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Bloody Sunday

Una casa un voto, due case due voti, una fabbrica cinque voti, un latifondo sei voti. Solo che i cattolici nordirlandesi non avevano né casa, né fabbrica, né latifondo, né patria. Questa era la situazione nel 1972 in Irlanda del nord e per questo motivo il 30 gennaio i quindicimila esclusi dal ghetto di Derry marciano per un minimo di democrazia, di vita, dopo anni di sparatorie e pestaggi da parte della RUC ( polizia nordirlandese, fanaticamente unionista ).

Fra i manifestanti, donne, bambini, uomini, vecchi quasi tutti disoccupati. Il corteo già assediato da militari con lacrimogeni giunge presso la piazza del comizio ove sta per parlare Bernadette Devlin ( Leader nordirlandese ). Ad un tratto, da dietro le case, sbucano i blindati dell’ esercito e si precipitano sui manifestanti: ne escono dei militari coperti da maschere antigas ( era il primo battaglione dei paracadutisti di sua maestà ). Corrono verso i manifestanti e cominciano a sparare all’ impazzata decine e decine di colpi sulla folla che fugge, urla e si dispera. E’ IL MASSACRO: BLOODY Sunday, la domenica di sangue. Un buco nero nell’uniforme della madre di tutte le democrazie, una macchi di sangue che abbaglia l’Irlanda e poi il mondo, facendolo lacrimare. Il bilancio è di 14 morti e 16 feriti civili.

Michael Jackson, oggi generale, condottiero NATO in Jugoslavia ( con 3000 militari italiani ) ordino la strage dei cattolici nordirlandesi, della quale nel Regno Unito si è taciuto per 27 anni. Due anni fa una tv indipendente (Channel 4 ) mise in onda fotografie, registrazioni e la cronaca del più vile massacro nella lotta di liberazione irlandese. Tony Blair fu costrtto a riaprire le indagini. Oggi Michael Jackson potrebbe essere condannato, come Priebke, ma non sottovalutiamo il fatto che allora fu decorato! In questo mondo i massacratori sono considerati interventisti umanitari!

 

A cura di C.Retrattile