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DISTRATTI DALLA LIBERTA’

Recensione del nuovo libro di LORENZO GUADAGNUCCI
(Altreconomia – Terre di Mezzo – Berti 56 pp. - euro 5,00)

di Francesco Barilli

 

Di Lorenzo Guadagnucci noi di Ecomancina abbiamo già parlato: a questo link (http://www.ecomancina.com/noidelladiaz.htm) trovate la recensione del suo precedente libro ("Noi della Diaz") e l’intervista che gli feci pochi giorni prima della sentenza di archiviazione disposta per i 93 "ragazzi della Diaz", accusati di atti di resistenza nei confronti delle forze dell'ordine durante l’irruzione avvenuta alla scuola "Diaz" nella notte fra il 21 e il 22 luglio 2001, in occasione del G8 di Genova. Per coloro che non lo conoscessero, ricordo ancora che Lorenzo Guadagnucci è il giornalista della redazione economica del Resto del Carlino e collaboratore della rivista AltrEconomia (oggi anche membro fondatore del Comitato "Verità e Giustizia per Genova") vittima di quella vergognosa "perquisizione", che lo portò al ricovero all’ospedale Galliera.

Prima di occuparci del suo secondo libro, "Distratti dalla Libertà", devo fare una premessa: pochi giorni dopo la notizia dell’archiviazione, decisi di cercare alcune reazioni alla notizia. In un forum di un sito internet di "controinformazione" trovai aperto un dibattito conseguente proprio un commento di Guadagnucci. Ricordo che tra i partecipanti al forum, che pure parlavano con stima e rispetto di Lorenzo, ci fu qualcuno che lo definì "un moderato, un illuso che si ostina a credere nelle istituzioni" (la citazione può essere imprecisa sulle parole, ma non sul contenuto). In occasione dell’articolo-intervista conseguente a "Noi della Diaz" anch’io parlai dei toni pacati che usava l’autore, ma non lo feci certo sotto forma di critica. Lorenzo userà anche un linguaggio "moderato" nei modi, ma nella sostanza è uno dei testimoni dei giorni di Genova che parla con maggiore chiarezza e senza troppi giri di parole del rischio di una svolta autoritaria nel nostro Paese.

Già nel precedente articolo ho detto di come Lorenzo voglia "staccarsi" dalla brutta esperienza personale vissuta alla Diaz. Durante le proprie testimonianze (siano esse lasciate sotto forma di articoli, libri o direttamente in dibattiti aperti al pubblico) sembra essere ben contento di lasciare meno spazio possibile alla sua vicenda e non sembra minimamente interessato al fatto che la sua esperienza alla Diaz lo abbia reso uno dei "simboli del dopo Genova" e una delle voci del Movimento in generale; anche il suo impegno nel Comitato Verità e Giustizia non è per nulla indirizzato ad ottenere rivendicazioni personali.

In "Distratti dalla libertà" ho ritrovato, con sincero piacere, la stessa sensazione che ho provato leggendo "Noi della Diaz": a dispetto della lunghezza esigua (una cinquantina di pagine), si tratta di un’analisi completa ed approfondita, e come dicevo in precedenza moderata nei toni quanto franca e diretta nei contenuti, del rapporto fra "società civile" e forze dell’ordine; un rapporto già difficile e complesso per la propria natura intrinseca, divenuto ancora più complesso e difficile dopo Genova e, soprattutto, dopo che i vertici dello Stato non hanno saputo/voluto prendere le distanze da certi comportamenti (cercando, anzi, di seppellire le indagini sotto un mare di silenzi e falsità).

