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LA NUOVA DESTRA EVERSIVA

Intervista con SAVERIO FERRARI,
dell' "Osservatorio democratico sulle nuove destre"
di Mimmo Gerardini per Ecomancina

 

Il 21 febbraio a Monticelli d’ Ongina Ecomancina e la Federazione P.R.C. di Piacenza hanno organizzato un incontro-dibattito dal tema:

"Dalla stagione delle stragi alla nuova destra eversiva"

Sono intervenuti:

Paolo Bolognesi presidente "Associazione "2 agosto ‘80" e dell’ "Unione Familiari Vittime per Stragi"

Saverio Ferrari dell’ "Osservatorio Democratico sulle nuove destre"

Di quest’ultimo proponiamo una breve intervista e, l’articolo "L’arcipelago nero" che è un interessante lavoro di mappatura della destra radicale presente oggi in Italia.

 


da sinistra: Saverio Ferrari, Mimmo Gerardini, Francesco Barilli, Paolo Bolognesi

 

 

Mimmo Gerardini
Cos’è e come nasce l’"Osservatorio democratico sulle nuove destre e quali sono i suoi fini?

 

Saverio Ferrari
L’"Osservatorio" nasce alla fine del 1999, pochi mesi prima l’inizio dell’ottavo processo per la strage di Piazza Fontana, apertosi a Milano nel febbraio del 2000.

Tra le sue finalità iniziali, la documentazione e l’approfondimento riguardo agli esiti emersi nelle nuove indagini, condotte in questi ultimi anni dalla magistratura, sulle stragi fasciste degli anni ’60 e ’70. Oltre a Piazza Fontana si sono, infatti, riaperti anche altri processi. Ricordo quelli per la strage del 17 maggio 1973 davanti alla Questura di Milano e quello per la strage del 28 maggio 1974 a Brescia.

Strada facendo l’"Osservatorio" ha allargato progressivamente la propria sfera d’attenzione, indagando sempre più la realtà odierna delle destre radicali, collegando il passato al presente.

 

M.G.
Da dove traggono origine queste cosiddette "nuove destre"?

 

S.F.
Traggono forza e spazio in quel contesto italiano ed europeo segnato da almeno un ventennio di crisi profonda dei partiti di sinistra, dei sindacati di massa e delle istituzioni democratiche, soprattutto nel loro rapporto con la società civile. In questo quadro anche il venir meno delle tradizionali culture della solidarietà e dell’uguaglianza hanno giocato un ruolo non secondario, in un momento di passaggio verso società sempre più multietniche.

A ciò si aggiunga vent’anni di politiche neoliberiste incentrate sulla flessibilità e la precarizzazione, con il declino di interi gruppi sociali e lo sfaldarsi dello "Stato sociale". Tutto ciò ha oggettivamente costituito la base materiale per la crescita in Europa di una estrema destra populista e razzista che ha teso ad indicare nell’"invasione extracomunitaria" la causa di tutti i mali della società, unitamente all’idea che fossero minacciate di estinzione anche le stesse identità nazionali di ciascun paese.

E’ stato questo il terreno di coltura da cui hanno preso le mosse tutti i più recenti partiti di estrema destra, da Le Pen a Haider, fino alla Lega Nord di Bossi. Con essi, parallelamente, si è assistito alla ripresa delle destre neofasciste e neonaziste.

 

M.G.
Su quali fasce di popolazione fanno leva queste formazioni per aumentare i loro simpatizzanti e quali dimensioni ha il fenomeno?

 

S.F.
Il voto che premia i partiti delle destra populista e razzista in Europa è spesso di estrazione popolare e operaia. Mi pare questo il fenomeno più preoccupante a cui prestare attenzione, segno di una crisi di egemonia ancora in corsa da parte delle sinistre nei confronti dei propri tradizionali referenti sociali.

