NAPOLI,17/03/2001

UNA PAGINA DA NON ARCHIVIARE…

Poche persone hanno capito, oppure hanno potuto capire la gravità di ciò che è successo sabato 17 marzo a Napoli. Questo perché come al solito le TV non hanno dato abbastanza spazio alla vicenda e hanno fatto passare i ragazzi del "No Global Network"come un ammasso di provocatori.

Ragazzi Tedeschi, Francesi, Curdi oltre agli Italiani che manifestavano contro la globalizzazzione ,in occasione del G8.

La scintilla che ha fatto precipitare la situazione sembra sia stata la richiesta che una delegazione di 200 persone, arrivasse a piazza Plebiscito. La risposta è stata la chiusura di tutte le vie d’uscita e la carica selvaggia da tutti i lati a migliaia e migliaia di manifestanti. Non si possono lanciare lacrimogeni ad altezza d’uomo, non si può pestare in 10 una persona caduta a terra!

Qualcuno dovrà rispondere di tutto questo!

Numerose sono le testimonianze scritte e firmate da tantissimi ragazzi presenti alla manifestazione di quel sabato d’inferno.

Un ragazzo quindicenne di Napoli dice di essersi imbattuto in una carica in piazza del municipio da parte di una squadra di finanzieri; nonostante avesse alzato le mani gridando di essere uno studente , è stato preso a manganellate in testa e solo grazie ad un amico è riuscito ad evitare il peggio. Poco prima dice di aver visto anche una camionetta dei finanzieri tentare d’investire una giovane manifestante. Le testimonianze parlano anche di ufficiali dei carabinieri che si servivano di assi chiodate prelevate da un vicino cantiere; parlano di pistole e mitragliette puntate al volto dei manifestanti. Feriti schedati all’ospedale, minacce anche ad un sacerdote, persone con le mani alzate aggredite, buttate in terra e trascinate per decine di metri a calci e pugni. Un uomo dopo essere stato ricoverato per le percosse subite, dice addirittura che volevano fargli confessare di essere ebreo costringendolo a baciare la foto di Benito Mussolini. Un ragazzo, dopo essere stato colpito da un lacrimogeno, ha raggiunto sanguinante l’ospedale. La sua degenza è stata interrotta bruscamente dagli agenti della Digos che l’hanno prelevato insieme ad altri compagni e condotti presso la vicina caserma. Arrivati a destinazione sono stati fatti inginocchiare faccia al muro, sono stati picchiati insultati. Durante la perquisizione, le ragazze sono state private della loro intimità. Il fermo è durato per più di cinque ore e tra le cose sequestrate anche i rullini fotografici. Sembra quasi di avere fatto un balzo all’indietro di 30 anni. Nel complesso si parla di oltre 100 feriti tra i manifestanti, 70 fermati e rilasciati nella tarda serata di sabato. Dai dati emerge anche l’imponenza dello spiegamento di forze; si parla di un agente ogni tre manifestanti. A questo punto la domanda sorge spontanea. Ma quali sono i crimini da combattere? Questi , oppure mafia ,droga ,contrabbando ecc.???

Manifestare è ancora un diritto in Italia o queste occasioni che servono da vetrina al governo fanno passare in secondo piano l’opinione della gente?

Queste testimonianze che possono sembrare esagerate, gonfiate per scopi politici, sono purtroppo vere. Le abbiamo raccolte da

Liberazione del 23/03/2001

Di Claudiano R.