Nonostante questo sicuramente ci sarà qualcuno che bollerà ancora Guadagnucci come "un moderato"… E’ un peccato constatare come anche nel Movimento ci sia chi è talmente abituato ad un giornalismo superficiale ed urlato da non apprezzare chi tenta analisi più meditate…

 

Guadagnucci è uno dei pochi a tracciare con lucidità (e non con la sola forza di un’istintiva e per molti versi condivisibile rabbia) un filo che unisce gli avvenimenti di Genova con quelli precedenti di Napoli o con altri meno noti, successivi e ritenuti (a torto) marginali in quanto non connessi a manifestazioni pubbliche (tipo l’uccisione di Davide "Dax" Cesare avvenuta a Milano nel marzo scorso). E lo fa con lucidità proprio perché abbandona la tentazione di rifarsi a stereotipi ai quali una parte del Movimento vorrebbe abbandonarsi, forse inconsciamente: la tentazione di vedere a tutti costi nella polizia una connotazione fascista intrinseca ed inevitabile che la rende un nemico naturale "a prescindere" (come direbbe Totò…) e non un interlocutore dal quale pretendere il rispetto delle regole dello stato civile.

Guadagnucci è anche uno dei pochi a fornire una chiave di lettura corretta dei giorni precedenti il Forum Sociale Europeo di Firenze (novembre 2002). In quell’occasione vivemmo mesi di allarmi lanciati da destra che evocavano il pericolo di una Firenze messa a ferro e fuoco da gruppi di teppisti. Dopo la perfetta riuscita delle manifestazioni, accanto a stucchevoli apprezzamenti per la gestione delle forze dell’ordine arrivarono anche dei "buffetti sulle guance" ai manifestanti, dimostratisi nell’occasione (sempre a detta di "autorevoli" commentatori vicini alla "casa delle libertà") più responsabili di quanto fossero stati a Genova. L’autore di "Distratti dalla libertà" punta il dito contro gli allarmismi precedenti Firenze, dicendo che in quel frangente politici e giornalisti che si sono prestati a questo gioco hanno sostenuto una visione distorta dei giorni di Genova. Gli allarmi lanciati, gli inviti ai manifestanti a "non ripetere quanto messo in atto a Genova" sono serviti a consolidare maggiormente questa immagine del G8 genovese: un’occasione in cui, accanto a sporadici eccessi da parte delle forze dell’ordine, migliaia di teppisti hanno sfruttato contiguità col Movimento per mettere in atto gratuite azioni di vandalismo (un’immagine falsa e, purtroppo, già sedimentata nell’opinione pubblica).

Guadagnucci apre lo sguardo anche a fatti in apparenza slegati a quella che sembrerebbe "solo" una linea di repressione del cosiddetto "movimento dei movimenti", accennando all’involuzione avvenuta in molti paesi occidentali in materia di tutela dei diritti civili. Seguendo questo solco troviamo il famigerato Patrioct act dell’amministrazione USA, le misure antiterrorismo imposte in altri Paesi, ma anche il nostrano provvedimento sulla violenza negli stadi. Tutti questi casi, pur inquadrabili in contesti diversi, attestano una linea comune: sono tutti casi in cui "… la promessa di maggiore sicurezza è motivo sufficiente per accettare, a volte addirittura per invocare, significative limitazioni dei diritti civili… Il tutto avviene con il consenso almeno apparente della cittadinanza, e in assenza di reali riscontri sull’esito dei provvedimenti".

 

"Distratti dalla Libertà" lo potete trovare, come gli altri libri di AltrEconomia, in libreria, nelle botteghe del commercio equo e solidale e per strada, coi venditori di "Terre di mezzo".

È possibile inoltre riceverlo a casa facendo un versamento sul c.c.p. 14008247 intestato a "Altra Economia Ed." p.zza Napoli 30/6, 20146 Milano, indicando nella causale il titolo del libro che si vuole acquistare, l'indirizzo cui inviarlo e aggiungendo 1 euro per le spese di spedizione.

Per accelerare i tempi si consiglia di inviare copia del versamento effettuato via fax (02-48.95.30.31).

I ricavati delle vendite di "Distratti dalla Libertà" andranno al Comitato Verità e Giustizia per Genova.

 

Francesco Barilli, di Ecomancina