I giovani delle grandi periferie urbane rappresentano invece il bacino verso cui si indirizzano principalmente gli sforzi delle destre neofasciste e neonaziste. Alcuni quartieri particolarmente degradati e le curve degli stadi, non a caso, diventano sempre più i luoghi di possibile reclutamento. Siamo certamente di fronte a fenomeni ancora circoscritti, ma potenzialmente assai pericolosi.

 

M.G.
Quale l’eredità politica-culturale delle formazioni di estrema destra degli anni sessanta e settanta?

 

S.F.
Nelle formazioni della destra neofascista e neonazista permane un filo evidente di continuità con il passato, speso incarnato dagli stessi gruppi dirigenti, provenienti in gran parte dalle stesse esperienze degli anni sessanta e settanta. Questo vale pressoché per tutti i gruppi, dal MSI-Fiamma Tricolore fino a Forza Nuova, da Pino Rauti a Roberto Fiore.

Anche l’impasto culturale rimane il medesimo. Identici i riferimenti e i "padri spirituali", a partire da Julius Evola, il principale teorico neonazista italiano.

 

M.G.
Pensi che la presenza nell’attuale governo di forze con tradizione fascista come AN e xenofobe come la Lega Nord, possa far da propellente alla crescita di questi gruppi?

S.F.
L’attuale maggioranza rappresenta un esperimento, forse unico in Europa, di destre plurali al governo senza distinzioni interne tra conservatori e partiti e aree apertamente razziste e neofasciste.

Sistematicamente sono gli esponenti di Alleanza Nazionale e della Lega Nord a fare da ombrello protettivo per i raggruppamenti neonazisti, in particolare in favore di Forza Nuova con cui i rapporti sono ormai strettissimi. Si pensi solo alle numerosissime iniziative pubbliche intraprese in comune negli ultimi mesi proprio dalla Lega Nord e da Forza Nuova.

Oramai la stessa Lega Nord dovrebbe essere catalogata politicamente e "culturalmente" nell’ambito del radicalismo di destra. Nel suo ultimo congresso apertamente ha fatto propri i temi e i contenuti della destra più estrema, mostrando contiguità e aderendo nella sostanza al retroterra culturale caratteristico e più profondo delle organizzazioni neofasciste.

 

M.G.
In conclusione, quale obiettivo strategico si pongono queste formazioni.

 

S.F.
L’area politica di cui stiamo parlando è storicamente attraversata da spinte eversive. Le stesse che ne hanno fatto nel corso degli anni sessanta e settanta uno strumento al servizio della "strategia della tensione" e dei suoi progetti golpisti. Nel contesto attuale, certamente modificatosi rispetto il passato, le propensioni e le pulsioni squadriste e violente della destra radicale si indirizzano diversamente e non si iscrivono in progetti compiuti di rovesciamento delle istituzioni democratiche. Nondimeno colpiscono i militanti dei partiti democratici e della sinistra, le loro sedi, come simbolicamente i monumenti e i simboli eretti alla memoria della lotta di "Liberazione". Colpiscono soprattutto i cittadini extracomunitari, spesso vittime di inaccettabili atti di aggressione fisica.

Non esiste al momento alcun progetto definito, se non il continuo avvelenamento della società attraverso la veicolazione di contenuti e teorie che istigano all’odio razziale e religioso.

La pericolosità delle nuove destre radicali va dunque valutata dentro alla complessiva deriva dell’insieme della destra italiana, attraversata sempre più da spinte razziste e nostalgiche.

 marzo 2003

 

 

 

L’ARCIPELAGO NERO

MAPPA DELLA DESTRA RADICALE OGGI IN ITALIA:
PARTITI, SIMBOLI, LISTE ELETTORALI, MOVIMENTI, CASE EDITRICI, ASSOCIAZIONI CULTURALI, ETICHETTE DISCOGRAFICHE.

Di SAVERIO FERRARI

 

IL MSI-FIAMMA TRICOLORE

Costituita nel gennaio del 1995 da coloro che rifiutarono di aderire alla trasformazione del MSI in Alleanza Nazionale, la "Fiamma Tricolore" rappresenta ancora oggi la realtà più consistente ed organizzata della destra radicale.

