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La favola di Arturo e Zoe

OVVERO : Il nucleare, una favola d’altri tempi trascinata fino ai nostri

di : Il formichiere

Quando nacque Arturo, detto il buono, si era negli anni 60. Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80, era cresciuto a sufficienza e fu messo a lavorare. Produceva calore con il quale si faceva il vapore. Il vapore faceva girare grandi turbine e da lì nasceva l’energia elettrica. Nato a Caorso, Arturo era destinato a finire i suoi giorni altrove. Lo dicevano tutti fin dalla sua nascita. Avrebbe trovato la sua Zoe, con la quale sarebbe rimasto per sempre. Sembra una favola e forse la è. Perché ce l’hanno sempre raccontata così. La favola del nucleare che avrebbe dato tanta energia a tutta l’Italia. Arturo, il reattore buono, si sarebbe poi ricongiunto alla sua Zoe, la centrale di raccolta delle scorie, ed a Caorso i bambini avrebbero giocato su un bel prato verde.

Una favoletta che, come tutte le favole, deve fare i conti con la realtà. Le favole le raccontano le nonne ai bambini e le nonne sono bravissime a trovare ogni rimedio perché la favola finisca bene.

Ma quando le nonne sono i governi le cose diventano più difficili. Quando iniziò la favola del nucleare nessuna nonna aveva ancora trovato il rimedio per fermarlo. Ma la favola era troppa bella per non raccontarla. Purtroppo era anche troppo bella per essere vera. Oggi Arturo, addormentato da decenni, è ancora là e nessuna principessa potrà mai risvegliarlo con un bacio. Ma il suo corpo è inavvicinabile. Ogni pezzetto del suo corpo è pericoloso. La sue ultime razioni di cibo gli sono rimaste sullo stomaco. Guai a toccarle.Chi aveva raccontato la favola credeva che avrebbe continuato a mangiare,vivere, fumare, senza scartare mai nulla. Come nelle favole vere, dove i personaggi mangiano, bevono ma mai digeriscono e via di seguito. Non è bello nelle favole parlare di certe cose. Per questo il nucleare è stato una favola. Oggi,invece, si parla solo di quello. Nessuno vuole quegli scarti. Non servono a nulla e preoccupano molto. Non danno calore, non producono energia ma ne consumano tanta. E’ il seguito delle favole che le nonne non raccontano mai. Vi immaginate la nonna che dopo avere raccontato che il principe azzurro ha infilato la scarpetta di vetro a Cenerentola si è dovuta preoccupare, negli anni a venire, del suo sudore dei piedi e delle cure necessarie con spargimento di odori ed altro. No. Non potrebbe mai essere. Ma i governi non sono nonne ed alle favole vere c’è sempre un seguito. Ora sta a tutti costruirlo, senza lasciarlo nelle mani di chi usa le favole anche nella vita. Quindi prima di altri decreti, di altre storie, di altre favole, è meglio che la gente, ormai grande, si svegli. Che prenda in mano la questione di Arturo e Zoe. Dicendo ad Arturo dove è andata Zoe. Senza che sia ancora una favola,magari in riva al mare o sulle sponde di un grande fiume.