G-8 : QUALE DEMOCRAZIA PER IL NOSTRO FUTURO?

I capi di governo dei sette paesi più ricchi del pianeta, insieme alla Russia, si sono incontrati a Genova dal 20 al 22 luglio, al termine di un lungo percorso fatto di numerosi incontri preparatori. L’obbiettivo era quello di segnare alcuni degli scenari futuri del nostro pianeta. Scelte che riguardano l’ambiente, lo sviluppo economico, le politiche sociali e quelle militari dell’intero globo. Scelte che decidono della vita concreta di ognuno di noi. Gli otto capi di governo dei paesi più potenti si sono riuniti in un vertice mai legittimato da nessun trattato internazionale. le loro scelte, quasi mai verranno ratificate dai parlamenti che presiedono, ma diventeranno accordi politici in grado di condizionare ineluttabilmente le decisioni degli organismi soprannazionali e quindi gli sviluppi complessivi di tutto il mondo.diventa quindi probabile la possibilità che possa modificarsi quel panorama che vede il 20% della popolazione mondiale, quella appunto dei paesi a capitalismo avanzato, consumare l’83% delle risorse planetarie? A chi interessa per esempio il fatto che 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione e che 1 miliardo e 300 milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno?

Interessa alle varie organizzazioni ed ai cittadini che le compongono, interessa a tutti quei paesi che non hanno un futuro dignitoso da offrire ai loro cittadini, ma a cui viene data una voce troppo flebile per poter incidere nelle scelte che riguardano anche loro. Al summit sono stati invitati i rappresentanti di Sud Afrca, Bangladesh, Algeria, Nigeria, Senegal e Mali.

È stato creato un fondo per la salute e uno per l’educazione. Il presidente Bush ha "addirittura" aumentato a 100 milioni di dollari il contributo al fondo. E queste sarebbero le premesse per lo sviluppo dei paesi poveri? Ma non prendiamoci in giro! Che premesse possono esserci per un Africa flagellata dalle guerre, guerre che vengono combattute con armi vendute dai paesi occidentali. Che premesse ci sono quando le materie prime e tutte le risorse di questi paesi vengono succhiate da multinazionali assassine e sfruttatrici della manodopera. Le decisioni prese a questo summit non sono altro che una messinscena per ottenere i favori dell’opinione pubblica e mantenere il sud del mondo nello stato in cui è. Ma non è forse cosi’ che fa comodo????

La grande protesta contro il vertice del G-8 a Genova, è stata uno snodo fondamentale per le reti internazionali che da Seattle, a Porto Alegre, a Città del Messico stanno dicendo: UN ALTRO MONDO è POSSIBILE. Il movimento Anti-Liberista avrebbe dovuto assicurarsi spazi di democrazia per affermare un suo punto di vista influente. Uno spazio che non c’è stato.(si è preferito ascoltare Jovanotti e Bono degli U2) Ma è questione di democrazia saper vedere quello che milioni e milioni di persone soffrono a causa di scelte politiche ed economiche che allargano, anziché ridurre, la forbice tra poveri e ricchi! È questione di democrazia saper rispondere alle innumerevoli ingiustizie, disastri ambientali, guerre e morti di fame che questa globalizzazzione produce! È questione di democrazia dare voce a chi denuncia che con questo modello di sviluppo

, non è possibile nessun futuro dignitoso, ne per i popoli affamati, ne per le nostre società: sempre più al centro di fenomeni di esclusione sociale e sempre più arroccate in difesa di lussi e privilegi!

Anche lo stesso diritto a manifestare è questione di democrazia, la democrazia non si sospende mai. Chi è andato a Genova pacificamente ha avuto questo diritto?

È necessario dunque, costruire un nuovo modo di pensare, in grado di rispondere a quei modelli culturali dominanti. Quegli stessi modelli che passando per una crescente disgregazione sociale, impongono comportamenti che impediscono anche solo d’immaginare una società migliore.

Gli organismi soprannazionali, su cui si stanno concentrando le attenzioni di un movimento liberista crescente, non dovrebbero più decidere senza tenere conto di una popolazione sempre più attenta e decisa. Che chiede processi democratici certi e nuovi orizzonti di giustizia sociale ed economica.

 

"CHI GIOCA A DIPINGERLI SEMPLICI CONTESTATORI, FA FINTA DI NON SAPERE…."

 

A cura di Claudiano R. e Sophia B.