Dopo aver inizialmente raccolto tutte le diverse componenti del neofascismo indisponibili a seguire la strada indicata da Gianfranco Fini, ha via via progressivamente perso molti pezzi per strada.

Il primo ad andarsene Giorgio Pisanò ed il suo piccolo gruppo di "Fascismo e Libertà", quindi , nel settembre del 1997, la componente di "Alternativa Nazional Popolare" di Adriano Tilgher e Tomaso Staiti di Cuddia, poi Nicola Cucullo, Sindaco di Chieti, Roberto Bigliardo, deputato europeo, e Marco Valle di Milano, in parte transitati nel "Movimento Sociale Europeo", infine , nel febbraio del 2001, la componente di Nicola Silvestri passata direttamente sotto le insegne del "Fronte Nazionale".

Per certi versi anche "Forza Nuova" ha preso il via da una scissione del "MSI-Fiamma Tricolore" dopo il commissariamento di Rauti del settore giovanile ed il divieto di circolazione per il bollettino "Foglio di Lotta", animato da Roberto Fiore e Massimo Morsello.

Con meno di 5 mila iscritti il MSI-FT vanta una presenza sul territorio nazionale a macchie di leopardo, dispone di un quotidiano "Linea " ( non più di qualche centinaio le copie vendute ) e di un sito-internet.

"Padrone "assoluto del partito Pino Rauti, storico discepolo di Julius Evola e principale fondatore di "Ordine Nuovo", il gruppo di ispirazione neonazista responsabile materiale, secondo diverse sentenze e le indagini ancora in corso svolte dalla Magistratura, di tutte le stragi compiute in Italia dal 1969 al 1974.

Dopo aver conseguito 500 mila voti alle ultime elezioni europee del 1999 ( 1,6%), il "MSI-Fiamma Tricolore" è stato determinante nel 2000 per far vincere il Polo nelle elezioni regionali in Abruzzo e in Calabria.

Il MSI-FT si autodefinisce "nazionalrivoluzionario" e dichiara di ricollegarsi ad una concezione del fascismo "antiborghese e anticapitalista". Si batte per la "difesa dello Stato Sociale", l’uscita dell’Italia dalla NATO e soprattutto contro l’immigrazione, unico vero e reale cavallo di battaglia politico ed elettorale.

Dopo aver dichiarato di presentarsi autonomamente , con proprie liste e candidati, alle elezioni politiche del maggio 2001, ha poi concluso con il Polo patti espliciti di desistenza ( Sicilia) o mascherati ( Lazio, Abruzzo e Umbria), garantendosi in questo modo l’elezione di un Senatore ( Luigi Caruso) nel collegio di Avola.

Nel suo ultimo congresso ( il 3° dalla fondazione ), tenutosi nel febbraio 2002, tra inni al "Duce"e messaggi affettuosi di Jorg Haider, due le decisioni da segnalare: il passaggio di mano di Pino Rauti ( ritiratosi nel ruolo di presidente del partito) in favore di un nuovo segretario nazionale ( Luca Romagnoli) e soprattutto il varo di una "nuova tattica politica" incentrata sull’alleanza elettorale con la "Casa delle Libertà", suggellata nelle elezioni parziali amministrative del 26 maggio scorso con un accordo in più della metà dei Comuni in cui si votava, quasi tutti al sud.

IL "FRONTE SOCIALE NAZIONALE"

Nato da una scissione della "Fiamma Tricolore" non raccoglie più di qualche centinaio di aderenti. In analogia con il "Front National" di Le Pen ( di cui intendeva imitare l’esperienza ) ripropone una sigla ricorrente nella storia del neofascismo italiano. In questo stesso modo si denominava infatti l’organizzazione golpista di Junio Valerio Borghese e così quella di Franco Freda, fondata nei primi anni ’90 e successivamente sciolta per "ricostituzione del partito fascista".

