RIECCOCI,

dopo le risibili accuse di aver fatto cadere il governo Prodi, prontamente sostituito da Dalema e dal compagno Kossiga, ora arrivano le accuse a Rifondazione di aver fatto perdere l’ Ulivo. Non ci spaventiamo, eravamo già preparati al peana del centro sinistra, quello che ci lascia perplessi è che ancora una volta ci si nasconda dietro la scusa del mancato accordo elettorale con il nostro partito per giustificare una sconfitta che purtroppo ha radici lontane. Ma arriviamoci per gradi, per prima cosa ci preme rilevare che Rifondazione autonomamente, per non danneggiare l’ Ulivo ha scelto di non presentarsi all’ uninominale alla Camera, ma solo al proporzionale. Per tutta risposta l’ Ulivo ha deciso di imitare il Polo presentando le famigerate ed illegali liste civetta che provocano gravi danni ai partiti più piccoli (sette deputati in meno per il P.R.C.). Non contenti c’è stato chiesto di non presentarci all’ uninominale al Senato. Cosa ovviamente impossibile perché in questo ramo del parlamento non è prevista la quota proporzionale e noi non avremmo avuto nessun rappresentante. Ma come si può chiedere ad un partito di rinunciare alla rappresentatività ? Una decisione del genere sarebbe equivalsa ad un suicidio politico.

Allora l’ unica strada possibile sarebbe stata quella dell’ accordo politico, ma questo non si è mai riusciti a trovarlo, troppo diversa la visione della società tra chi si propone come sinistra d’alternativa e contro il mercato globale con chi propone il finanziamento alle scuole private, fa della concertazione la sua bandiera e non per ultimo appoggia fattivamente azioni militari contro civili in Kossovo e in Serbia. Che possibilità di accordo vi poteva essere tra chi come noi vuole spostare il peso politico a sinistra e chi invece persegue una politica di centro che spesso sconfina in una politica di destra. E infatti accordo non vi è stato, l’ Ulivo non lo ha voluto per paura di perdere il consenso dei moderati Anche nelle ultime dichiarazioni Rutelli ribadiva la decisione anche in caso di vittoria di non volere Rifondazione. Insomma si chiedevano i nostri voti senza tenere conto delle nostre priorità sui programmi. Allora si è fatto ricorso allo spauracchio Berlusconi (che spaventa anche noi) ma come mai Berlusconi diventa pericoloso solo quando si arriva in campagna elettorale ? Non era un pericolo Berlusconi quando si è tentato di riformare la costituzione insieme a lui e ai post fascisti di AN ? Ed il conflitto di interessi è tornato in mente alla maggioranza solo a due mesi dalle elezioni ? La risposta è si, Berlusconi è pericoloso, ma questo governo troppo preoccupato a reggersi in sella non voleva dare fastidio a nessuno e allora non ha fatto nulla, per ridurre il pericolo del cavaliere. L’ ultimo episodio pilatesco di questo governo è stato quello su radio Vaticana, si è arrivati, per non inimicarsi la chiesa a sconfessare un ministro e le sue ordinanze di chiusura della radio, la tutela della salute dei cittadini è passata in secondo piano di fronte al pericolo di perdere i voti cattolici. Infatti i voti moderati non sono stati persi, lo si evince chiaramente dal risultato della Margherita, chi ha perso realmente è stata la sinistra di governo.

La sconfitta del 13 maggio viene da lontano, e non si sarebbe evitata con una accozzaglia anti Berlusconi messa insieme all’ ultimo momento. Infatti, alla Camera, nonostante la non belligeranza di Rifondazione si è perso e probabilmente si sarebbe perso anche con un accordo al Senato. Questo perchè il centro sinistra non è riuscito a fare una politica degna di questo nome ed ha perso l’ occasione dopo cinquanta’ anni di opposizione di dare un’impronta di vera alternativa al centro destra. Non è correndo dietro alla destra o facendosi condizionare che si batte Berlusconi, lo si batte con proposte alternative, con la mobilitazione, facendo intendere chiaramente agli italiani che esiste un alternativa al liberismo di destra. Berlusconi ha vinto, dobbiamo cominciare a fare un opposizione dura, senza sconti, sperando che anche il sindacato ricominci a praticare il suo ruolo di rivendicazione e la smetta di fare il servo muto della confindustria. L’ occasione per una grande mobilitazione sarà il 20 luglio a Genova, noi ci saremo, insieme a tutta la sinistra europea e ci auguriamo di vedere manifestare al nostro fianco anche la sinistra moderata italiana.

Il dati sul voto nel nostro comune ci danno grande soddisfazione, il nostro partito si attesta all 8,4 % mentre il centro sinistra nel suo insieme eguaglia il centro destra. Anche se siamo consci che è molto difficile paragonare i risultati delle politiche con quello delle amministrative ci sembra di poter dire che la giunta Barbieri stia segnando il passo e che i cittadini di Castelvetro inizino a comprendere che, quella che in campagna elettorale venne definita una corazzata si stia rivelando alla prova dei fatti una fregata.

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo di Castelvetro