PAROLE E VISIONI CONTEMPORANEE

 


Rubrica a cura di ODRADEK

DI MEZZANOTTE

Esistiamo

Sono finalmente libero

La vita rivaleggia con se stessa,ed è sopravvivenza.

Autonomia lunga un giorno

Questo è il profumo che mi sono scelto

Il mio cuore come un’isola, nel mio organismo oceanico.

La strada scorre

Le persone scompaiono

Il silenzio che ti morde la coda

Immagino il viaggio.

Il conducente dei miei intimi amori

Un perfetto viaggiatore solitario

Una mezzanotte elettrica

Chi sarà il prossimo??

Universo di pozze d’acqua

Riflettono come specchi

La zona pura dei miei giorni

Erba su prati di cemento

 

Di Amara R.M.O.

 


L’autore del componimento in questione ha sicuramente una concezione della poesia che esula dalla normale, o meglio , consueta visione della concatenazione semantica, espressiva e soprattutto concettuale.

In ogni verso, o periodo è presente , palesemente o meno,un’intera idea, oppure un’immagine che rinvia ad una sensazione ben precisa. Per quanto certamente non ben determinata dal poeta. Poesie del genere non necessitano di un commento o di una critica particolareggiata. Ogni immagine presente darà vita a diverse riflessioni ed andrà a colpire differenti punti emotivi per ogni singolo lettore. Pare che la poesia "di mezzanotte" di Amara R.M.O. evochi il tema del viaggio, dell’esplorazione; è il resoconto di un processo intimo effettuato dall’autore, ma espresso attraverso una serie di metafore che valutativamente non definiscono i risultati ottenuti dal sopraccitato processo interiore.

Una persona scrive una poesia per esprimere una propria esperienza, o comunque decide di rappresentare in versi parte di sé e del proprio vissuto. Perché fare ciò nascondendosi dietro un groviglio di simboli indecifrabili dagli altri e spesso anche per se stessi? Penso sia un’istintiva e primordiale attrazione che ciascun individuo, dotato di sensibilità, arriva a riconoscere in se stesso ad un certo punto della propria vita. La generica attrazione per l’ignoto viene ad evidenziarsi e presto ci si rende conto che l’ignoto alberga in noi stessi. Le parole non possono definire queste pulsioni ancestrali, quindi è necessario riconoscere a dei simboli che rimandano alle pulsionin stesse. Le arti, quali possono essere la musica, la pittura ed ovviamente la poesia, sono dei mezzi che vengono utilizzati per rappresentare la zona recondita del nostro essere, non sono il fine, sono il mezzo. Sono il risultato dell’ansia che abbiamo di conoscere noi stessi; sono mezzi imperfetti in quanto la nostra interiorità è difficilmente definibile attraverso le parole o le immagini.

 


Le poesie sono deiezioni dello spirito.