CONTRO LA DISCARICA ALLA SECCA:

una battaglia che si può e si deve vincere

L’ambizione per una società diversa, più giusta e solidale, passa anche attraverso una rinnovata battaglia per la qualità della vita, per la salute dell’uomo, per la salvaguardia dei beni ambientali, per un territorio da vivere e non da subire o dal quale difenderci.

La lotta contro la costruzione della discarica alla Secca è dunque un prezioso tassello di un quadro più ampio.

Rifondazione Comunista ha iniziato questa lotta già nel 1999, opponendosi ad una proposta del P.T.C.P. (piano territoriale di coordinamento provinciale) che,

pur riconoscendo l’elementare questione dell’impossibilità discariche in fascia C (zone soggette ad esondazione), inseriva la solita deroga che è fatta apposta per dimostrare che di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno. Nel febbraio 2000, appoggiando un emendamento presentato dal comune di Ponticelli d’Ongina, il consigliere provinciale del P.R.C. ha riportato all’attenzione dei consiglieri il problema ma purtroppo l’unico voto favorevole (su 25 consiglieri) all’eliminazione della deroga è stato il suo.

Poche settimane dopo, il 15.05.2000, la Giunta Provinciale (DS, Comunisti Italiani, Lega Nord e Margherita) ha approvato la maledetta delibera n.150 che autorizza la costruzione di una discarica per rifiuti speciali alla Secca.

Questa scelta, tecnica e politica insieme, ha provocato l’immediata e sacrosanta reazione della popolazione, che si è costituita attraverso il Comitato Bassa Piacentina Pulita. Il positivo ed incessante lavoro svolto dai sindaci di Caorso , San Pietro in Cerro e Ponticelli d’Ongina ha costituito il pilone istituzionale di riferimento , determinando insieme al Comitato un movimento vasto, plurale, particolarmente attivo che ha saputo imporre le proprie ragioni alla pubblica opinione.

Sono seguiti lacuni fatti: il progressivo ricredersi delle altre forze politiche, la correzione dei dati relativi ai rifiuti speciali, la mobilitazione dell’associazionismo agricolo ed ambientale, la discussione portata in regione Emilia Romagna, la nuova legge sulla valutazione dell’impatto ambientale; una serie di passaggi che ha sostenuto il movimento e ha consentito di impedire la realizzazione della discarica fino agli ultimi eventi: la possibilità di porre il vincolo archeologico all’area, un ulteriore impegno dell’amministrazione provinciale, al tentativo di dare avvio ai lavori da parte della ditta che ha in mano le carte autorizzative rilasciate dalla provincia. Abbiamo sempre sostenuto che il vero atto politico che la provincia deve fare è la sospensiva della delibera autorizzativa ed i passaggi amministrativi sopra illustrati la giustificano ampiamente.

È stata fondamentale la convinzione e la compattezza dell’associazione Bassa Piacentina Pulita, con una mobilitazione che deve continuare e si può ampliare.

Condividiamo e sottoscriviamo l’articolato e approfondito documento sull’intera vicenda che il comitato : si tratta di un documento molto istruttivo e che bene mette in evidenza l’assurdità di una discarica alla Secca.

Rifondazione Comunista prosegue la sua battaglia a fianco del Comitato, con tanta forza e con tanta umiltà, con la consapevolezza di poter condividere con tante persone ( la stragrande maggioranza delle quali di legittima e diversa opinione politica) un percorso ed una battaglia di civiltà e per questo, nel ribadire il proprio fermo impegno (dal consigliere provinciale ai circoli di Villanova, Caorso, Monticelli e Castelvetro), invita tutta la cittadinanza a rompere gli eventuali ultimi indugi e a partecipare fattivamente ad una lotta che SI Può E SI DEVE VINCERE.

 

Il Circolo PRC di Castelvetro P.no