Piccola città bastardo posto... inizia così una famosa canzone di Francesco Guccini, ed è in questo modo che anche io per tanti versi vedo il nostro paese. Castelvetro, il paese emiliano più in odor di lombardia di tutta la provincia, il paese ove sono nato e cresciuto, il paese dove vivo, il luogo al quale sono affezionato per mille motivi. Castelvetro il paese del nulla o quasi. Castelvetro non ci è dato di sapere se abbia avuto anche per un solo momento un briciolo di importanza storica, probabilmente no. Qui non dormì mai un re o un papa, non fu’ teatro di nessuna grande battaglia o di qualsivoglia evento che in qualche modo abbia inciso sul corso della storia, nessun nostro concittadino assurse alle più alte cariche nè in campo politico nè in quello religioso. Qui non vi sono rocche, e l’ unico castello che abbiamo lo portiamo per ironia della sorte solo nel nome (per fortuna, altrimenti lo avremmo già abbattuto per far spazio a qualche negozio)

Abbiamo poco di architettonicamente rilevante e, quel poco che avevamo, lo abbiamo distrutto ( l’ ospizio Biazzi e la storica fornace del RDB). Abbiamo persino sacrificato quelle strutture stilisticamente piacevoli che ci erano rimaste alle ambizioni espansionistiche di pizzaioli rampanti. Il nostro futuro sembra già scritto dalla nostra storia e dalla nostra ubicazione geografica, diventeremo il centro commerciale di Cremona e del basso piacentino. Ed ecco che il nostro paesino di meno di cinquemila anime, ma con oltre dieci bar e più di dieci ristoranti , negozi grandi e piccoli si arricchirà di un altra struttura di ottomila mq di superficie di vendita e vedrà il raddoppio della superficie commerciale dell’ ex Pollo d’ Oro. Non importa se tutto ciò comporterà un aumento spaventoso del traffico che si canalizzerà in quel budello che è il ponte sul Po, e non importa se nei fine settimana avremo code di macchine da bariera Po sino al Verbena penalizzando la viabilità cittadina, non importa se l’ inquinamento acustico ed ambientale renderà estremamente disagevole la vita dei cittadini. Non importa ragazzi, questo è il progresso, qualche cosa bisognerà pure pagare. E poi , ci dicono, vi saranno indubbi benefici, si forse, ma per quanti e soprattutto per chi ?

Dobbiamo aspettare la realizzazione del nuovo ponte e la relativa tangenziale dicono i nostri amministratori, va bene, aspettiamo, ma le previsioni più ottimistiche parlano di dieci anni ed intanto cosa facciamo. Tappi nelle orecchie, mascherina sulla bocca e tanta tanta pazienza? Certo non mi sogno nemmeno di scagliarmi contro lo sviluppo commerciale del paese o di imputare responsabilità ai nostri amministratori per i ritardi nella realizzazione del nuovo ponte, però qualche cosa in più si poteva fare. Ad esempio un nuovo PRG che disciplinasse in modo più armonioso la crescita di Castelvetro perché vi è una bella differenza tra sviluppo e crescita selvaggia. Sono anche convinto che, se si creano dei disagi ai cittadini ,bisogna bilanciarli con delle contropartite in termini di servizi e di strutture. Invece a Castelvetro, come al solito, il nulla. Eppure i soldi arrivano, la pressione fiscale del comune è in continuo aumento, a Castelvetro si costruisce molto e i nostri oneri di urbanizzazione sono tra i più salati. In media, ogni anno arrivano nelle casse 500 milioni e addirittura quest’ anno con la realizzazione del centro commerciale la cifra è salita a 2.300.000.000 milioni. Allora sarebbe forse il caso di investire questi soldi nel benessere dei cittadini. Invece, da noi, non esiste un area di verde attrezzata, manca un centro di aggregazione, non vi è una sala pubblica ove si possa organizzare un assemblea o un dibattito ( bisogna andare a chiedere ospitalità alla curia). Dal punto di vista culturale siamo praticamente inesistenti, non esiste una manifestazione od una iniziativa che oltrepassi i confini comunali. Che fine hanno fatto i progetti per il centro di aggregazione nell’ area Pedroni ed il tanto decantato parco fluviale? Tutti progetti dimenticati o rinviati nel tempo, all’ infinito. Non abbiamo una biblioteca degna di tale nome, il servizio internet è ancora agli inizi, l’ informa giovani è stato cancellato e potrei continuare ancora a lungo, sino ad arrivare a cose elementari come l’ asfaltatura delle strade. Ma avete visto che razza di strade abbiamo? Io, da quando mi ricordo, e non sono nato ieri, un simile scempio non l’ ho mai visto. Eppure i soldi arrivano, i soldi ci sono e non basta la cronica incapacità progettuale dei nostri amministratori per spiegare questo nulla e allora? E questione di priorità, ci dicono, prima vi è il problema dell’ acqua e quello della riqualificazione urbana. Bene, due obbiettivi molto importanti, ma quali risultati abbiamo avuto in questi sei anni? Qualche asfaltatura ed il rifacimento di qualche condotta fognaria in prossimità delle scorse elezioni, la realizzazione della piazza Stefano Villa che poi è il parcheggio del condominio che vi si affaccia, la ristrutturazione delle scuole elementari di Castelvetro e San Giuliano che potrebbero avere un buon potenziale se ben sfruttate e che invece sono praticamente inutilizzate. La soluzione del problema dell’ acqua era ed è il cavallo di battaglia dell’ amministrazione Barbieri, ma dopo sei anni di promesse e di illusioni, la realtà è sotto gli occhi di tutti, l’ acqua è poca e fa più schifo di prima. Inoltre ogni tanto esce mischiata a della fanghiglia rossa. Complimenti...!

Ricordo che in campagna elettorale l’ opposizione aveva ipotizzato di fare un consorzio tra comuni limitrofi per portare l’ acqua dalle colline, magari utilizzando le condotte dismesse (opportunamente bonificate) che arrivano alla Tamoil. Si era pensato di interessare l’ università per dei progetti che risolvessero una volta per tutte questo problema. Niente. Ci è stato risposto che a volare troppo in alto si rischia di precipitare. E’ vero, a volte succede, ma il precipitare è cosa da aquile, le galline non corrono questo rischio. E allora vanno avanti così, senza un progetto, senza un disegno, incamerando soldi che non sanno poi utilizzare. Non vi è un solo Assessore che brilli per capacità organizzative e di gestione del proprio assessorato, insomma il nulla.

Non ci resta che spettare, tra un anno le elezioni saranno vicine e allora forse qualche buca sulle strade verrà chiusa.

Mimmo Gerardini

 

"Quando una minoranza si conforma ai voleri della maggioranza essa perde il proprio potere, anzi, non è neppure minoranza, ma è irresistibile quando è di intralcio con tutto il suo peso"

Henry David Thoreau "La disobbedienza civile" 1849