alla morte di Jim Morrison, fino a mettere in dubbio il reale sbarco sulla Luna della navetta Apollo 11, offrendo una serie di brevi storie illustrate che ci mostrano un mondo sicuramente bizzarro, forse non del tutto reale, probabilmente in parte paranoico, ma certamente molto inquietante...

 

Francesco Barilli