A.I.D.S.

Sono trascorsi più di vent’anni da quando si iniziò a sentire parlare di AIDS (sindrome da immuno deficienza acquisita) da prima sembrava una cosa che non ci riguardasse da vicino, colpiva inizialmente negli Stati Uniti, le comunità omosessuali di Los Angeles. Poi lentamente iniziò a diffondersi anche tra i tossico dipendenti, ricordo che alcuni alti prelati italiani interpretarono il fatto come una punizione divina che colpiva chi viveva nel "peccato", anche la scienza inizialmente sottovalutò il problema, in fondo erano colpiti gay e drogati, categorie certamente non molto considerate. Poi l’ AIDS iniziò a trasmettersi tra gli eterosessuali , tra i cosiddetti normali, ed allora nessuno si sentì più sicuro. La ricerca grazie agli enormi fondi stanziati iniziò a muoversi rapidamente e cominciò una massiccia campagna di informazione e di prevenzione. Era brutto l’ AIDS, molto peggio di tutte le altre malattie mortali, con l’ AIDS venivi additato, era il male dei peccatori, era il male che prima della morte ti condannava alla solitudine, e non per il pericolo di contagio ma per l’ enorme massa di credi e di ignoranza di chi ti stava intorno. Sono morti in tanti di AIDS, anche ragazzi del nostro paese, ma poi piano piano il male iniziò a segnare il passo, diminuirono i casi, i farmaci migliorarono la loro efficacia e le persone prendevano sempre più precauzioni. Oggi l’ AIDS non è ancora vinto, ma le aspettative di una vita più lunga e qualitativamente migliore sono reali e soprattutto la sua espansione si è notevolmente ridotta. Questo però è vero solo nei paesi ricchi, nel terzo mondo, quello sfruttato dal capitalismo e dal commercio globale, la situazione e ben diversa. L’ AIDS è cosa reale, presente; in Africa per esempio ove tuttora si muore di malattie come la peste e la tubercolosi da noi ormai scomparse, e che per le quali le ditte farmaceutiche non producono nemmeno più i farmaci per curarle (non è economicamente conveniente) una malattia che provoca l’ abbassamento delle difese immunitarie provoca enormi danni. I dati parlano chiaro, sono africani il 74% dei trentaseimilioni di persone infette al virus Hiv e sempre nel continente nero, la trasmissione del virus, dalla madre al neonato si verifica nel 40% dei casi, nei paesi industrializzati questo dato scende al 15%, il numero dei decessi per AIDS è elevatissimo ed è dovuto all’ interagire tra l’ Hiv e le pessime condizioni salutari, igieniche ed ambientali. Alcune associazioni di volontariato hanno provato a fare campagne di prevenzione ed in favore dell’ uso del profilattico, con poche forze e pochi mezzi economici, cercando di distribuire gratuitamente i preservativi, perché in quei luoghi ove raramente trovi il cibo per vivere anche un goldone è un lusso superfluo. Sulla questo tema del profilattico, trovo, che la Chiesa cattolica ed il suo Pontefice abbiano gravi responsabilità, è assurdo dinanzi ad una strage di simili dimensioni continuare a considerare il preservativo solo uno strumento anticoncezionale, e quindi, contrario alla morale cattolica invece che un efficace strumento di prevenzione al contagio. Rispetto le posizioni di tutti, anche se non le condivido, ma credo sia più importante preoccuparsi di salvare delle vite umane, prima che delle anime. Ma questi sforzi non sono sufficienti, ci vorrebbero i farmaci e le tecnologie usate da noi, ma i costi per curare i malati sono enormi e le medicine sono vendute a prezzo di mercato. Non e possibile nemmeno produrle in loco e distribuirle a prezzo calmierato in quanto sono coperte da brevetto e le multinazionali non intendono rinunciare ai loro profitti. Il Brasile sta cercando di produrre e distribuire farmaci ad un prezzo accessibile e per questo motivo viene fortemente osteggiato dalla maggior parte delle potenze economiche mondiali, Stati Uniti in testa, che vedono minacciati gli interessi delle loro ditte farmaceutiche. Quindi dopo aver sfruttato questi popoli per centinaia di anni, averli depredati di ogni ricchezza, saccheggiato le loro materie prime, soffocato la loro crescita economica e culturale, ora non gli si vuole dare nemmeno la possibilità di curarsi imponendogli dei costi insostenibili.

Anche per questo è importante andare a Genova per il vertice dei G8, bisogna manifestare, protestare pacificamente ma attivamente per far capire ai potenti che una nuova coscienza è nata nella gente, tutti hanno diritto alla vita ed alla salute al di là della latitudine ove sono nati e del loro potenziale economico.

UN MONDO NUOVO E MIGLIORE E’ POSSIBILE.

Bartolomeo Vanzetti