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 Il mistero delle fosse comuni nel deserto iracheno

di Kawther Salam

E' possibile che il Pentagono abbia ordinato l'uccisione di un giornalista per impedire che venisse scoperta la sepoltura di massa di soldati americani e mercenari dall'esercito americano, nei deserti intorno a Baghdad? Cosa si nasconde dietro all'uccisione a Baghdad del mio collega ed amico, il cameraman palestinese della Reuter, Mazen Dana?

Il Pentagono ha veramente paura che i mezzi di informazione raccontino al pubblico americano cosa sta effettivamente succedendo in Iraq? Uccidendo i giornalisti in Iraq, i criminali del Pentagono vogliono forse tenere nascosti i crimini commessi contro i propri soldati? Se così è, allora questa si può definire organizzazione terroristica.

Le truppe statunitensi si sono chiaramente sentite minacciate e in un grande pericolo, a causa della ricerca del cameraman palestinese della Reuters, che stava investigando sulle sepolture in massa di mercenari USA in fosse comuni nelle strisce desertiche fuori Baghdad, sepolture che erano ovviamente state autorizzate dai comandanti dell'esercito americano. L'investigazione di Mazen iniziò quando si accorse che le truppe statunitensi stavano seppellendo nel deserto corpi umani avvolti nel nylon. Inizialmente pensava che fossero corpi iracheni. Prese a studiare le operazioni delle truppe USA, osservando diverse unità americane e carceri militari, cercando di scoprire da dove arrivavano i corpi e se erano iracheni oppure no.

Alla fine trovò una risposta, un mercenario dell'esercito americano gli rivelò che i corpi sepolti non erano iracheni, ma mercenari americani a cui era stata promessa la green card e la cittadinanza statunitense, in cambio del servizio nelle forze armate. Inoltre, sempre da questa fonte, seppe che molti dei corpi sepolti erano di americani uccisi in combattimento. Mazen era riuscito a filmare le operazioni dell'esercito americano, e le loro fosse comuni segrete. Aveva una grande esperienza come giornalista in zone di conflitto e in situazioni di pericolo. Nella nostra città, Hebron, aveva descritto le unità israeliane Duvdevan, che sono essenzialmente le "squadre della morte" dell'esercito israeliano, che normalmente non possono essere filmate. Quando capì che cosa gli Americani stavano facendo nel deserto, mantenne il segreto. Ma le unità dell'intelligence dell'esercito americano avranno temuto che Mazen potesse rivelare la notizia delle sepolture segrete, esponendo il Pentagono e il suo esercito al pericolo di un grande scandalo. L'esercito USA si vanta di rimpatriare sempre le proprie salme; la società americana si sarebbe sicuramente indispettita se l'esercito avesse mancato di rispetto ai propri combattenti, nonostante molti di loro fossero mercenari. Questa vicenda avrebbe anche potuto spingere gli stranieri a pensarci due volte prima di arruolarsi come mercenari nell'esercito americano.

Negli ultimi giorni, Mazen si era accorto che l'esercito americano li stava osservando. Dieci giorni prima della sua morte, aveva telefonato alla sua famiglia a Hebron dicendo che sentiva la sua vita in pericolo a causa di questa vicenda, e promise che sarebbe tornado a casa non appena avesse concluso la ricerca. Domenica 17 agosto 2003, a mezzogiorno, in una bella giornata di sole, Mazen Dana è stato assassinato dall'esercito Americano fuori dalla prigione di Abu Ghraib, dove gli era stato prima dato il permesso di filmare. Secondo il mio collega, Nael al-Shyoukhi, che era con Dana quando fu assassinato, il personale dell'esercito americano della prigione conosceva il gruppo che stava facendo le riprese. Al-Shyoukhi diceva che avevano chiesto il permesso di intervistare un ufficiale, ma gli era stato negato. I soldati avevano controllato i loro documenti di identità ed erano a conoscenza della loro missione e delle loro intenzioni. Nael Al-Shyoukhi ha detto: "dopo aver filmato siamo andati in auto per andare via, quando si è avvicinato un convoglio guidato da un carro armato e Mazen è uscito di nuovo dalla macchina per filmare. Io l'ho seguito e Mazen ha percorso tre o quattro metri. Ci potevano vedere chiaramente. Il soldato sul carro armato ha fatto fuoco su di noi. Io mi sono gettato a terra. Ho sentito Mazen. L'ho visto urlare e toccarsi il petto con la mano coperta di sangue".