Nel "Fronte Nazionale" ( recentemente trasformatosi nel "Fronte Sociale Nazionale") sono confluite le esperienze ( inizialmente transitate nella "Fiamma" ), di "Alternativa Nazional Popolare" e della rivista "La spina nel fianco" ( risalente al 1992 ).

Quasi inesistente al nord, è riuscito a raccogliere 25 mila voti ( il risultato più eclatante della sua storia ) alle elezioni provinciali di Roma nel 1998 ( 18 mila nella sola capitale ).

Nel 1999 ha subito la scissione della cosiddetta componente "nazionalcomunista" aggregatasi attorno alla rivista "Rosso è Nero "( di cui parleremo più avanti ).

Leader incontrastato Adriano Tilgher, da sempre braccio destro di Stefano Delle Chiaie, oggi formalmente animatore dell’agenzia di stampa "Publicondor" . Altre figure conosciute nell’ambito della destra radicale : Paolo Signorelli ( tra i massimi dirigenti di "Ordine Nuovo" più volte inquisito per omicidio ), Enzo Erra e Rutilio Sermonti ( autore insieme a Rauti di una "Storia del fascismo"in sei volumi.).

Nel programma del FSN la "lotta all’immigrazione" e alla "società multirazziale", l’opposizione al "mondialismo", ed in nome di un’"Europa unificata" l’uscita dell’Italia dalla NATO.

Il "Fronte Nazionale" si è anche fatto promotore, nella primavera del 2000, della costituzione di una casa comune della destra radicale, la cosiddetta "cosa nera", una sorta di "polo autonomo" elettorale.

Data l’indisponibilità di Rauti ha anch’esso deciso di presentare alle elezioni politiche proprie liste nei collegi senatoriali di Lazio, Abruzzo e Sicilia, oltre che candidare lo stesso Adriano Tilgher alla carica di Sindaco di Roma.

RINASCITA NAZIONALE

E’ la più recente fra le formazioni della destra radicale italiana. Nata nel luglio del 2000, si configura come una confederazione di gruppi, testate "nazionalpopolari", centri culturali, gravitanti attorno al quotidiano "Rinascita Nazionale".

Punta dal "basso" alla costruzione di un nuovo soggetto politico. A questo progetto hanno, al momento, aderito riviste come "Uomo Libero", "Orientamenti", "Italicum", "Utopia","Avvento". Coordinatore del movimento e direttore di "Rinascita" una vecchia conoscenza: Ugo Gaudenzi, già fondatore di "Lotta di Popolo", la sigla che dietro il paravento del "nazi-maoismo", a cavallo tra gli anni’60 e ’70, fu utilizzata per operazioni di provocazione ed infiltrazione ai danni della sinistra.

Altri dirigenti di rilievo: Piero Sella (direttore di "Uomo Libero", testata neonazista e antisemita ) e Paolo Zanetov ( ex-"Ordine Nuovo", passato alle cronache per aver confidenzialmente "anticipato" alla propria fidanzata la strage di Piazza Fontana ).

Questi i punti programmatici di "Rinascita Nazionale": costruzione di "un blocco alternativo ai poli di destra e di sinistra ", "blocco dell’immigrazione", "opposizione al mondialismo e alla società multirazziale", "abrogazione della riforma delle Forze Armate", "Europa di popoli-nazione e delle Patrie". Sue anche alcune iniziative pubbliche "negazioniste" dell’Olocausto.

Un ultima nota sul simbolo: dopo aver riprodotto, senza grandi variazioni, lo stemma delle SS italiane ha recentemente ripiegato su una più tradizionale folgore, già emblema di Jeune Europe ( una delle più importanti "Internazionali nere" degli anni ’60).

FORZA NUOVA.

Rappresenta in questi anni l’organizzazione emergente nel campo della destra radicale. Fondata nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello ( condannati per associazione sovversiva e banda armata, a lungo latitanti a Londra fino alla prescrizione dei reati), si ripropone come reincarnazione di "Terza Posizione", raggruppamento eversivo della seconda metà degli anni ’70.

