Addio

Per te non v’ erano né sole né dorati campi di grano
a farti da cornice, solo sofferenza e fetore di sangue digerito
Ultimo pasto per te. Condannato

Piccola e disadorna la stanza, sufficiente a contenere il tuo letto
Buia segreta
Stridente contrasto in quel grande, luminoso ospedale

Chiuso, nascosto in quella cella
per non far udire quanto poco di dolce e romantico vi sia
nel lugubre rantolo della morte

Impotente ti vedo perdere la tua disperata battaglia
a lungo ti sei battuto contro il ripugnante cancro
che ti divorava le viscere

Larva, umile ed offesa
piccola in quel letto macchiato di sangue
stento quasi a riconoscerti nel ricordo dell’uomo che eri

Ti vedo inarcare il corpo, sento i tuoi polmoni carpire con frenesia
l’ultimo alito di vita
I tuoi occhi si spalancano alla ricerca dell’ultima immagine di una vita che ti sfugge

Che cosa rimane della tua giovinezza? Dei tuoi amori?
Della tua bontà?
Uno scheletrico corpo con il dolore inciso sul volto

Mi conforta pensare
che quell’ultimo disperato inarcarti alla ricerca della vita
sia stato una sorta di gesto liberatorio

Uno spezzar le catene
di quell’umiliante malattia che…
Il tuo orgoglio non riusciva più a sopportare

Addio

Bartolomeo Vanzetti 1989