La spiegazione del Pentagono: gli ufficiali americani dicono che le truppe hanno scambiato la telecamera di Mazen per una lanciagranate a propulsione (RGP). Questa è chiaramente una menzogna a cui nessuno, nemmeno la persona più ingenua, crederà mai. Come si spiega che le truppe americane posseggono le armi con i sensori tecnologicamente più avanzati, ma non sono in grado di distinguere una videocamera da un lanciagranate a 50 metri di distanza in pieno giorno? Le truppe statunitensi hanno imparato a mentire dai loro amici delle Forze Armate Israeliane? Questo assassinio era premeditato dalle truppe americane per tenere la gente all'oscuro le loro attività criminali, che Mazen aveva scoperto e avrebbe reso pubbliche.

Quando ho ricevuto la notizia di Mazen Dana, ho pensato che ci fosse in qualche modo lo zampino dell'esercito israeliano. Mazen Dana aveva creato difficoltà all'occupazione israeliana non poche volte. Le forze di occupazione israeliane avevano mirato su Dana più volte durante questa Intifada, anche prima del periodo "pacifico". Le forze armate israeliane gli avevano sparato una volta nel 1998 a Hebron, insieme al suo collega Nael Al-Shyioukhi. Mazen Dana aveva denunciato i quotidiani crimini di assassini e stragi collettive a Hebron e nei Territori Occupati. Gli avevano sparato di nuovo nel 2001. Gli israeliani evidentemente auspicavano che non tornasse a Hebron dall'Iraq.

Tutti i Palestinesi sanno che il Pentagono e il Ministero della Difesa Israeliano collaborano strettamente. Forse non ce ne accorgiamo, ma i soldati dell'esercito israeliano che ci uccidono usano pallottole americane, granate americane, razzi e missili americani, aeroplani e elicotteri militari americani. Gli USA forniscono continuamente Israele di armi e equipaggiamento di sterminio altissimamente sviluppati, del valore di 2 miliardi di dollari all'anno. Israele riceve un supporto militare dagli USA più elevato di qualsiasi altro paese. Un quarto del bilancio dello stato ebraico è fornito direttamente dagli Stati uniti. I soldati americani hanno anche istruito quelli Israeliani a fare incursioni nel campo profughi di Jenin e in altre città, hanno insegnato loro ad uccidere, assassinare, scovare i "ricercati", hanno insegnato loro le cosiddette "tecniche anti-insurrezione". Hanno anche proposto al Ministro dell'Autorità Palestinese Muhammad Dahlan di istruire le sue forze a fare lo stesso. Così in breve tempo potrebbero essere le forze dell'Autorità Palestinese anziché quelle israeliane, a trovare e uccidere i Palestinesi ricercati.