"Forza Nuova" , come TP ancor prima, si ispira alla "Guardia di Ferro" movimento ultracattolico e antisemita, nato in Romania negli anni ’30, da cui anche simbolicamente trae la data della propria costituzione : il 27 settembre, giorno di San Michele Arcangelo, protettore dei "guardiani" rumeni.

In bilico fra richiami al fascismo storico ( " Le leggi sociali fasciste furono la luce del mondo" ) e al tradizionalismo cattolico ( sua l’idea di trasformare la croce celtica da simbolo pagano in emblema della cristianità ), punta a costruire un vero e proprio partito. Per il momento ha aggregato solo alcune piccole schegge sparse dell’area radicale ( dalla "Fiamma Tricolore"e dal "Fronte", ma anche da "Alleanza Nazionale" ) e soprattutto gran parte delle vecchie e disperse bande di nazi-skin, che costituiscono in realtà la sua attuale base militante. Dispone di numerose sedi e, come è noto, di notevoli mezzi finanziari derivanti dalle mai chiarite ( nonostante solenni promesse sempre andate deluse ) attività commerciali e imprenditoriali impiantate in Inghilterra.

Nel solco del tradizionalismo cattolico più estremo "Forza Nuova" pone in cima al proprio programma l’ abrogazione delle leggi abortiste e la difesa della "famiglia", oltre al ripristino del Concordato fra Stato e Chiesa del 1929.

Cercando di far sua lezione di Haider e di altri movimenti populistici del nord Europa si erge a difesa delle tradizioni religiose e culturali minacciate dall’ invasione extracomunitaria. Strettissimi anche i rapporti con altri movimenti cattolici "tradizionalisti", in particolare "Militia Christi".

Tra i suoi dirigenti, non a caso, alcuni anziani protagonisti dell’oscurantismo cattolico più intransigente come Piero Vassallo, autore tra l’altro nel 1959 di un saggio in difesa dei criminali nazisti processati a Norimberga. Ultimamente recluta anche vecchi arnesi provenienti direttamente dalla "strategia della tensione" come Mario Di Giovanni ( una vecchia militanza in "Avanguardia Nazionale" ) e Nico Azzi ( autore della famosa fallita strage sul treno Genova-Roma del 7 aprile 1973 ).

"Forza Nuova" mantiene rapporti di "fratellanza" con altre formazioni a livello europeo, in particolare con il NPD tedesco e la "Falange" spagnola. E’ in questo panorama, forse l’unica realtà a porsi seriamente il nodo delle relazioni internazionali.

Impresentabile per il Polo, dopo la bomba di Andrea Insabato alla redazione de "Il Manifesto", nel dicembre 2000, FN ha tentato la carta della presentazione autonoma alle elezioni politiche, candidando suoi esponenti nei collegi senatoriali in alcune regioni ( Lombardia, Veneto, Lazio e Campania ), oltre che alle amministrative di Roma e Milano . Deludentissimi i risultati. Ora ci riprova sperimentando l’unità d’azione con l’europarlamentare Mario Borghezio e i suoi "volontari verdi". Una convergenza che ha già portato a numerose iniziative in comune, da Milano a Roma.

IL MOVIMENTO NAZI-SKIN.

Gran parte delle bande di nazi-skin si sono mosse in questi anni all’ombra di "Forza Nuova" che, in questa veste, ha anche tentato di riciclare il vecchio progetto di "Base Autonoma".

L’iniziativa di "Base Autonoma", intrapresa agli inizi degli anni ’90, passò attraverso la costruzione di alcune associazioni ( il "Veneto Front Skinheads" e "Azione Skinhead" a Milano ), un centro di coordinamento ( "Skinheads d’Italia" ) ed il rapporto con alcune formazioni della destra radicale ( in particolare il "Movimento Politico" di Maurizio Boccacci ).

