GENOVA PER NOI

Sono trascorsi oltre due mesi dai tragici eventi di Genova, ma per me e per tanti altri compagni che erano presenti, sembra passato un attimo. Vivido è ancora il ricordo di quei giorni, di quegli avvenimenti, di quella città blindata, di quella democrazia sospesa. Ora altre notizie occupano le prime pagine dei giornali e, come d’abitudine italiota, ci si dimentica presto delle cose, soprattutto di quelle "rognose". Questo non deve succedere, non dobbiamo permetterlo. Aspetto fiducioso le decisioni degli inquirenti, ma sarò facile profeta nell’anticipare che forse pagherà qualche questurino, magari di alto livello, ma nemmeno questa volta si arriverà alle responsabilità dei politici. Abbiamo assistito in questi giorni alla penosa conclusione dell’inchiesta svolta dalla Commissione Parlamentare, che dopo decine di interrogatori e di audizioni, non è riuscita a trovare un giudizio unanime sugli avvenimenti di Genova ed ha partorito tre documenti diametralmente opposti nei contenuti. La cosa maggiormente patetica durante l’inchiesta è stata la parata di alti ufficiali dei Carabinieri e della Polizia, pronti a contraddirsi, a smentire i superiori e ad accusare i colleghi. Un caso su tutti, è stata la testimonianza di un ufficiale dell’Arma il quale sosteneva che il battaglione Tuscania non partecipò alle azioni, e che la camionetta da dove partì il colpo che uccise il povero Carlo Giuliani, era blindata e provvista di radio. Fu smentito poco dopo da un collega che sosteneva che il Tuscania partecipò a ben quattro azioni e che la camionetta era sprovvista sia di blindatura sia di radio. Per quanto riguarda l’irruzione nella scuola Diaz, entriamo nell’affascinante mondo del paranormale, i poliziotti che hanno fatto irruzione nell’edificio hanno testimoniato che quando sono entrati vi erano già altri individui in divisa e che la mattanza era già stata compiuta. Nessuno è riuscito a spiegare come e da dove fossero entrati e soprattutto chi fossero….Fantasmi, presenze, ectoplasmi, ogni opinione può avere un suo fondamento, di certo una formidabile arma in più per le nostre forze dell’ordine, il celerino "fantasma". Un altro fatto sul quale invito a riflettere è questo: quando la Polizia ha fatto irruzione nella scuola, sono stati malmenate ed arrestate tutte le oltre novanta persone presenti, per poi essere scarcerate dal GIP perché non vi erano elementi per trattenerli, tutt’altro comportamento si è tenuto con i poliziotti, infatti solo una quindicina di capisquadra sono stati indagati, credo invece si sarebbe dovuto indagare tutti i centoquaranta agenti che parteciparono al blitz, perché tutti assisterono alle percosse, ma nessuno denunciò la cosa. Ma aldilà degli aspetti grotteschi ed a volte comici della vicenda, ciò che è accaduto a Genova resta di un'enorme gravità, per un paese che si definisce democratico e nel tragico panorama di quei giorni, spicca un inquietante episodio che avrebbe dovuto avere ben altra rilevanza nell’analisi di ciò che accadde: ovvero la presenza di Deputati e Senatori di Alleanza Nazionale, compreso il loro leader Gianfranco Fini nelle centrali operative dei Carabinieri a Genova. Che cosa ci facevano? Il loro posto non era li, e non bastano le puerili scuse del tipo "visita di cortesia" a fugare il dubbio che tutta l’operazione venne condotta da loro. In conclusione una riflessione sull’editoriale di Albanuova, ove si afferma che "in quei giorni abbiamo perso tutti la testa…." dando un lampante esempio di cerchiobottismo. Noi, e per noi intendo le centinaia di migliaia di persone giunte da tutto il mondo, abbiamo inutilmente cercato di esercitare il nostro diritto di manifestare pacificamente, ma non ci è stato permesso, nè dai black block che assalivano il corteo, ne dalle forze dell'ordine che disinteressandosi completamente di quei facinorosi non trovavano di meglio da fare che caricare i pacifici manifestanti. Quindi caro Direttore mi consenta, per usare un termine caro al Silvio, noi non abbiamo perso la testa, però hanno tentato, spesso riuscendoci, di spaccarcela. Sottile differenza, ma mi creda, alquanto dolorosa…..

A cura di Bartolomeo Vanzetti

 

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