Quando telefonai a Hebron per fare le condoglianze alla famiglia di Mazen Dana e per informarmi sulle circostanze della sua morte, mi parlarono della sua ricerca in Iraq sulle sepolture segrete dei soldati americani nelle fosse comuni nel deserto. Questo mi fece preoccupare per l'altro mio collega, Nael Al-Shyioukhi, che era ancora in Iraq. Per questo ho preferito non raccontare questa storia fino a che lui non fosse tornato a casa al sicuro a Hebron. Mazen Dana teneva corsi di letteratura inglese all'Università di Hebron. Quando studiava all'Università era un membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Per queste ragioni era tormentato e preso di mira dalle forze dell'occupazione israeliana, anche dopo aver abbandonato il suo attivismo politico. Durante la prima Intifada avevo lavorato con lui per un breve periodo, come corrispondente per la Radio Voice of Palestine, a Gerusalemme. Poi avevo continuato a lavorare con il quotidiano Al Fajir, e Dana aveva poi lavorato con altre agenzie di informazione. Fu indagato più volte per conto dell'amministrazione civile Israeliana ad Hebron. Diventò un attivista per la pace dopo la firma dell'Accordo di Oslo del 1993, quindi divenne membro dell'Ala di Pace di Al Fatah. Lavorava da dieci anni come cameraman per la Reuters, per testimoniare il conflitto a Hebron, la sua città. Mazen Dana e Nael Al-Shyoukhi lavoravano insieme da otto anni quando Mazen è stato ucciso, Domenica scorsa.

Le unità d'intelligence dell'occupazione israeliana avevano continuato a considerare Mazen Dana come un membro del partito del Fronte Popolare, anche se aveva interrotto le attività con loro, e non gli concedevano la tessera della Stampa del Governo Israeliano, né il permesso di raggiungere l'ufficio della Reuters a Gerusalemme. Dana fu attaccato più volte da coloni e soldati israeliani a Hebron. Nel Maggio del 2000, Dana fu ferito alla gamba con una pallottola rivestita di gomma mentre filmava giovani palestinesi che lanciavano pietre verso l'area H2 di Hebron, sotto il controllo Israeliano. Dana fu arrestato centinaia di volte. Nel 1997 Dana fu arrestato perché stava filmando i soldati delle Forze Armate Israeliane che stavano arrestando me durante un incidente sul confine del ponte Halhol; qui i soldati israeliani avevano causato la morte di un bimbo di 9 anni, perché gli avevano impedito di raggiungere l'ospedale a Hebron durante un coprifuoco imposto sulla città, in periodo di pace.

Nel 2002 Dana aveva fondato la "Casa del Giornalista" ad Hebron, nonostante gli attacchi quotidiani e le continue minacce di arresto rivolte dall'esercito israeliano a tutti i giornalisti di Hebron. L'ultima volta che incontrai il mio collega Mazen Dana fu alla fine di maggio 2002, nella casa del nostro collega Hossam Abu Allan, un fotografo dell'Agence France-Presse (AFP) che era stato arrestato ed imprigionato dall'esercito israeliano per cinque mesi senza un'accusa e senza un processo. La stessa notte, alle 22:30, Mazen mi accompagnò con la sua jeep al monte di "Al-Beweareh" per filmare carri armati delle Forze Armate Israeliane, 54 carri armati stavano arrivando a Hebron sulla Strada n.60 perché l'esercito si stava preparando per rioccupare la città di Hebron, l'area H1, normalmente sotto il controllo dell'Autorità Palestinese.

Mazen Dana aveva un'enorme esperienza come cameraman televisivo, e conosceva le avversità e le dure condizioni del lavoro di giornalista sotto occupazione militare. A Hebron ha lasciato sua moglie e quattro figli splendidi. Ha lasciato anche una coraggiosa esperienza giornalistica storica e un'eredità per tanti giornalisti, dopo di lui. Per la maggior parte della gente, la sua morte non è che un ulteriore segno del vile comportamento criminale della banda che ha il potere al Pentagono. A noi che lo conoscevamo e che abbiamo lavorato con lui, mancherà tantissimo, stimato collega, amico, membro della famiglia e della comunità.

Fonte: http://members.aon.at/hpkr/kawther/K20030819A.html

After Kawther was forced by the Israeli occupation forces to leave her home in Palestine, she fled to Vienna, Austria, where she is currently living as a refugee. Kawther started her online diary in October 2001 while still living in Palestine, where she worked as a journalist.