Ancora attivo ( dopo l’intervento della Magistratura che nel ’93 e nel ’98 portò allo scompaginamento di "Base Autonoma" e di "Hammerskinhead"), è il "Veneto Front Skinheads", fra l’ altro promotore nel settembre 2000 della manifestazione a Cernobbio ( ripresa con grande evidenza dalla stampa nazionale ) contro l’annuale convegno degli industriali. Il "Veneto Front Skinheads", dopo essere stato negli anni ‘80 lo strumento principale per la rottura su basi razziste e naziste del composito fenomeno skinhead, riconosce esplicitamente come propri riferimenti: Julius Evola e Alfred Rosenberg ( il teorico della razza nel "Terzo Reich" ), l’OAS, la rumena "Guardia di Ferro" ed il Ku-Klux-Klan.

Il movimento nazi-skin, indipendentemente dai rapporti politici intrattenuti con le formazioni della destra radicale, continua a manifestare una propria autonomia e a ritagliarsi uno specifico circuito con forti legami a livello internazionale.

Muovendosi da sempre in ambito giovanile , assegna alla presenza nelle tifoserie ultrà, nelle curve degli stadi, e soprattutto alla musica, attraverso propri gruppi, una funzione essenziale sia aggregativa che di veicolazione di contenuti razzisti.

E’ proprio attraverso la musica che ancor oggi, vengono mantenuti i rapporti con le realtà degli altri paesi. Il network principale è rappresentato dal "White Power Rock", insieme di organizzazioni politiche, gruppi musicali, bande metropolitane giovanili, etichette discografiche, a livello mondiale.

I "COMUNITARISTI" ED I FILO-ISLAMICI.

E’ questa un’area assai variegata e complessa. Si passa dalle riviste "Orion" e "Aurora" , alla rete italiana dei "circoli comunitaristi", per finire alla "Comunità Politica di Avanguardia" di Trapani.

Il comune denominatore di questo micro-universo è l’idea, da un lato, della necessità del ritorno alle origini "rivoluzionarie", di "sinistra" del fascismo e del nazismo ( alle sue componenti "socialiste" ), e dall’altro, il sostegno politico ai movimenti antimperialisti, fino a scoprire nell’integralismo islamico uno strumento di lotta al cosiddetto "mondialismo".

E’ in particolare la rivista "Orion", animata da Maurizio Murelli ( condannato per la morte di un agente di Polizia avvenuta a Milano il 12 aprile del 1973, dilaniato da una bomba a mano lanciata durante una manifestazione della "Maggioranza Silenziosa" ), a sostenere un ruolo di primo piano nel collegamento e nel dialogo fra le diverse anime di quest’area.

Tra le figure più accreditate: Claudio Mutti, già fondatore dei comitati per la scarcerazione di Freda, proprietario della casa editrice "Edizioni del Veltro", indagato più volte nell’ambito di fatti eversivi, protagonista di diversi tentativi di infiltrazione a sinistra, autore di "Nazismo e Islam" ( in cui venivano esaltate le gesta della 13° Divisione SS mussulmana della Bosnia –Erzegovina ). Da anni Claudio Mutti si dichiara convertito all’islamismo.

I "circoli comunitaristi", dal canto loro, provengono dall’esperienza della rivista "Rosso è Nero" interna al "Fronte Nazionale" di Tilgher. Dopo essersene scissi, si sono presentati per qualche tempo come sezione italiana del "Partito Comunitarista Nazional-Europeo", vecchia creatura di Jean Thiriart, ex-combattente SS condannato per collaborazionismo, divenuto a partire dagli anni ’60 una delle personalità principali nell’ambito del neonazismo europeo nel secondo dopoguerra. Teorico del "comunitarismo", come "superamento in avanti del nazismo e del comunismo" ( depurato ovviamente da Marx ) Jean Thiriart ha fondato più di un ‘ internazionale nera, tra le altre "Jeune Europe", che in Italia originò prima "Giovane Europa" e poi "Lotta di Popolo". Sua la frase:"Il plastico sarà il megafono dell’anticomunismo nella seconda metà del ventesimo secolo".

