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L'ORIGINE DELLE COSE
di Lenao

I giornali sono zeppi di commenti sulla situazione politica italiana. Gli articoli rigurgitano di dotte citazioni e arguti modi di dire.
Sono confuso, seguo a stento le argomentazioni degli editorialisti. Silvio ha detto, in una convention di venditori Pubblitalia, che gli Italiani si bevono qualsiasi citazione.
Decido di non deluderlo, sperando cosi’ di evitare l’accusa di stalinismo. Ma su detti e modi di dire procedo secondo scienza e coscienza.
Cercherò, con spirito illuministico, di gettare un po’ di luce (sic!) su alcune oscure affermazioni.
"..Veltroni ha mangiato a ufo.."
Mangiare a ufo – Gratuitamente, senza pagare. Deriva dalla sigla A.U.F., variamente interpretata come ad usum Fabricae o ad urbis Fabricam, che era posta sui materiali destinati alla costruzione delle cattedrali. I carri o i barconi che trasportavano questi materiali erano esenti da ogni dazio e gabella. Circolavano gratis, e questo dovette colpire la fantasia popolare.
"..Rutelli si è fatto menare per il naso…"
Menare per il naso – Far credere a qualcuno quello che si vuole, prendere in giro.
L’espressione deriva dall’abitudine dei domatori girovaghi di mettere al naso dell’orso addomesticato un anello, nel quale s’infila la corda per guidare la bestia. Si dice lo stesso anche in francese: mener quelqu’un par le nez. Il modo di dire era gia’ usato dai Greci e dai latini.
"…Buttiglione ha perso la tramontana.."
Perdere la tramontana – Non sapere piu’ quello che si fa’, disorientarsi, perdere il controllo.
Prima che fosse introdotta la bussola, i navigatori regolavano la loro rotta con la stella polare, che è detta anche Tramontana. E quando le nuvole, di notte, velavano il cielo e la tramontana andava perduta, non era più’ possibile mantenersi sulla via giusta. Si legge nel Milione: "quando l’uomo si parte di Basma egli truova lo reame di Samarca ch’e’ questa isola medesima. Ed io, Marco Polo, vi dimorai cinque mesi per lo maltempo che mi vi teneva; e ancora la tramontana non si vedeva, ne le istelle del maestro."
"…Mastella ha preso un granchio…"
Prendere un granchio – Sbagliarsi, credere di aver fatto un affare e invece si è stati beffati; raggiungere un risultato notevolmente inferiore a quello sperato. Molto probabilmente, questa espressione, molto vecchia, deriva dalla pesca con la canna. Quando il pescatore ha calato la lenza in un fondale molto basso, e l’amo con l’esca posa sul fondo, spesso, anziché’ il pesce, abbocca un granchio, che dibattendosi da’ l’impressione che all’amo si sia attaccata una grossa preda. Ma quando si tira su’ la lenza, la delusione è forte.
"…Previti è come la moglie di Cesare.."(???)

Essere come la moglie di Cesare – Essere al di sopra di ogni sospetto.Plutarco, nel decimo capitolo della Vita di Giulio Cesare, ci dice che in occasione di una festa dedicata alla dea Bona, cui potevano partecipare soltanto le donne, Pompea, moglie di Cesare, accolse nella sua abitazione, un suo spasimante, Publio Clodio, travestito da suonatrice. Ma l’inganno venne scoperto e Clodio scacciato via, poi trascinato in tribunale. Cesare, fu’ citato come testimone. Alla domanda del pubblico ministero, rispose che non conosceva personalmente Clodio e che non sapeva nulla delle sue malefatte. Il magistrato non sembro’ convinto di quella risposta e prego’ il dittatore di essere più’chiaro. Al che, l’illustre testimone rispose che la moglie di Cesare doveva essere al di sopra di ogni sospetto.
"…Letta è l’eminenza grigia del governo…"
Eminenza Grigia – Colui che, agendo nell’ombra, consiglia qualche persona, o dirige qualcosa.
L’espressione deriva dal comportamento del cappuccino Francois Le Clerc du Tramblay, che senza mai apparire, era il potentissimo consigliere del cardinale Richelieu, del quale dirigeva anche i servizi di informazione, dopo avere organizzato una rete di spie degne della migliore organizzazione spionistica moderna.
"Fini e l’Europa? Come il culo e le quarantore"
Entrarci come il culo con le quarantore – Non aver niente a che fare, nessun riferimento.
Questo bel detto molto espressivo si richiama ad una pratica di adorazione venuta in uso nel ‘500: per 40 ore consecutive, in ricordo del tempo trascorso dal Cristo nel sepolcro, il SS. Sacramento viene esposto e venerato. Nei secoli passati, questo culto attirava nelle chiese folle di devoti, e si racconta di una donna molto avvenente che, sentendosi toccare da un fedele, si volto’ e chiese fieramente spiegazioni. L’uomo, volendo dire che la chiesa era piena e il gesto era stato involontario, rispose: "Sono le quarantore!". E lei: "Che c’entra il culo con le quarantore?". La frase è diventata proverbiale.
"..Berlusconi ha fatto berlicche e berlocche.."
Fare berlicche e berlocche – Mancare a una parola data, non mantenere una promessa, fare il voltafaccia.La locuzione deriva dal nome scherzoso dato a una marionetta che rappresenta il diavolo. La marionetta, come certi mimi antichi, greci e romani, ha due facce, di cui una è costantemente coperta con un fazzoletto o un panno, a seconda della volontà’ di chi fa’ muovere la marionetta stessa. Le due facce si chiamano, appunto, "Berlicche" e "Berlocche". Durante le rappresentazioni nei teatrini la stessa marionetta assume atteggiamenti diversi, spesso contrastanti, significando che una persona prima asserisce una cosa, poi un’altra. L’espressione potrebbe anche derivare, come sostengono taluni, dal tedesco aber nicht (ma no) e aber doch (ma si’).