I "circoli comunitaristi" si sono sempre rifiutati di farsi collocare a destra, cercando con una certa insistenza di "infiltrarsi" nel movimento no-global, prima come "Unione dei Comunisti Nazionalitari" ed ora sotto la sigla di "Socialismo e Liberazione". Esattamente come provò a fare "Lotta di Popolo" nel 1969 nel movimento studentesco di Roma. Si tratta con tutta evidenza di un gruppo di provocatori che per rendere credibile la propria opera di camuffamento attinge a piene mani dalla simbologia della sinistra. Sui loro siti-internet è possibile leggere contemporaneamente scritti di Marcos e Che Guevara, di Mussolini e Nietzche.

I CATTOLICI TRADIZIONALISTI.

E’ il concetto di "tradizione" da sempre il terreno unificante e di incontro fra le diverse anime della destra radicale. In quanto richiamo ad un passato di "valori assoluti e soprastorici", capace di "consacrare" tutte le diverse "aristocrazie del passato" ( non importa dove esse affondino le proprie radici, se nel "Sacro Romano Impero" o nella mitica "Roma arcaica" ), in esso tendono a riconoscersi tanto le correnti pagane quanto quelle tradizionaliste cattoliche.

In nome del rifiuto del "mondo moderno", della "democrazia e dell’egualitarismo", le componenti ultracattoliche si sono in questo modo spesso intrecciate con l’articolato arcipelago neofascista.

Così è da sempre. In Italia fin dai primi gruppi terroristici del dopoguerra, dai FAR ( Fasci di Azione Rivoluzionaria ) che vedevano al proprio interno noti personaggi dell’ultracattolicesimo anticomunista, per passare agli epigoni di monsignor Léfebvre, per finire ad oggi all’influenza che il tradizionalismo cattolico esercita nei confronti di formazioni come "Forza Nuova".

L’associazione di gran lunga più importante e longeva, in questo mondo, è certamente "Alleanza Cattolica". Fondata negli anni ’60 da Giovanni Cantoni ( amico di Freda ) e Agostino Sanfratello ( oggi dalle parti di "Forza Nuova"), AC è in realtà da sempre la sezione italiana della brasiliana "Tradizione, Famiglia, Proprietà" ( la "TFP" ), espressione delle gerarchie cattoliche più retrive in Brasile, animatrici in quel paese e successivamente nell’America Latina di un movimento anticomunista in difesa della grande proprietà terriera.

Di "Alleanza Cattolica" se ne parlò a lungo sulla stampa italiana negli anni ’70 per presunti finanziamenti provenienti dalla CIA. Il simbolo è rappresentato dall’aquila nera di San Giovanni con al centro il Sacro Cuore della Vandea. Al suo interno la carica massima di "reggente", tanto per dire, viene svolta "in nome e per conto della Madonna"(!). I suoi aderenti lottano per l’"instaurazione cristiana dell’ordine temporale" e si definiscono senza mediazioni "controrivoluzionari", individuando nella rivoluzione francese il principale processo storico di "scristianizzazione" all’origine di tutti i mali del tempo presente ( dal suffragio universale , al Parlamento, ai partiti, all’eguaglianza formale ), in una parola della "modernità".

Tra i suoi associati: Alfredo Mantovano già della segreteria nazionale di "Alleanza Nazionale" ed ora sottosegretario agli interni nel governo Berlusconi, Marco Respinti, a lungo responsabile della pagina culturale de "Il Secolo d’Italia", gli avvocati Mauro Ronco e Benedetto Tusa, difensori nel processo per la strage di Piazza Fontana rispettivamente di Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni.

Accanto ad "Alleanza Cattolica" un posto di rilievo viene occupato dal "Centro Lepanto", nato da una scissione proprio di "Alleanza Cattolica" nel 1982 ( sue le battaglie più virulente contro l’omosessualità e l’ "invasione islamica"), da "Militia Christi" ( impegnata in campagne contro i commercianti ebrei ) e dalla storica "Fraternità di San Pio X" fondata da Léfebvre ( presente non meno di tre anni fa a Torino accanto all’On. Borghezio della Lega Nord per "benedire" l’avvio della raccolta delle firme per il referendum contro la legge sull’immigrazione ).

Va certamente ricordato come dopo Roma sia la città di Verona il centro principale di irradiazione, su scala italiana, di raggruppamenti cattolico-tradizionalisti. Qui, più che altrove, strettissimo è il rapporto con la Lega Nord, e Alleanza Nazionale. A volte un insieme indistinto.

RIVISTE E CASE EDITRICI.

Tra le riviste, oltre alla già citata "Orion", occupa un posto di riguardo "Uomo Libero" diretta da Piero Sella. Attiva da 20 anni circa, ha rappresentato nell’ultimo decennio in Italia la cassa di risonanza del movimento negazionista dell’Olocausto e dei campi di sterminio. Ha in questo senso svolto un ruolo guida riguardo l’intera area della destra radicale.

Tra le principali case editrici, per vastità di catalogo, continuità e presenza editoriale, vanno sicuramente annoverate: le "Edizioni Settimo Sigillo", la più importante ( 300 titoli in catalogo, venti collane, edita anche la rivista revisionista "Storia e verità"); le "Edizioni AR", fondata nel 1964 da Franco Freda ( zeppe di testi antisemiti e negazionisti ); la "Società Editrice Barbarossa" ( collegata ad "Orion" ); le "Edizioni del Veltro" di Claudio Mutti.

Di rilievo anche le "Edizioni Mediterranee", dirette da Gianfranco De Turris, impegnate in questi ultimi anni nella ristampa delle opere principali di Julius Evola ( De Turris è anche il presidente della stessa "Fondazione Evola" ).

ETICHETTE DISCOGRAFICHE.

Due le realtà degne di menzione: "Rupe Tarpea" ( agenzia di produzione e commercializzazione romana ) e la "Tuono Records" ( casa discografica fondata alla fine degli anni ’80 nell’ambito del "Veneto Front Skinheads").

Attraverso il sito di "Perimetro", legato a "Rupe Tarpea", è possibile ascoltare, tra le tante, anche le canzoni di Massimo Morsello ( una è dedicata all’ex-generale delle Waffen-SS e criminale nazista Léon Dégrelle ) , come di diversi gruppi dai nomi inequivocabili: "Intolleranza", Corona Ferrea" e "Hyperborea".

Una segnalazione: la "Tuono Records" produce il gruppo musicale dei "270 Bis". Il cantante, Marcello De Angelis ( già esponente di "Terza Posizione"e a suo tempo condannato per "associazione sovversiva"), è attualmente anche il direttore della rivista "Area", mensile della destra sociale di "Alleanza Nazionale". Il pezzo forte dei "270 Bis", manco a dirlo, una canzone dal titolo "Claretta e Ben", dedicata alla Petacci e a Mussolini. Una strofa: " ..io ho il cuore nero e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero".

CONTRO IL MONDIALISMO.

Pur frammentato e diviso l’arcipelago nero, non deve trarre in inganno, si muove nella stessa direzione.

Ultimamente è il tema della lotta al "mondialismo" a tenere insieme tutte le sue diverse articolazioni. Il termine "mondialismo" potrebbe facilmente indurre ad alcuni fraintendimenti. In realtà niente a che vedere con le analisi sulla globalizzazione, neanche un lontano parente. Con questo concetto la destra radicale si riferisce infatti ad una "strategia per il dominio mondiale" perseguita, attraverso il capitalismo, dalle "lobbies ebraiche e dai circoli sionisti". Un complotto per "mescolare" e distruggere le "razze".

Davvero nulla di nuovo sotto il sole.

SAVERIO FERRARI